Utente
Buongiorno,
Ho bisogno di un consiglio.

Il mio fidanzato, 41 anni, soffre di depressione maggiore, dap e ansia.

Ha inizio marzo ha sostituito la cura che stava seguendo in quanto non dava più gli effetti desiderati.


Lo psichiatra, ha sostituito lo zarelis da 75 mg con il cipralex da 10 mg.


Insieme al cipralex ha aggiunto l'aripiprazolo da 5 mg.
Inoltre assume il deniban da 50 mg dopo pranzo e lo xanax da 0, 50 due o tre volte al giorno.


Sta per finire la quarta settimana di terapia ma continua a non star bene.

Pensieri e istinti suicidi, tremori, tensione addominale, ansia mattutina, notti insonni, incubi, accenni di attacchi di panico, nausea, mangia pochissimo.


Secondo Voi, la terapia è errata?

Oppure il cambio di terapia ha bisogno di più tempo per far effetto?

Bisogna aumentare le dosi?

Se dovesse continuare a non funzionare, consigliate un ricovero?
Come già successe nel 2006?


Ha provato a cotattare lo psichiatra ma al momento è impegnato.


Vista la situazione di emergenza coronavirus, io non posso scappare da lui quando ha bisogno di me.
Cosa devo fare?
Per questi casi è prevista un'autorizzazione?
A chi potrei chiederla?


Vi ringrazio in anticipo.


Saluti

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Deve attendere che la terapia abbia il suo effetto, in ogni caso lei non può spostarsi dalla sua abitazione e non può ottenere un permesso.


Dr. F. S. Ruggiero

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