Utente
Buongiorno dottori, sono in cura da uno psichiatra da qualche anno, prendo Abilify 5 mg e Cymbalta 120 mg, 120 mg in totale suddivisi tra mattina e sera.

Di quello che segue non ne ho parlato con lo psichiatra per paura del suo giudizio: sto sentendo una ragazza (non siamo fidanzati, per ora amici) , un giorno mi ha dato una risposta che mi è sembrata una scusa, non so cosa credere... Se è una risposta vera o una scusa..., e mi sono detto: perché penso che mi mente?
sono paranoico?
se va avanti così ho paura che la ucciderò perché penso male,... E io non voglio ucciderla, le voglio bene, non voglio farle del male, non importa se non mi vuole come ragazzo, ci starei male, ovvio, ma non le voglio mettere le mani addosso (nel senso di sberle, pugni, coltellate ecc... Quello no,... ma carezze sì perché le voglio bene) Non voglio che questa "paranoia" prenda il sopravvento e che io perda il controllo, cosa posso fare?
Ho paura.

Grazie.

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Buona sera,
riconoscendo il pericolo, si può prevenirlo.
Lei è seguito o è stato seguito prima da uno specialista psichiatra ?
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2] dopo  
Utente
Come ho scritto sopra: Sono seguito da uno psichiatra.

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Chiedo scusa. Effettivamente lo ha scritto.

Non penso, che lo psichiatra sarà pregiudizievole nei Sui confronti, se La conosce bene già da qualche anno;

perché quello che succede con Lei ora è verosimilmente in funzione anche del Suo carattere o/e della malattia che state curando.

Per cui, Le raccomando di parlarne al Suo psichiatra.

Quello che io avverto dal Suo racconto è che Lei affettivamente dipende molto da questa ragazza. Mi direbbe, che nell'amore questo va da sé, ma in realtà ognuno ama a modo suo, e c'è chi mantiene i propri confini e c'è chi tende a perderli.

Mantenere i propri confini significa essere consapevole dei propri sentimenti, sapere che sono i Suoi sentimenti, non confonderli con quello che può interpretare come le idee della ragazza, e non permettere che gli atteggiamenti della ragazza (e delle altre persone in generale) mutassero le Sue intenzioni di mantenere calma.

Nel Suo passato ci sono state le reazioni aggressive da parte Sua verso le persone e verso le donne in particolare ?

Per quale malattia si sta curando dallo psichiatra ?
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#4] dopo  
Utente
In passato sono stato un po' aggressivo, con mia madre, ma non al livello di arrivare a picchiarla, era più a scopo difensivo, quando mi urlava contro le urlavo anche io e lanciavo le sedie (NON addosso a lei) per terra, per cercare di intimorirla e farla stare quieta, perché non riuscivo a sopportare quando si arrabbiava con me. Con gli altri di fare queste cose no, non mi permetterei mai...
Diciamo che alla fine ero più violento contro me stesso, mi tagliavo, ecc..
Questa aggressività penso fosse un sintomo della malattia: la diagnosi dello psichiatra attualmente è depressione con sintomi psicotici.
Riconosco di dipendere molto da questa ragazza, e vorrei non farlo, ma non riesco.

[#5] dopo  
Utente
Ah, dimenticavo, in seguito lo psichiatra ha parlato anche di pensieri ossessivi e ha detto che in teoria sono più gestibili di quelli psicotici.

[#6]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Buon giorno,
una domanda importante: in quale contesto Lei si sta sentendo con questa ragazza (telefonicamente, via internet, dal vivo ?).

In questo periodo non si deve incontrarsi dal vivo, per limitare la diffusione del coronavirus e, nello specifico, per evitare che inavvertitamente la ragazza o Lei si infettasse.

Dunque, la situazione ci pone queste condizioni, che sono pure le disposizioni del governo (delle quali Lei, spero, è al corrente), e ... così ci aiuta, perché, se Lei rispetta queste regole, si preclude la possibilità che possa aggredire questa ragazza fisicamente.

Ovviamente, un giorno questa epidemia passera, ma nel frattempo Lei riuscirà a maturare più autocontrollo.

Che cosa ne pensa ?

Tuttavia, per ora eviterei a sentirsi con la ragazza anche via telefono o via internet (almeno per qualche giorno), perché il contatto "virtuale" spesso può alimentare anche più "paranoie" rispetto al contatto dal vivo: nel contatto "virtuale" tu non vedi e non senti pienamente la persona, e ciò lascia più spazio alle nostre proprie interpretazioni.

Sarà difficile non sentirsi con lei, se ne è affettivamente dipendente, ma potrà in questo modo allenare la Sua capacità di non essere così dipendente. In seguito può imporre a se stesso un regime (chiamarla solo due volte o una volta alla settimana ad esempio, dipende dal Suo grado di dipendenza da lei).

Che cosa ne pensa di questo ?

Cruciale anche trovare a se stesso un impegno che La distrasse da questi pensieri, che La renda più autosufficiente emotivamente. Lei lavora ? Ha passioni verso qualcosa ? Hobby ? Studia qualcosa ? Ha altre persone con le quali è in contatto ?

Infine, Le ricordo di non temere a parlarne con il Suo psichiatra, perché il modo in cui Lei spiega il problema desta più rispetto che discredito.

Parlarne con il Suo psichiatra è anche indispensabile per prevenire il pericolo.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#7] dopo  
Utente
Ovviamente mi ci sto sentendo via messaggi telefonici, poi non ho molte occasioni di vederla poiché abita in un'altra città.
Cercherò di sentirla di meno.
A causa delle psicosi avevo interrotto la scuola, ma vorrei riprenderla a settembre per poi trovare un lavoro, a parte questo mi piace disegnare, ascoltare musica, leggere, suonare, fare collage,...
Grazie.