Utente
Gentili medici,
mio fratello,di 23 anni,ha sempre avuto gravi difficoltà nella socializzazione,sia con il suo stesso sesso,che a maggior ragione,con il sesso opposto,sulle quale ha almeno in parte inciso l'isolamento in cui i miei hanno tenuto forzatamente sia lui che me e mia sorella.
Non ha amici,non comunica con la famiglia.Ha un rapporto molto difficile con i genitori,soprattutto con mio padre,vive continuamente nel confronto con lui,venendone regolarmente schiacciato.
Ha sofferto fin dagli otto anni di disturbi psichiatrici,inizialmente manie ossessivo-depressive,che si sono aggravati fino a rendere necessaria la cura;a causa di alcune manifestazioni abnormi la sua situazione di isolamento tendeva infatti a peggiorare.
E' stata in seguito riscontrata una lieve forma di psicosi(sentiva voci,si gettava di colpo in ginocchio a pregare).La cura (non ricordo i medicinali che assumeva) ha avuto l'unico effetto di farlo dormire quasi continuamente.Ma lo stesso psichiatra che lo curava ammetteva di dover procedere per tentativi,perchè lui rifiutava completamente di aprirsi.Ovviamente l'incomprensione di insegnanti e compagni di scuola ha peggiorato il quadro. Attorno ai diciannove anni,tuttavia,questi disturbi,mai scomparsi del tutto,si sono stabilizzati senza l'assunzione di medicinali.
L'inizio dell'Università ha portato,però,un nuovo periodo di crisi.Gli studi stanno andando molto male,ed è iniziato un periodo di forte depressione.Lui non vuole considerare l'ipotesi di lasciare,nè quella di cambiare facoltà per sceglierne una che gli sia più congeniale(frequenta Ingegneria,mio padre,ingegnere,lo convinse a suo tempo a seguire la sua strada).
Convive con un senso continuo e profondo di inadeguatezza e inferiorità,ma è convinto di poter superare questo periodo difficile soltanto se dimostra di farcela da solo.Rifiuta ogni aiuto,è stato arduo anche convincerlo a prendere alcune lezioni private.
Contemporaneamente ha iniziato a bere,all'inizio si è trattato di un rapporto troppo disinvolto con l'alcool.Ora,credo da circa un anno,di vero alcolismo.Assume circa tre,quattro litri di birra al giorno e uno di vino,ma ho capito che fuori beve anche superalcolici.Da qualche mese si alza a bere di nascosto anche la notte.Dorme poco.I capillari,soprattutto intorno agli occhi,sono sempre ben evidenti.A tratti ha degli accessi di sudorazione che in pochi minuti lo lasciano completamente bagnato,i capelli fradici,la maglia da strizzare.Questi dati sono il frutto di un controllo serrato da parte dei miei genitori,anche con detective privati,che forse peggiora le cose.Di recente ha iniziato a bere anche al mattino,per attenuare i sintomi della sbornia serale.
L'altra mia sorella,anche lei un rapporto problematico con l'alcool,mai sfociato nell'alcolismo,sottovaluta il problema.Nel gioco di scuse e negazione di mio fratello,la minimizzazione di lei(che due volte è stata ricoverata per coma etilico,sebbene si trattasse di eventi isolati)è per lui un appiglio.
Lui nega nonostante tutto:le ubriacature,gli accessi d'ira,le bottiglie in camera,nega addirittura se colto nell'atto di bere di nascosto.In questo caso minimizza.
Siamo completamente impreparati ad affrontare la situazione,non sappiamo nemmeno come comportarci.Controllarlo o lasciarlo libero.Essere duri o cercare di avvicinarlo. Sono opzioni che non sappiamo gestire e che lui sfrutta abilmente per negare,negare sempre e indurre nei miei il senso di colpa per i tanti errori passati.
Vi chiedo di consigliarci sul comportamento da tenere,sui centri a cui rivolgerci.
Grazie
Laura

[#1]  
Attivo dal 2006 al 2006
La problematica che Lei pone è molto complessa in quanto trattasi di una psicosi a cui si aggiungono danni legati all'uso di alcool. Le consiglio di prendere contatti con un Centro per alcolisti ( presente ingenere in quasi tutte le Università Italiane)i quali hanno sicuramente personale adeguato per aiutarLa a risolvere il problema di Suo fratello.

[#2]  
Dr. Gianmaria Zita

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Gentile utente,
come già accennato dal mio collega, il problema di suo fratello è molto sfaccettato e abbastanza complicato. Sia per i sintomi che lei riferisce in passato che andrebbero approfonditi, sia per l'insorgenza di un importante problema di abuso con l'alcool.
Per affrontare coerentemente questi problemi le consiglio di parlarne con suo fratello e, in maniera amichevole e senza eccessiva intrusività, chiedergli di effettuare una visita di controllo perchè preoccupato della sua salute.
I luoghi deputati alla cura delle alcoldipendenze sono i NOA di pertinenza della ASL, mentre, se dovessero ripresentarsi i sintomi psichiatrici descritti nell'infanzia le consiglio di prenotare una visita presso un CPS o CIM (centri psicosociali o di igiene mentale) di pertinenza ospedaliera.
cordiali saluti
dott. Gianmaria Zita

[#3]  
Attivo dal 2005 al 2007
Il caso di suo fratello è come precisato dai colleghi complesso. La struttura borderline determina una serie di sintomi che tendono a configurare nel tempo diversi disturbi d'asse primo. Come spesso accade i pazienti che soffrono di tale disturbo di personalità tendono all'abuso di sostanze con una logica di tipo auto-terapeutica e a configurare quadri clinici che attualmenete chiamiamo in modo aspecifico "quadri a doppia diagnosi". La terapia è piuttosto complessa sia sul piano farmacologico e ancor più dal punto di vista psicoterapeutico. Vi consiglio un cosulto a Pisa presso la clinica del Prof. Cassano, per un inquadramento nosografico più preciso.

[#4]  
Dr. Gaspare Palmieri

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Si tratta sicuramente di un problema complesso per cui è necessario mettere a punto un programma terapeutico che comprenda più figure: un servizio specializzato per la cura dell'alcolismo (SERT o NOA) e un servizio di salute mentale (o uno psichiatra privato) per il problema psichiatrico.
Per quanto riguarda i centri posso consigliarle la Casa di Cura Villa Igea o Casa di Cura Villa Rosa di Modena. In entrambe è possibile fare un ricovero per la disintossicazione e per la messa a punto di un programma post-ricovero.
Dr Palmieri
Gaspare Palmieri