Utente
Gentili Medici, vi scrivo per chiedervi un consulto riguardo ad un problema che affligge la mia famiglia.
Mio fratello fa uso di cocaina da ventidue anni, e negli ultimi mesi il suo stato psichico è decisamente degenerato a causa dell'abuso della suddetta sostanza.
Per darvi un'idea di quali siano le sue condizioni: ha scambiato il giorno per la notte, dorme e si sveglia a orari imprevedibili, con conseguenti ricadute sui suoi impegni professionali; ha allucinazioni visive e uditive sempre più frequenti; capita non di rado che si ritrovi a parlare da solo, e con ancora più frequenza che non riesca a parlare affatto; è paranoico al punto da non uscire più di casa perché convinto di essere perseguitato da tutti gli esseri umani; la notte, gira per la casa armato di coltello e di una specie di lungo punteruolo perché convinto che i ladri possano entrare in casa, il che costituisce un fattore di rischio per la nostra incolumità; un giorno, ha accusato mia madre di aver detto al telefono all'altro nostro fratello che dobbiamo aspettare che muoia per poter mettere le mani sul suo patrimonio, cosa assolutamente non vera; un altro giorno, ha puntato il coltello su mia madre sostenendo che potrebbe scambiarla per un ladro e colpirla; e nel pomeriggio di oggi, ha fatto una violenta scenata a mia madre accusandola di avergli dato fastidio durante la mattinata, quando era nel pieno dell'effetto da coca, perché lei gli aveva chiesto di alzare le tapparelle, dato che ormai era mattina inoltrata.
Quelli che vi ho elencato sono solo alcune delle manifestazioni di quello che appare essere uno squilibrio psichico sempre crescente, e al quale io e mia madre non sappiamo come fare fronte.
Abbiamo pensato di denunciarlo alle forze dell'ordine, almeno per quelli che sono i suoi atteggiamenti aggressivi, che per ora non sono ancora sfociati in violenza fisica, ma siccome viviamo insieme in una casa di sua proprietà, temiamo che la cosa possa ritorcerci contro.
Lo stesso dicasi per il TSO.
Sta di fatto, comunque, che soprattutto per mia madre, che è una donna di 77 anni, la situazione è particolarmente disagevole, e non possiamo escludere che degeneri ulteriormente fino a sfociare in una qualche situazione estrema che non osiamo neanche immaginare.
Gradirei, pertanto, un consiglio da parte vostra su quale possa essere la strada da percorrere per aiutare mio fratello, con il quale nessuno riesce a instaurare un dialogo razionale e proficuo, e allo stesso tempo per proteggere mia madre da possibili rischi derivanti da un suo attacco psicotico da coca, senza dover temere ritorsioni da parte sua.
Ringrazio quanti di voi vorranno rispondervi, e vi rivolgo i miei cordiali saluti.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

I disturbi mentali sono tali perché non si riesce a instaurare dialogo proficuo, quanto più sono gravi e riguardano funzioni di lettura della realtà. Che la cocaina possa dare questi sintomi, sì. Che possa anche scatenare psicosi che poi vanno avanti anche se l'uso di cocaina non è così massiccio, anche.
La persona non so se tende a momenti a chiedere interventi o aiuti medici.
Le due strade le ha menzionate Lei, e di solito si sceglie per pericolo imminente o per stima di un rischio incombente. Sicuramente in caso di pericolosità, se le autorità si accorgono della presenza del fattore cocaina, possono direttamente rimandare alla gestione psichiatrica, e in quel caso se c'è urgenza tramite invio in ospedale.
Dr.Matteo Pacini
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