Abilify + Serpax e strane sensazioni/dolori alle gambe

Gentili Specialisti,

ho 21 anni, sto seguendo un corso di laurea specialistica ma allo stesso tempo soffro di un disturbo ossessivo compulsivo da circa 2 anni. Ho iniziato a curarlo 2 anni fa con Sertralina e Trilafon, con dosaggi sempre più ridotti in seguito a dei miglioramenti ottenuti con una terapia cognitivo comportamentale.
Dopo la laurea triennale mi sono trasferito a Milano per frequentare l'università di mio interesse. In seguito ad una ricaduta mi sono rivolto ad uno psichiatra del posto, che mi ha indicato l'assunzione di 15 mg Serpax due volte al giorno + 5 mg Abilify una volta al giorno, eliminando completamente i residui 2 mg di Trilafon che continuavo a prendere prima di questa nuova terapia. Specifico che con quest'ultimo psichiatra ho iniziato pure un percorso cognitivo comportamentale, essendo lui specialista pure in questo.
Veniamo al dunque: Psicologicamente mi sento molto bene, sto facendo pochissima esperienza di pensieri intrusivi, il problema attualmente sono le mie gambe. Non saprei bene come spiegarvi, in poche parole non riesco a star seduto perchè provo spiacevoli sensazioni di eccessiva rilassatezza, formicolio, dolore alle nervature e ai muscoli, necessita di muoverle e cambiare posizione in continuazione. Inoltre provo un senso di pesantezza e "cedimento" quanto resto in piedi fermo, mentre mettendomi in movimento questo sparisce. Trovo sollievo camminando o facendo dell'allungamento muscolare. Inoltre, nel caso provi a mettere in tensione i muscoli da fermo, arrivo facilmente ad avere dei crampi. Inizialmente trovavo sollievo studiando steso nel divano, ora però pure in quello non trovo pace. Capisco sembri ridicolo tutto ciò, ma questi dolori deviano la mia attenzione dallo studio e mi impediscono di lavorare in tranquillità.
Ho provato a contattare lo Psichiatra, che vedrò settimana prossima, e mi comunica come non abbia mai sentito parlare di nulla di simile come effetto collaterale dei farmaci Serpax e Abilify.
Essendo a casa ho provato a vedere il medico di base che invece si scaglia contro e incolpa l'Abilify, definendolo una farmaco "troppo forte", "per schizofrenici", cosa che mi sembra non confermata da alcune veloci letture in Internet.
Mi sento frustrato da questi parerei discordanti, oltre che disabilitato da questo fastidio alle gambe. Considerando che sono a 300 km da casa, come mi comporto? Che pareri avete riguardo questo particolare caso? Cosa devo dire al mio Psichiatra per farmi effettivamente capire?

PS: 1) Faccio una vita abbastanza sedentaria ma sono in buona forma fisica, qualche volta mi concedo una passeggiata. Ho seri dubbi queste strane sensazioni si possano attribuire da un momento all'altro al fatto che non pratico sport, considerando che sono sorte dopo l'inizio della terapia farmacologica.
2) Non ho nessuna stigma verso gli psicofarmaci, anzi, mi dispiacerebbe molto sospendere questa terapia che sembra sortire buoni effetti.

Grazie per l'attenzione. Resto a disposizione.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo 33,6k 822 50
Possono essere effettivamente effetti collaterali dei farmaci che sta assumendo.

Dr. F. S. Ruggiero

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dopo
Utente
Utente
Buonasera Dottor,anche lei pensa sia strano che questi dolori possano essere attribuiti alla sedentarietà/postura visto essere comparsi dopo 2 settimane dall'assunzione di Abilify?Mi suggerisce di contattare un altro psichiatra o cercare di l'attuale(l'ho incontrato 5 volte)dell'esistenza di questi effetti?Per sua esperienza,questi effetti tendono a svanire o sarà necessario sospendere il farmaco?
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo 33,6k 822 50
Dipende da quanto sono problematici, possono ridursi nel tempo ma di fatto il suo psichiatra deve essere a conoscenza dei possibili effetti collaterali dei farmaci e non negarli a prescindere come se fossero totalmente inesistenti.

Sono possibili effetti collaterali comuni o meno comuni ma esistono schede tecniche e libri che consentono di imparare meglio ciò che non si conosce.

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