Utente
Gentili dottori, è da febbraio 2016 che ho iniziato ad avere dei sintomi molto particolari. Era un periodo assolutamente tranquillo per me, privo di particolari tensioni emotive; certo, studiavo parecchio, ma mi piaceva farlo, non mi pesava. Ho iniziato ad avere episodi di stordimento serale, tutti i giorni alla stessa ora, verso le 20:30. In quel momento, che si risolveva nel giro di pochi minuti, mi sentivo completamente distaccata dalla realtà, non riuscivo più a connettere il cervello al mio corpo, e dovevo spegnere la luce perché mi iniziava a dare molto fastidio. Presumo si tratti di depersonalizzazione. Il sintomo ha avuto una permanenza per tutto l'anno, finché, verso luglio, comincio ad avere disturbi del sonno con allucinazioni ipnopompiche (ragnetti colorati ad ogni risveglio notturno, con più di 7 risvegli a notte). Comincia la stanchezza cronica, persino alzarmi dalla sedia mi provocava una forte tachicardia e respiro affannoso. Preciso che ho il respiro molto corto sin da bambina. Cominciano le fascicolazioni 24 h su 24 ai piedi, ai polpacci e al torace. A settembre, al limite della preoccupazione per il mio cervello, vado in tilt. Una sera, mi inizia a formicolare l'anulare destro ininterrottamente, come un flusso di sangue impazzito, vado a dormire e di mattina non riesco ad aprire gli occhi... mi risveglio con un dolore retroculare allucinante, e dal giorno seguente, per circa una settimana comincio ad avere dei sintomi orribili, neurologici e neurovegetativi, che simulano perfettamente l'aura epilettica. Conati di vomito ogni secondo, pupille dilatatissime che non si restringevano con la luce, tremore a scatti, rigidità enorme in tutti i distretti muscolari, scosse al collo, battiti a più di 140 al minuto, salivazione completamente assente con conseguente disfagia grave, visual snow, scotomi e fosfeni, percezioni distorte (es: il rumore del condizionatore lo percepivo come ambulanza, vedevo il tavolo della mia cucina molto più lontano della norma, sentivo odore di bruciato dove nessuno lo sentiva, i colori della tv troppo accesi, diversi...). Siccome non conoscevo le crisi parziali, corsi a fare una risonanza magnetica al cervello (senza mezzo di contrasto) pensando si trattasse di sclerosi multipla o di tumore. L'esito fu negativo tranne per: "fini strie perivascolari in sede iuxtacorticale retrotrigonale, di scarsa rilevanza clinica". Lo psichiatra mi prescrisse Sertralina e Alprazolam (10 gocce a sera), e i sintomi più gravi rientrarono nel giro di un mese. Ma, appena cominciai ad assumere Sertralina, le mie percezioni si alterarono ancora di più! Il mese scorso eseguo EEG in deprivazione, che mostra attività mal modulata nelle onde beta (o alfa non ricordo). Ora sto prendendo il Rivotril (5 gocce a sera) e mi sento RINATA! Il mio nuovo neurologo dice che ha un'azione antiepilettica più potente, ma anche lui non ha ben chiara la situazione... Cosa ne pensate? Grazie!

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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O ha una diagnosi di epilessia rilevabile strumentalmente o non ce l'ha per cui resta solo la diagnosi psichiatrica.

Il problema è capire cosa pensa chi l'ha visitata direttamente.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore, il mio neurologo sostiene che l'epilessia parziale non si rileva frequentemente nel referto dell'EEG, che può risultare privo di alterazioni significative. Pertanto la situazione rimane un punto interrogativo. Il problema è che, se si trattasse realmente di crisi parziali, considerando l'età di insorgenza, dovrebbero essere secondarie a patologia cerebrale e non idiopatiche. Secondo lei, quelle strie perivascolari potrebbero
Indicare un angioma cavernoso...? Perché so che gli angiomi si manifestano con epilessia... Grazie ancora per la pazienza!