Attivo dal 2010 al 2010
gentili dottori, ho dato un'occhiata prima alle varie risposte su questa tematica, ma ho trovato solo a 'metà' un aiuto. Sono insieme, almeno credo, con un uomo di 39anni che soffre di questo disturbo, piu precisamente di secondo tipo, molto ciclico, alterna un periodo di una settimana di relativa normalità a periodi piu lunghi di depressione, in cui si chiude in se stesso e non vuole avere contatti con nessuno, salvo per le cose di ordinaria routine lavorativa (è libero profssionista e volendo potrebbe anche non lavorare, considerato chè benestante).Adesso sta passando un periodo depressivo piu lungo del solito, è da un mese e piu che mi ignora totalmente, non risponde a chiamate o messaggi (che cmd da parte mia non sono pressanti). L'ultima telefonata di 20 giorni fa mi ha detto che non capisce come mai io insista considerato che non abbiamo mai vissuto assieme (stiamo uscendo da giugno scorso, dopo essere già stati assieme un paio d'anni fa, ma io allora non avevo capito che era dovuto alla sua bipolarità ciclicla la nostra storia altalenante), che lui non è capace di aiutare nemmeno se stesso, che non è in grado di chiedere aiuto perchè non è abituato farlo (la famiglia su questo punto a detta sua è inesitstente) e che non vuole trascinarmi nella sua agonia. Ora, io sapendo i problemi che ha, non mi tiro indietro, capisco che sarà difficile, ma stare senza di lui per me è peggio. Solo che non so come potergli essere d'aiuto: aspetto? Se mi faccio sempre viva io, è controproducente o d'aiuto? Mi comporto normalmente con lui, gli ho detto che ci sono, che ho capito che è depresso a fasi alterne, ma che siccome mi importa di lui non rinuncio. Anche perchè non so in futuro cosa possa 'combinare'. Da quanto abbiamo parlato ha sempre sofferto di questa cosa, lui dice che col tempo di cronicizza. Quello che mi preouccupa è che quando è cosi, capisce di esserlo ma non vuole fare nulla per stare meglio, e quando ha le fasi positive, quasi diniega il suo problema.
Insomma, il succo è che io non lo lascio, ma come potergli essere d'aiuto? Intanto pensavo di andare io a fare una chiaccherata da uno psicologo, mi rendo conto che non è una cosa che puo avere una soluzione cosi facile, via web.....ma avere anche un vostro parere mi sarebbe d'aiuto.
Grazie per dei vostri consigli.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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"quando è cosi, capisce di esserlo ma non vuole fare nulla per stare meglio, e quando ha le fasi positive, quasi diniega il suo problema."

Per definizione.

Ma l'oggetto della sua domanda quale è esattamente ? Se è "come mi devo comportare", non c'è una risposta, non c'è un modo particolarmente intelligente di comportarsi rispetto al disturbo in sé.

Se invece vuole sapere come fare per gestire il suo (di lei che scrive) disagio nei confronti di questa situazione giro il consulto agli psicologi.
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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"quando è cosi, capisce di esserlo ma non vuole fare nulla per stare meglio, e quando ha le fasi positive, quasi diniega il suo problema."

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Ma l'oggetto della sua domanda quale è esattamente ? Se è "come mi devo comportare", non c'è una risposta, non c'è un modo particolarmente intelligente di comportarsi rispetto al disturbo in sé.

Se invece vuole sapere come fare per gestire il suo (di lei che scrive) disagio nei confronti di questa situazione giro il consulto agli psicologi.
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[#3] dopo  
Attivo dal 2010 al 2010
Rapidissimo, grazie!
Come dice anche Lei, questa situazione mi crea effettivamente un po di disagio.
Si, forse avere ulteriore parere su come fare, soprattutto anche per me stessa, mi sarebbe utile.
Immaginavo non ci fosse nulla di particolarmente 'mirato' per far fronte al problema, però tentar non nuoce.
Forse avere tanta pazienza...
Grazie.

[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
è sicura che questa persona voglia stare con lei?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Attivo dal 2010 al 2010
Gentile dott Martiadis,

questa persona passa da stadi di amore, progetti di vita insieme (volendo ci sarebbe anche il modo di farlo senza troppe complicazioni) figli, o anche piu semplicemente dalla voglia di vedermi e stare insieme, alla negazione, o meglio alla paura, quando è depresso....
Certo questo dubbio mi si instilla varie volte nella mente, ma considerando il passato e le ultime vicessitudini, quando dopo anche dopo averlo lasciato io, è tornato.....Non credo che sia non voglia di me, credo sia non voglia in generale della vita. si trascina, come dice, quando è cosi. La domanda non è tanto come comportarsi, forse come aiutarlo....

[#6] dopo  
Attivo dal 2010 al 2010
Egregi dottori....
aspettavo che questo consulto venisse girato ad uno psicologo, quantomeno appunto per aiutare me.
la situazione è che questo uomo non lo vedo più. Ora non riesco piu a capirci nulla...come dice il dott Vassilis forse è lui che non vuole stare piu con me davvero...ma com'è possibile? cioè repentinamente da un giorno all'altro? dopo che so che ha dei serissimi problemi, dopo che me ne ha parlato ampiamente....
A questo punto io ho mollato, continuo la mia vita (come già prima) ...ma credo non abbia senso cercare di fargli vedere, sentire che ci sono (e non sono in alcun modo assillante) che tanto è nulla di fatto.
Domanda: può essere una fase più acuta della sua malattia? Che dura da qualche mese? Diciamo che è la prima volta che affronto questo 'periodo'. Prima pur essendo altalenante con rapidità, però era presente..
Questo silenzio mi manda in confusione un po. Piu che altro sono preoccupata. O forse veramente nel suo delirio gli è venuta una specie di repulsione nei miei confronti...potrebbe essere possibile?
Grazie.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei ha inserito il consulto nella sezione psichiatria. Niente le impedisce di proporlo ai colleghi. Inopportuno invece indicare cosa "dobbiamo" fare con il consulto o improprie e inopportune e polemiche affermazioni sul merito delle risposte. Se cerca aiuto vada a cercarlo, questo spazio serve per ricevere pareri. Se il parere "non le piace", non ci sono motivi per proseguire.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Attivo dal 2010 al 2010
Mi scusi ma che modo di rispondere è questo?
Mi scusi se alla sua prima risposta lei ha scirtto, cito,

"Se invece vuole sapere come fare per gestire il suo (di lei che scrive) disagio nei confronti di questa situazione giro il consulto agli psicologi"

il verbo 'GIRO' mi implicava che fosse lei che girasse la mia domanda...allora scelga con piu cura le parole, tutto qui.

E non mi pare assolutamente di aver fatto affermazioni inopportune, e tanto meno polemiche! x. Anzi, mi sento a dir poco offesa dalla Sua risposta.

chiedevo solo un altro parere, per carità.

E' chiaro che da questo sito mi toglierò senza alcun dubbio!

Tanti saluti.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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[#10]  
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in risposta al collega lei conclude "La domanda non è tanto come comportarsi, forse come aiutarlo...."

Se la domanda è questa, come le dicevo, ha avuto una risposta. Girare ai colleghi psicologi era utile nel caso cercasse un consiglio su come comportarsi rispetto a sé, non rispetto al malato.

Dr.Matteo Pacini
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