Utente
Buongiorno,
Soffro di ansia e attacchi di panico.
Sono in cura da una psicoterapeuta e ho fatto anche una visita con lo psichiatra.

Preferisco prendere meno medicinali possibile, perciò lo Psichiatra mi ha prescritto 20 gocce di zincoval mattino e sera e 1/2 pastiglia di alprazolam 0, 50 al bisogno.
Sto prendendo anche lacipidina per l'ipertensione da 15 giorni, prescritto dal mio medico di base, visto l'emergenza che stiamo vivendo.

Ieri è stata una giornata molto difficile: capogiri/vertigini, fiato corto con sensazione di pressione allo sterno, stanchezza, difficoltà digestive.
Ho preso 1/2 pastiglia di alprazolam al pomeriggio e metà alla sera.
Ho fatto solo colazione e poi non ho più mangiato, a causa delle difficoltà digestive.
Ho dormito vestita sul divano, con la paura che potesse capitarmi qualcosa.
Anche stamattina non ho ancora fatto niente, ho già preso sia lo Zincoval che l'alprazolam.

La situazione di distanziamento sociale non mi aiuta, visto che vivo da sola.
Cerco di avere una routine giornaliera, faccio meditazione, ginnastica, cyclette, lettura, film, lavoro a maglia, ogni tanto esco a fare il giro dell'isolato per stare un po' all'aperto (Ma poi basta che incrocio qualcuno che corre senza mascherina e mi viene l'ansia che possa essere un asintomatico).
Di solito il mio metodo di combattere gli stati di malessere era quello di uscire, in modo di non essere sola e in caso di bisogno avere qualcuno a cui chiedere aiuto.
Infatti quando avevo gli attacchi di panico notturni mi bastava vestirmi e uscire sul pianerottolo, perché mi calmassi.
Ma adesso non funziona.

In giornate come ieri non faccio niente e mi concentro solo sul malessere fisico pensando che sia qualcosa di grave.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Purtroppo avendo stabilito con il suo psichiatra di non assumere farmaci, attualmente sta assumendo prodotti che non hanno alcuna efficacia per il trattamento dei suoi sintomi e l'utilizzo di benzodiazepine non ha indicazione.

L'utilizzo di metodi alternativi attualmente non applicabili non era una soluzione allora ed ancor più non può esserlo adesso.

Andrebbe rivalutata la situazione appena possibile con una terapia adatta ai sintomi.


Dr. F. S. Ruggiero

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