Utente
Gentili dottori,
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo/intervista riguardante una ragazza a cui è stato diagnosticato un disturbo rientrante nello spettro autistico. Leggendo ho notato molte mie affinità con tale ragazza, in particolare il provare attrazione sessuale e romantica solo nei confronti di persone che per prime dimostrano interesse e gentilezza verso di me, a prescindere dal loro sesso. Per curiosità ho quindi accolto l'invito finale dell'articolo a provare dei test online. Tali test sono presenti all'interno del principale sito dedicato alla sindrome di Asperger e, da quello che ho capito, contribuiscono alla raccolta di dati sulla diffusione dello spettro autistico nella popolazione. Sono pienamente consapevole del fatto che tali test non possono avere da soli una valenza diagnostica, ma essendo risultata più o meno marcatamente neurodiversa in tutti i test, ho cominciato a prendere più seriamente l'ipotesi di non essere "normale".
Da alcune settimane ho intrapreso un percorso di coloqui con uno psicologo gratuito fornito dalla mia università. Mi sono rivolta a tale servizio per una serie di problematiche lunghe da spiegare (le ho esposte brevemente in un'altra domanda su questo portale). È il caso di portare all'attenzione del mio psicologo i risultati ottenuti o sono solo sciocchezze? Ho ripetuto più volte i test cercando di esser il più oggettiva possibile nelle risposte, ma i risultati son cambiati di poco.

ASBQ (questionario sul comportamento sociale dell'adulto): 42/88

RAADS-R (scala diagnostica autismo negli adulti di Ritvo): 121/240

AQ (quoziente autistico): 27/50

Ringrazio sinceramente per l'attenzione,
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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In verità lei sta cercando attualmente una spiegazione alle sue problematiche attuali e sta cercando di evitare di rivolgersi ad uno psichiatra di persona per il suo pregiudizio verso le terapie farmacologiche.


Se ha una serie di sintomi essi vanno trattati, senza attesa.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore la ringrazio per la sua risposta. Vorrei portare alla sua attenzione il fatto che ho posto entrambe le mie domande nell'area di psichiatria. Questo dovrebbe esser sufficiente a dimostrare il fatto che riconosco pienamente la validità di tale disciplina e dunque anche dei mezzi che essa impiega. Il fatto che io confessi (nella mia scorsa questione) la mia paura riguardo all'assunzione di farmaci non è quindi sintomo di pregiudizio a mio parere. Piuttosto consapevolezza di un eventuale necessità del loro impiego. Altrimenti mi sarei rivolta alla sezione di psicologia non crede? Mi sono limitata ad esternare una delle mie varie preoccupazioni, l'unica che a quanto pare vi ha toccato. Pertanto sono dispiaciuta che l'attenzione (sua e del suo collega) si sia soffermata solo su questa singola mia affermazione. Mi pare piuttosto che ad avere pregiudizi nei miei confronti siate voi, in maniera ingiustificata peraltro. Poi, se siete in grado di stabilire da due singoli interventi che una persona abbia bisogno di farmaci per guarire, tanto di cappello. Però mi risulta che in psichiatria venga tenuta in considerazione anche la sola terapia psicologica, scevra dall'accostamento a farmaci. Mi chiedo quindi per quale motivo voi abbiate voluto rispondere in maniera tanto dispotica e poco argomentata quando vedo che in altre occasioni non vi siete risparmiati nell'approfondire le vostre risposte. Pensate forse che io volessi minare alla vostra credibilità professionale? Che volessi intavolare un dibattito? Lungi da me tutto questo! Semplicemente ho esposto, a solo scopo egoistico, tutto quello che mi è parso degno di nota, nella convinzione di dare, seppur nei limiti di questa piattaforma, una visione d'insieme della mia situazione. Sempre conscia dei miei limiti nella comprensione dell'argomento sia chiaro. In poche parole mi sarei aspettata un briciolo di umanità in più. Non ho mai affermato di non voler ricorrere ad uno psichiatra (ripeto: non mi sarei rivolta a voi altrimenti), per ora quello che mi posso permettere è il supporto psicologico gratuito della mia facoltà, purtroppo. Spero quindi che lei possa decidere di rispondere in maniera coerente a quello che ho chiesto in questa circostanza, ovvero: quanto vanno tenuti in considerazione i test in oggetto?
Credo che sia doveroso; soprattutto dal momento che, magari, altre persone avranno i miei soliti dubbi e cercando nella rete confideranno di trovare indicazioni utili (non certo sentenze) su come valutare argomenti così delicati. Se non è mai stata una sua intenzione essere esaustivo, le consiglio vivamente dall'astenersi nel rispondere, dando così spazio a suoi colleghi più generosi nei chiarimenti. Ne approfitto per augurarle buone feste.
Sperando sinceramente in una sua risposta,
Cordiali Saluti
Marta