Utente
Salve. Da vari anni sono un soggetto ansioso a seguito della morte di uno dei miei genitori all'improvviso. Avevo 19 anni ed è successo tutto così in fretta. Già prima dell'episodio ero ipocondriaca lievemente ma dopo questa cosa tutto è' aumentato. All'inizio sembrava che stessi bene perché era come se la cosa fosse troppo grossa per essere successa e non me ne rendevo conto. Ho iniziato l'università e avevo altre e nuove ansie. A 23 anni ho avuto problemi visivi e mi hanno fatto di tutto nonché controlli su controlli ( probabile malattia demielinizzante). Sono rimasta sotto controllo per vario tempo perché avevo alcune cicatrici gliali che sono rimaste sempre ferme nel corso del tempo. In questi due anni ho avuto tutti i sintomi possibili: al colon, stomaco, nodo in gola per mesi, dispnea continua per mesi, vertigini, ecc ecc ecc ma gli esami erano quasi sempre negativi ( eccetto una lieve anemia). Questa estate ho avuto il mio primo attacco di panico in un locale: giramenti di testa, perdita equilibrio, battito accelerato, sensazione è paura di svenire in pubblico.
Gli episodi si sono ripetuti qualche altra volta finché sono divenuti costanti e mi hanno fatta letteralmente chiudere in casa per mesi. Adesso che sembrava che stessi meglio e riuscissi a gestirli ho una nuova paura: paura di perdere il controllo e non riuscire a controllare le mie parole, offendere qualcuno, dire cose inappropriate con amici o persone che conosco ed essere allontanata da tutti. Sono anche una professionista adesso e ho paura di perdere la mia credibilità. Il mio problema è paura di perdere il controllo più sintomi assurdi con esami negativi.
Il neurologo mi diede il cipralex. Ora non lo prendo più ( L lo preso pochissimo) e vado da una psicologa e al bisogno prendo uno xanax, ma non mi sento meglio.
Che cosa ne pensate, che dovrei fare?
Ho 26 anni.

[#1]  
Dr. Manlio Converti

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E che glielo diciamo a fare?
Perché la consulenza qui in rete dovrebbe essere migliore di quella dello psichiatra che lei non segue?
Si faccia forza, torni dallo psichiatra e assuma se prescritta la terapia almeno per un mese (se ne consigliano anche tre) prima di giungere a conclusioni affrettate.
In fondo ci sono persone che vogliono sentirsi male per ricevere attenzioni. Se lei guarisce da questa, diciamo così, nevrosi, poi non può più lamentarsi o avere scuse per non fare niente della sua vita.
Stare insieme senza assumere il ruolo di malati anzi magari avendo un ruolo attivo è di molta maggiore soddisfazione.
Ci provi.
Dr. Manlio Converti

[#2] dopo  
Utente
No allora non ha capito proprio. Mi esprimo meglio:
- sono andata dal neurologo per i problemi visivi e per la risonanza 'dubbia', lui mi ha seguita costantemente per questo problema. Quando ha concluso che non poteva essere SM ha detto che i miei sintomi erano compatibili con ansia generalizzata. Per questo mi ha dato il cipralex. Non avevo panico e non avevo nessun altro disturbo di ansia vera e propria, però avevo questi sintomi. Mi sentivo in colpa a prendere questo farmaco ( mi sentivo uno zombie), l'ho preso per qualche giorno e ho smesso. Tutta questa ansia è venuta dopo.
- non sono mai stata da uno psichiatra. Vado dallo psicologo e al bisogno prendo xanax.
- non sono sicura della natura 'mentale' dei miei sintomi fisici ma sicuramente il panico e gli altri disturbi lo sono.
- sono avvocato, sono una persona realizzata, ma non riesco ad avere la mia 'libertà' perché sono 'schiava' della paura di fallire e avere il panico o cose simili davanti agli altri.
- non lo faccio apposta, i sintomi vengono soli: per es la dispnea e la dispepsia venivano soli e sono durati il primo 3 mesi e mezzo, il secondo 1 anno in modo costante. Gastroscopia comunque positiva per reflusso ma i farmaci non facevano effetto, spirometria e raggi polmoni negativi. Ora faccio training autogeno. Ho imparato il respiro addominale e mi aiuta in questo ma non nel panico.
Consigli? A parte la visita diretta che molto probabilmente farò, voi cosa ne pensate?
Vi ho raccontato veramente tutto.
Grazie!!

[#3] dopo  
Utente
Spero in una vostra risposta perché, se ho scritto in Psichiatria, bene non sto. Grazie!!

[#4]  
Dr. Manlio Converti

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Non siamo google e nonostante le sue spiegazioni non diamo risposte a casaccio in rete.
Ammetto che ho le idee ancora più confuse.
Intanto il mentale è fisico, perché altrimenti sarebbe metafisico e io faccio il medico, non il prete.
Poi se dei sintomi vaghi le pesano tanto da farla correre da tanti medici forse lei è banalmente ipocondriaca, ma questa è una descrizione da personaggio teatrale, non una diagnosi.
Una diagnosi si fa, quando serve, solo dal vivo.
Il malessere esistenziale lo abbiamo tutti e non verrà mai guarito da nessun medico nè dalla filosofia, tra l'altro, così come i generici disturbi fisici a bassa soglia.
"non riesco ad avere la mia 'libertà' perché sono 'schiava' della paura di fallire" non vuol dire molto, perché cosa intenda lei per libertà non è chiaro.
Se è una libera professionista è ovvio che la sua competenza sia sempre messa in gioco, come per gli imprenditori che rischiano sempre di fallire. Questo produce adrenalina, che in genere è gratificante, ma è anche un fattore di stress. Non c'è altra alternativa: diventi suora o casalinga, oppure, cosa ancora più difficile: sia felice... si permetta di essere felice.
Dr. Manlio Converti

[#5] dopo  
Utente
Ah no dottore. Mi scusi se l'ho confusa ma mi sono spiegata male. Non ho paura di fallire nella vita o come professionista. Sono schiava della paura di avere attacchi di panico davanti a persone sconosciute, amici, parenti.. Insomma in generale. Sopratutto nei luoghi affollati o in luoghi in cui può essere difficile o imbarazzante scappare ( in caso fi attacco) mi succede. I primi attacchi di panico sono venuti da soli e duravano pochi secondi ma mi lasciavano super spaventata. Ora sono rari ma si è instaurata una spirale in cui ho paura di averli: questa mi blocca, non sono 'libera' perché non sono capace di andare ovunque o di stare con chiunque per la paura di averli. A questo corredo si è aggiunta la paura di poter dire cose inopportune a persone a me care per una momentanea perdita di controllo. Diciamo che il mio problema è' il controllo che sento, a volte, di non avere sul mio corpo. Il tutto è cominciato con i problemi fisici, risonanze, tac , gastroscopie e paura di stare sempre male o di avere qualche malattia. Il tutto ora è diventato questo..
Lei pensa che debba intervenire in modo farmacologico? Per ora faccio solo psicoterapia. Voglio la vita e la calma che avevo 'ovunque' e che avevo prima.
Grazie..