Utente
Salve mio figlio di due anni e tre mesi si rifiuta di mangiare da ormai due mesi...fa colazione con latte e biscotti, merenda con qualche merendina, gelato o frutta raramente, ma rifiutata il pranzo e la cena...stiamo provando in tutti i modi...ma non si riesce, si innervosisce piange e si dispera...la pediatra mi ha segnato per 20giorni PUERVIT...sono 10 giorni che lo assume ma non ci sono miglioramenti...mi chiedo come fa un bambino dell età sua a non avere fame e saltare i due pasti...pesa 11kg (infatti è sottopeso) non so più che fare...vorrei un vostro consulto! Grazie.

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Dr. Livio Antonazzo

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Buongiorno,
Ci sono dei bambini che hanno una alimentazione molto selettiva, facendo disperare i genitori. Quindi può fare di necessità virtù e dargli gli alimenti che preferisce, mattina mezzogiorno e sera, con qualche correzione, facendo gelare della verdura frullata o altro e proponendolo sotto forma di gelato. ormai le macchine gelatiere possono trasformare tutto in sorbetto o gelato ne approfitterei.
Le indagini: Inizierei valutando anche l'altezza, ci sono bambini che crescono diventando "più altri dei genitori e magri come stecche" non è infrequente, anzi!...quindi il peso che Lei ha fornito sarebbe meglio valutarlo insieme all'altezza del pargolo.
Potrebbe essere valutato da un gastroenterologo pediatrico che studi eventuali segni di reflusso, un dolore gastrointestinale può esser alla base del rifiuto dell'alimentazione.
Se proprio deve fare esami ematici (che terrei come ultima ratio in quanto sono un dolore e uno stress per il piccolo) valuterei il dosaggio delle proteine, pre-albmina e l'emocromo, l'assetto ferrico (ferro, ferritina e capacità legante della transferrina) e cercherei sangue occulto nelle feci. I livelli di vitamina D sono quasi sempre sotto i limiti non sono molto indicativi.
Infine valuterei il contesto, se andando all'asilo il piccolo ha dato un valore particolare a pranzo e cena, come momento di convivialità o al contrario come momento di conflitto che dimostra in questa maniera mettendovi nella preoccupazione.
Dott. L. Antonazzo