Utente
Gentili Dottori,

ho letto che esiste una sindrome chiamata PSSD - Post SSRI Sexual Dysfunction, che consiste nella permanenza o nella comparsa di disturbi a carico della sessualità dopo l'interruzione della terapia con SSRI.
Ho letto della PSSD nella Wikipedia in lingua inglese.
Alcuni esperimenti su animali di laboratorio avvallerebbero l'ipotesi
che la PSSD ha una base organica.

Dato che mi sono sottoposto a terapia con SSRI e ora con Abilify questa
notizia mi ha destato una certa preoccupazione perchè finora ero stato assicurato che gli effetti collaterali sulla sessualità sarebbero senz'altro scomparsi una volta terminata la terapia.

Vorrei pertanto chiedere il vostro parere su questo punto.

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,
il disturbo da lei indicato non è la necessaria conseguenza della terapia con SSRI. Frequentemente la collateralità sessuale scompare con la sospensione della terapia e comunque esistono "antidoti" alla presenza di collateralità sessuale da psicofarmaci.
D'altra parte la collateralità sessuale in seguito all'utilizzo degli psicofarmaci (in particolare antidepressivi, neurolettici, ma anche benzodiazepine e stabilizzatori dell'umore) è elemento centrale nella prescrizione di tali farmaci, a motivo delle frequenti interruzioni di terapia in seguito alla comparsa della collateralità sessuale. Poichè tali aspetti sono suscettibili ad una predisposizone personale e variabili da farmaco a farmaco (e tra classi di farmaci diversi), Le consiglio di sottopporre la sua situazione clinica al suo psichiatra di fiducia e discutere le eventuali strategie di superamento della collateralità della sfera sessuale.


Cordialmente.

Stefano Garbolino
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[#2]  
Dr. Vincenzo Menniti

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Caro Signore,
come spiegato dal collega dott. Garbolino, spesso alcuni effetti collaterali delle terapia psicofarmacologica (alterazione della libido, erezione, eiaculazione, incremento ponderale ecc...)portano a ciò che in gergo si definisce "drop out", cioè l'interruzione della cura stessa per i disagi che gli effetti collaterali dei farmaci arrecano al paziente. Di norma alla sospensione della cura gli effetti collaterali svaniscono.La risposta ai farmaci però,come la comparsa di effetti collaterali, è soggettiva e l'impatto degli ultimi devono essere valutati insieme con lo psichiatra per cercare di personalizzare e "cucire addosso al paziente" la terapia più adeguata. L'attenzione agli effetti collaterali, che hanno molto incidenza sulla prosecuzione della cura, sono oggi presi molto in considerazione sia dai medici che dalle case farmaceutiche, le quali si impegnano nel mettere a punto farmaci la cui incidenza di effetti collaterali sia minima. Nel caso in cui però alcune molecole, che si dimostrano efficaci nella cura del disturbo per il quale il paziente si rivolge allo psichiatra,arrechino effetti collaterali fastidiosi, ci sono diversi accorgimenti o strategie di correzione che possono essere messe in atto per la correzione di questi ultimi.
Parli con molta schiettezza di questi suoi problemi ed esponga al suo psichiatra i suoi dubbi, in maniera tale da ottimizzare la sua cura.

Saluti
dott. Vincenzo Menniti

[#3] dopo  
Utente
Grazie Dr. Garbolino e Dr. Menniti.

Certamente esporro' al mio psichiatra i miei dubbi, come del resto ho sempre fatto con la massima sincerità.

Ero rimasto un po' preoccupato dal leggere di effetti collaterali irreversibili a carico della sessualità non su base psicologica bensi' su base organica e desideravo sapere se tale notizia era veritiera.

Le strategie di correzione che il mio psichiatra ha sinora messo in atto sono consistite nel cambiare farmaco e nel limitare la dose.
Sarei curioso di sapere se ce ne sono altre.

Cordiali saluti.

[#4]  
Dr. Vincenzo Menniti

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Caro signore,
le strategie per limitare determinati effetti collaterali sono diverse! Per alcuni farmaci è necessario ridurre la dose per ottenere un miglioramento. Ci sono altre "perle" o "trucchi del mestiere", ma non è questa la sede idonea per discuterne, in quanto oggetto del sapere degli "addetti ai lavori".
Per quanto riguarda la sua perplessità riguardo la irreversibilità di danni a carico dell'apparato sessuale, mi sento di rassicurarla.
Gli effetti collaterali sono presenti durante la somministrazione del farmaco in questione. E' un problema recettoriale...in parole povere è come se per aprire una porta Lei inserisse la chiave nella serratura, ma non ci riuscisse perchè tra la chiave e la serratura vi è interposta una lamina. Nel momento in cui toglie la lamina può riaprire la porta con la stessa facilità di sempre. In letteratura si riscontrano solo dati aneddotici riguardo il disturbo di cui parlava. Dunque sti tranquillo e si affidi alle cure del suo psichiatra.

Cordialità
dott. Vincenzo Menniti

[#5] dopo  
Utente
Grazie Dr. Menniti per la pronta risposta.

[#6] dopo  
Utente
Dunque non ci sarebbero effetti collaterali permanenti a carico dell'apparato sessuale.

E per caso c'è anche la bella notizia di effetti terapeutici permanenti anche dopo il termine della terapia?

E, se si', potrebbero essere su base organica, nel senso di qualche modificazione benefica e permanente del cervello?

Grazie e cordiali saluti.