Utente
Buonasera,
scrivo questo messaggio per chiarire dubbi riguardo alle vicende che mi sono accadute a partire dall'episodio del luglio scorso. Tutto è iniziato con quello che è possibile definire delirio. Passai, in quei frangenti, parecchi giorni febbricitante senza dormire né mangiare, assalito dall’idea che stessi morendo (per via della febbre, dell'insonnia e della mancanza di appetito) e che ogni persona mi odiasse. Nelle settimane precedenti a quella situazione terribile, ritenevo di aver conseguito importanti risultati nel campo spirituale sulla base di risultanze che, oggi, riconosco del tutto inconsistenti e prive di significato. Questo mi ha portato a ritenere di essere profondamente odiato e perseguitato. In totale assenza di consapevolezza circa il mio stato di salute, mi recai (trascinato da mia moglie) da un terapeuta che mi prescrisse dei farmaci anti-psicotici. Non presi alcun medicinale perché, allora, non cosciente del mio stato. Ho recuperato la piena consapevolezza e coscienza su quanto fosse accaduto dopo circa due mesi (comprendendo l'assurdità delle mie convinzioni) e questo ha innescato una forte depressione per quanto accorso precedentemente. Non mi capacito di come possa essere entrato in quel vortice, mi sento triste per la vicenda che mi ha investito! Non ho, ad oggi, ricevuto una diagnosi (il medico ha detto solamente di non farne un dramma, liquidandolo quasi come un momento “no” dal quale ripartire con una cura antidepressiva) circa la patologia e questo mi preoccupa poiché, pur consapevole che non fossi in me, non so precisamente quale malattia debba accettare e se potrò avere delle ricadute. È oramai trascorso quasi un anno da quell’episodio, al quale nessun altro delirio persecutorio e in ambito spirituale si è verificato. Sono deciso a curare questa depressione, ma sono tormentato riguardo alla patologia che ha generato quel tremendo periodo. Sono inoltre sorpreso di aver ritrovato lucidità dopo quel delirio senza aver preso i farmaci. Come è possibile? Devo temere ricadute? Può una psicosi (di questo ne sono sicuro per via dei farmaci prescritti) essere passeggera? Questo stato di consapevolezza e il non ripresentarsi di tali convinzioni possono indicare il ristabilimento della mia salute, se escludiamo lo stato depressivo o, quest'ultimo, è parte integrante del quadro?
Un grazie di cuore per la risposta.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente

Fa bene a porsi il problema della diagnosi, perché può avere rilievo sulla scelta della cura. Un conto è curare una depressione semplice al primo episodio, altro è curare una depressione sapendo che è in continuità con un episodio psicotico nell'anno precedente.
L'uso di antidepressivi senza considerare la tendenza alla psicosi potrebbe poi indurre il ritorno di quel tipo di sintomi.
E' quindi sempre bene definire che tipo di diagnosi c'è (per esempio psicosi bipolare, schizofrenia, psicosi da sostanze, psicosi da altra malattia, etc), e poi scegliere una cura che oltre che della fase del momento deve appunto tener conto anche del tipo di fenomeni da prevenire.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Visite e Consulti Skype : "Studio Psichiatrico Pacini"