Utente
Gentili Dottori,
Spero sia la categoria corretta altrimenti indicatemi pure dove richiedere il consulto

Mio figlio di 20 mesi adotta dei comportamenti a mio avviso strani, quando gli viene impedito qualcosa o gli viene tolto un oggetto come ad esempio una forchetta va in escandescenza e prova a farsi male.
Per quanto i capricci siano normali e frequenti tuttavia sono preoccupato proprio da questo volersi far male ed una volta che ci è riuscito e qualcuno lo prende si tranquillizza.
Premetto che è figlio unico quindi gode di tutte le attenzioni necessarie, inoltre delle volte sembra proprio cercare di proposito la situazione dove gli viene detto no per adottare questo atteggiamento.
Oggi ad esempio giocando sotto casa con altri bambini è andato a cercare spontaneamente una bambina di circa 4 anni che puntualmente gli prende i giochi e quindi sembra proprio che vada a cercarsi la situazione per dare di matto, le conseguenze sono buttarsi a terra e sbattersi volontariamente la testa o la bocca.
Tornati a casa ancora piangendo dato che l ho preso prima che potesse farsi male si è nuovamente buttato in terra fin quando è riuscito a farsi male al labbro superiore da li l ho preso in braccio e si è calmato.
Per il resto socializza tranquillamente con tutti, fa tante attività all’aperto impara facilmente nuove parole.
A cosa è dovuto dunque questo atteggiamento?
Noi genitori cosa possiamo fare per evitare questo e soprattutto come aiutarlo?
È preoccupante?

Vi ringrazio tantissimo per il supporto
Giovanni

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Dr.ssa Ilaria Fonzo

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Gentilissimo genitore,
Lei ci descrive dei comportamenti di aggressività che il bambino ha verso di sé nei momenti di maggiore frustrazione, se ho compreso bene. Questi atteggiamenti sono dovuti in parte al fatto che i bambini dell'età di suo figlio non hanno ancora le abilità necessarie per gestire l'intensa emotività e vanno guidati dall'esterno e, in particolare, dalle figure adulte di riferimento. Tuttavia, il fatto che un bambino diriga ripetutamente verso se stesso questa aggressività, a mio avviso merita un approfondimento anche per aiutare voi genitori a gestire questi episodi. Vi suggerisco quindi di rivolgervi a uno psicologo infantile che utilizzi l'approccio cognitivo-comportamentale nella vostra zona. Altrimenti potreste valutare la possibilità di affidarvi a un professionista con tali caratteristiche che eroghi consulenze telematiche.
Ci tenga aggiornati, se le va.
Un caro saluto
Dr.ssa Ilaria Fonzo,
Psicologa infantile
https://ilariafonzopsicologa.com