Utente
Gentili dottori,

ho una figlia di 14 anni che dal primo marzo di questo anno è in cura presso una psichiatra del servizio di neuropsichiatria infantile per crisi emotive dovute a problemi relazionali. Per lo più si manifestavano al ritorno da scuola, con pianti, urla e racconti di episodi che esprimevano il proprio malessere e incapacità di reagire a battute e comportamenti irrispettosi delle compagne. Inoltre sente molto la solitudine e la mancanza di una amica con cui uscire e condividere le proprie emozioni: infatti si è chiusa dopo avere avuto una delusione da un'amica. La psichiatra, dopo due o tre incontri, ha ritenuto opportuno iniziare una cura farmacologica a base di Risperdal gocce, (1 mg mattino e 1 mg a sera)che dice hanno la doppia funzione di curare il disturbo(ha diagnosticato un inizio di schizofrenia e psicosi)e nello stesso tempo di calmarla un pò, in concomitanza ad incontri di psicoterapia che avvengono con la frequenza di ogni quindici giorni.
In effetti mia figlia sta meglio nel senso che le crisi sono scomparse, ma rimane ancora da sola: cioè non frequenta amici al di fuori della scuola e non cerca nessuno.
Le mie domande sono adesso queste:
1)E' corretta la cura intrapresa e soprattutto era veramente necessario iniziare subito la cura farmacologica anche solo dopo due incontri che il medico ha avuto con mia figlia e con noi genitori?
2)In occasione di una gita scolastica di 5 giorni in cui mia figlia dovrà andare ad aprile, poichè non voglio che sia un professore a somministrare il medicinale per motivi di privacy, parlandone alla dottoressa di questo problema lei ha detto che anche se non è la cosa più giusta e consigliabile da fare, potremmo sospendere la cura iniziando a scalare il dosaggio dalla prossima settimana (a circa dodici giorni dall'inizio della gita). La domanda è questa: la momentanea sospensione potrà portare disturbi a mia figlia e quale rischio corre?

Ringraziandovi anticipatamente per le risposte che vogliate darmi,
porgo cordiali saluti,
una mamma preoccupata

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

premetto che non voglio creare false speranze, ma non sono d'accordo sull'uso di Risperdal all'eta' di 14 anni anche se prescrivibile dal S.S.N.
Inoltre, non ha senso ridurre la posologia del farmaco solo per la gita in quanto, se ci fossero dei sintomi di psicosi, tali sintomi riemergerebbero.
La psicoterapia con cadenza quindicinale non e' indicato in nessun prospetto clinico di provata efficacia.
Inoltre, l'esordio della psicosi deve essere confermato dalla diagnosi conclamata e necessariamente deve essere trattata con la dose di farmaco adeguata.
A mio avviso, un trattamento psicoterapeutico puo' essere l'inizio di una possibile variazione di sua figlia verso i disturbi che lamenta.
Di solito non sono molto favorevole, ma in questo caso credo sia utile che prenda un libro in cui vengono esposti i sintomi della psicosi e li confronti con gli atteggiamenti di sua figlia.....

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#2]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile signora,
anche io sono un po' perplesso circa questa diagnosi. Mi sembra comunque una questione delicata, anche vista la giovane età, per cui non credo debba essere affrontata in questa sede.

D'altronde capisco la Sua preoccupazione, e proprio per questo mi sento di consigliare di esporre queste perplessità alla psichiatra curante, e meglio ancora ad un altro professionista che giudichi la ragazza in modo indipendente

Certo mancano molte informazioni, ad esempio mi piacerebbe sapere quanto di "bullismo" c'è nell'atteggiamento delle compagne di Sua figlia. Ma questo potrebbe essere un altro capitolo.

Cordialmente

Daniel Bulla

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Daniel Bulla

[#3] dopo  
Utente
Gentili dottori,
vi ringrazio per le risposte datemi e senz'altro terrò conto dei vostri consigli.
Per prima cosa parlerò di queste mie perplessità con la psichiatra che ha iniziato la cura a mia figlia, perchè se in un primo tempo come la dottoressa anche noi, come genitori, abbiamo pensato che la cura farmacologica era necessaria da subito in quanto volevamo alleviare la sofferenza evidente di nostra figlia, in un secondo tempo se non addirittura contemporaneamente, io personalmente penso che si poteva intraprendere un'altra strada e per i seguenti motivi che possono far capire ancora di più il carattere e la personalità di mia figlia:
1) è una ragazzina molto sensibile, sicuramente insicura e con poca autostima (dovuta secondo me ai ricordi che si porta appresso di un'infanzia in cui veniva presa in giro a scuola per via dei dentini un pò storti), che fatica ad avere amici forse perchè sinora non ha trovato qualcuno(a parte l'amica da cui ha ricevuto una delusione) che sia in sintonia con lei, infatti è molto più matura delle sue coetanee;
2)Riferendomi a quanto di bullismo ci possa essere nel comportamento delle compagne di scuola di mia figlia, io non posso saperlo con certezza, proprio perchè non si frequenta con nessuno al di fuori della scuola, però ho la sensazione in base a quello che mi racconta mia figlia, che le ragazzine pur sapendo della solitudine in cui si trova mia figlia, anzichè coinvolgerla in uscite o altro si limitano a chiederle "cosa hai fatto sabato sera?" oppure "certo che tu non conosci il suo ragazzo(riferendosi ad un'altra amica), tu non esci mai!"
Premetto che tempo fa mia figlia aveva manifestato a qualcuna di loro il desiderio di uscire insieme, ricevendo soltanto risposte di indifferenza e snobismo. Premetto che mia figlia è carina (non ha più il problema dei denti storti), ben educata, rispettosa, studiosa e forse per questo si sente ed è vista "diversa" dalle compagne le quali la vedono timida, un pò ingenua ed oggetto di stupidaggini che se una volta possono sembrare uno scherzo, alla lunga possono dar fastidio. Quello che ha fatto andare in crisi mia figlia è proprio il pensare in modo ormai fisso al modo in cui affrontare o rispondere alle continue prese in giro, essendo convinta lei di non essere capace di difendersi, per paura di essere messa ancor più da parte.
Parlando di questo con la dottoressa, è venuto fuori che in effetti lei ha reagito in qualche modo, tipo con un sorriso ironico o con battutine, solo che a lei era sembrato insufficiente e inutile e la dottoressa mi ha anche detto che ritiene mia figlia, quando è rilassata, capace di autoanalisi precise e mature riflessioni.
La mia conclusione, scusate il mio dilungarmi, è che mia figlia sia in un certo senso vittima di questo mondo attuale di giovani senza educazione e valori morali e che stia trovando difficoltà ad affermare la propria personalità che io sono sicura essere forte e ben delineata per paura di essere considerata diversa e isolata, cosa che in effetti sta già succedendo.
Cosa posso fare come mamma,per aiutare mia figlia, oltre che rivolgermi agli specialisti come ho già fatto?
E ancora: decidendo di non dare più il medicinale a mia figlia, considerando che lo prende solo da un mese, può avere conseguenze negative?
Grazie di cuore per le vostre risposte

[#4]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile Signora,
anche io, come i colleghi, non sono proprio convinta che possa trattarsi di "inizio schizofrenia o psicosi" e lo sono ancor meno dopo aver letto il suo secondo intervento.
Le consiglierei di discutere apertamente i suoi dubbi e le sue preoccupazioni con la Psichiatra di riferimento e di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che possa aiutarvi nella comprensione del problema e a potenziare le abilità sociali della ragazza.

Cordiali saluti

Ilenia Sussarellu

i.sussarellu@libero.it
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense