Utente
Mia moglie, 55 anni, ipotiroidismo accertato da 15 anni(eutirox 75 gr pro die)sofre da sempre di emicrania (definita leggera-moderata da chi l'ha visititata). In gioventù gli attacchi (1-2 al mese, o prima di esami universitari, cambiamenti del tempo, stati di tensione etc etc) venivano risolti con una compressa di optalidon. Con l'età le cose sono cambiate, si é agiunta una sindorme vertiginosa (a volte causata dall'emicrania, a volte indipendente ma seguita da emicrania) e l'optalidon ha perso il suo efeto. Da 5 anni, su consiglio di un neurologo, è stato instaurata una terapia con Mutabon mite, mediamente 1 cpr/die, in alcuni periodi 2 cpr/die.
Recentemente abbiamo effetuato una indagine completa presso un IRCCS specializzato, inclusa RMN+angiografia che ha confermato (come analogo esame del 2003) l'assoluta assenza di fattori clinici, diagnosticando quindi una sindrome vertiginosa associata a cefalea con una componente angiotensiva.
Indicazione di sospendere il MUTABON mite , neurolettico ritenuto largamente superato, sostituendolo con, ad esempio, diapatol o limbitryl, 12,5/5.
Quindi sempre amitriptilina (un pò meno), ma clordiazepossido al posto di perfenazina.
Da inzio nuovo trattamento, Cefalea e sindrome leggermente peggiorate o come prima, ma sonnolenza pesante, gambe molle etc. etc.
Segnalazione al centro, e quindi nuovo cambio con solo LAROXYL, cioè via il clordiazepossido e solo amitriptilina. Scomparso il sonno, situazione sempre la stessa.
Mia moglie ritiene di "percepire" la mancanza del mutabon (cioè della perfenazina)e vorrebbe tornare a prenderlo.
E' un farmaco così dannoso e superato, in particolare per i trattamenti prolungati?.
Grazie.
Mario

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

sono dell'idea personale, che i trattamenti che funzionano non vadano cambiati soprattutto in considerazione che fino ad ora il trattamento di sua moglie ha funzionato.
Oltretutto, il Mutabon e' certamente un vecchio farmaco ma non per questo vuol dire che non debba essere usato, anzi e' tornato molto in uso negli ultimi tempi in quanto le componenti presenti ben si armonizzano nelle varie formulazioni.
I "danni" che si possono valutare per l'uso di determinati farmaci devono essere presi in considerazione dal medico prescrittore.
Non mi pare oltretutto che sia stata fatta una grossa modifica, cioe' non e' stata inserita una molecola di ultimissima generazione.
Riparli con lo psichiatra di sua moglie per un trattamento adeguato alla situazione.
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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
anch'io penso che "squadra che vince non si cambia", per usare una metafora calcistica. In realtà la perfenazina è stata sostituita da molecole altrettanto vecchie (il clordiazepossido è stata la prima benzodiazepina sintetizzata oltre 40 anni fa). La perfenazina tra l'altro è ritornata in auge dopo che un importante studio internazionale la ha posta allo stesso livello di efficacia degli antipsicotici di ultima generazione, e allo stesso grado di tollerabilità (ma co costi circa 10 volte inferiori). Ad ogni modo la valutazione della tollerabilità viene effettuata dal medico volta per volta e non dovrebbe essere cambiata una terapia solo perchè il farmaco è demodè.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#3] dopo  
Utente
Ringrazio x le risposte velocissime e molto chiare.
In effetti avevamo notato che la cura non è che fosse cambiata di molto. Riprenderemo il discorso con lo psichiatra.
Grazie
Mario CREZIATO