Utente 560XXX
Salve, scrivo per un consulto per mio fratello di 16 anni
Io sono il fratello maggiore.
Mio padre non lo vediamo da 11 anni in quanto aggressivo, violento e con psicopatologie gravi.
la vita con nostra madre è stata molto difficile, in quanto persona molto debole, una madre che ha instaurato rapporti simbiotici con i figli, poco educativa e determinata, molto emotiva e irrazionale.
Fino a qualche anno fa avevo molti scontri con lei, dove i toni si innalzavano di molto in quanto pretende, non da contributi minimi in casa e che sfrutta ogni momento di serenità per scaricare la sua frustrazione personale per una vita passata senza lavoro, con problemi di salute, nel tentativo di recuperare un'adolescenza mai avuta. Io poi ho razionalizzato imparando a leggerla come una persona che sta male. Mio fratello, principalmente da quando è cominciata l'adolescenza ha cominciato ha manifestare forte rabbia nei confronti di mamma, forse per il rapporto malato che c'era tra di loro, accentuato dal fatto che vide da piccolo violenza su di lei da mio padre e vide qualche anno fa la rabbia che provavo nei confronti di mamma. Ha una dialettica assurda, cerca di farla cadere in ogni modo dalla posizione di genitore. Ci sono insulti come parolacce molto pesanti, la definisce una fallita, una bambina, una donna di strada, la definisce in ogni modo che possa distruggerla interiormente. La reazione di mamma di dargli uno schiaffo, ma se ci prova si ritrova con una mano gonfia, un occhio arrossato o altri segni. L'ultima volta che mi sono messo in mezzo sono finito a terra senza sensi dopo un pugno sulla tempia.
Il vero problema è che mamma l'anno scorso ha scoperto di avere un tumore allo stomaco metastatico. Ha poco tempo di vita, "se tutto va bene due anni" come ci hanno detto i medici e uno è già passato.. è distrutta da terapie, dalla malattia stessa e dall'umore a terra. Mio fratello in tutto ciò non si ferma, afferma che "non è giusto che solo perchè è malata non deve reagire". Discorsi assurdi.. . Mamma non ammette a se stessa tanti errori che ha fatto, lui non trova pace e non riesce a frenare la sua ira, così non si incontrano nemmeno di fronte al male più grande. Io non so che fare.. . Non c'è tempo di convincerlo a fare una terapia e aspettare anni che abbia dei risultati (cosa che si farà comunque perche ne ha e avrà bisogno).
Non posso più permettere che mia madre pianga per lui, indipendente dagli errori di mamma nella crescita, di fronte a un male così grande bisogna mettere da parte tutto ciò. Le parole con lui non servono a nulla. Appena si prende il discorso da fratello se non da amico il suo cuore diventa di pietra, cinico, arrogante e cattivo. Nei momenti descritti, con urla che fanno impaurire i vicini vorrei chiamare la polizia, ma ho paura per mio lui. Devo trovare un modo per interrompere il tutto. Se vi sono mai capitati casi del genere, vi chiedo cortesemente un consiglio su cosa avete consigliato di fare ai vostri pazienti.

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Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

se da solo non riesce a gestire una situazione oggettivamente complessa e difficile come quella da lei descritta deve trovare sostegno e aiuto dove possibile, nei parenti se ci sono, nei servizi sociali del territorio e sanitari ( medico di famiglia, consultori, servizi per la salute mentale per adulti e per minorenni etc. ),

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta