Utente
Buongiorno,ho 41 anni e da circa 7 mesi ho crisi di pianto e sbalzi d'umore sempre più frequenti. Sò perfettamente che ciò è dovuto ad una insoddisfazione con mio marito che mi porto dietro da qualche anno, ma che è diventata un grande problema dopo che mesi fà ho conosciuto un ragazzo del quale ho letteralmente "perso la testa", la cui storia non mi dà affatto soddisfazioni, ma l'attrazione è forte.
Premesso ciò a maggio il medico di base ed anche lo psichiatra mi hanno consigliato CITALOPRAM per ansia, nervosismo (che ho da qualche anno e che tampono con circa 25 gocce giornaliere di DEPAS) e un inizio di depressione (questo hanno diagnosticato).
L'ho preso per circa 5 mesi, ma gli effetti collaterali erano talmente tanti, i miglioramenti d'umore non si vedevano, così che ho interrotto la cura.
Ora io chiedo, sò perfettamente questi sintomi da cosa sono dovuti, ma ci può essere un farmaco che NON SIA uno psicofarmaco che mi possa aiutare ad alleviare questi sbalzi d'umore e crisi di pianto?
Anche perchè mi sento proprio a terra sia fisicamente che psicologicamente!
Grazie mille.

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,


gli psicofarmaci "non curano" i problemi, le insoddisfazioni ect., ma semmai lo sviluppo di una patologia depressiva, correlata direttamente ad una propria suscettibilità individuale, conseguenza non sempre necessariamente degli eventi della vita; per fare ciò nel senso di discriminare quanto " di suo" è presente bisogna ripetere la visita psichiatrica considerato che sono passati parecchi mesi dall'ultima, qualsiasi terapia al di fuori di un regolare controllo specialistico è sbagliata,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]  
Dr. Paolo Carbonetti

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Concordo con il collega.
Gli eventi di vita agiscono sulla struttura cerebrale modificandola, così come fa la psicoterapia. Qualsiasi farmaco (chimico,vegetale, naturale)che sia in grado di modificare l'umore è per definizione uno psicofarmaco (cioè farmaco che agisce sulla psiche).
Nel suo caso specifico è possibile che una situazione di insoddisfazione prolungata (basta la frustrazione, non sono necessari veri e propri traumi) abbia innescato sul sistema nervoso centrale un processo biologico con correlato sintomatologico di alterazione dell'umore.
Se così è, la cura migliore è farmaco + psicoterapia.
Se il citalopram le ha dato effetti sgradevoli,tenga conto che esistono altre categorie di antidepressivi che potrebbero farle bene senza darle fastidio.
Auguri
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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[#3] dopo  
Utente
Ringrazio molto per le risposte.
Ora, da ignorante, vorrei chiedere al Dott. Carbonetti in che modo potrebbe essermi utile la psicoterapia dato che io conosco perfettamente il problema del mio malessere.
Potrebbe veramente aiutarmi e farmi stare meglio?
Grazie.

[#4]  
Dr. Paolo Carbonetti

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La psicoterapia è utile a vari livelli:

-si può lavorare sulla situazione attuale, cercando le migliori strategie di adattamento;
-si può lavorare sulle sue peculiari modalità di risposta alle situazioni frustranti;
-si può lavorare sul passato, cercando,e probabilmente trovando, agganci remoti all'attuale condizione di sofferenza;
-si può semplicemente - ma efficacemente- lavorare sulla riduzione del livello di tensione e di ansia di attesa.

Mi scusi per la risposta un po' complessa, ma lo era la sua stessa domanda.
Tenga conto che come esistono tante diverse categorie di farmaci ugualmente ci sono tanti diversi tipi di psicoterapia.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#5] dopo  
Utente
E' stato molto chiaro.
Grazie mille e buon lavoro.

Saluti

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Che senso ha un farmaco che non sia uno psicofarmaco quando i sintomi riferiti sono psichici ? Come li intende lei, gli psicofarmaci sono un insieme di farmaci completamente diversi tra di loro che agiscono sul cervello per modificare situazioni che dal cervello hanno origine.

Il suo malessere può essere collegato a eventi esterni, la cura non la riceve per gli eventi estenri ma per il modo in cui il suo cervello ne sta risentendo. E forse non è così automatico il legame che lei pensa esserci, nel senso che un disturbo non è scontato in presenza di determinati fattori.
Dovrebbe chiarire intanto la diagnosi, perché non la riferisce, quindi non sappiamo quale sia il disturbo.

Nella sua terapia ce n'è uno specifico, il citalopram un altro che non ha attività terapeutica se assunto regolarmente, il depas, a cui è assuefatta. Non la aiuta certamente per controllare ansia e nervosismo, visto che i suddetti ci sono, e che esaurisce la sua attività dopo il primo mese di assunzione. Ovviamente la sua sospensione è associata ad un peggioramento immediato, per una sindrome da astinenza, ma questo non è segno della sua efficacia terapeutica. In genere si tende a toglierlo gradualmente sotto guida medica nel momento in cui sta bene.

Se questo equilibrio non è soddisfacente, va considerata l'opportunità di una cura diversamente composta.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
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