Utente
Verso la fine di febbraio ho cominciato una cura a base di esomeprazolo e levopraid a causa di piccoli problemi gastrici.
Appena incominciato a prendere il Levopraid ho avvertito un certo malessere (sonnolenza, stordimento) a cui, però, non ho dato troppo caso.
Dovevo assumere Levopraid 2 volte al giorno prima dei pasti per un mese.
Ho sospeso il medicinale, però, perché, verso la fine del mese di cura, poco dopo avere assunto Levopraid ho provato come una forte sonnolenza e stordimento a cui ha fatto seguito una forte crisi di panico.
Dopo qualche giorno, sono stato vittima di attacchi d'ansia e tuttora mi trovo in uno stato ansioso semipermanente (non saprei bene come spiegarlo) e panico che tuttavia sembra dalla prima settimana stare diminuendo ma tuttora persiste.
Tuttavia dato l’insopportabile malessere mi sono vista costretta sotto controllo medico ad assumere xanax 4 gtt mattina e sera.

Le chiedo (1) quanto duri l'effetto nel sangue di questo farmaco.
(2) Se, per caso, il Levopraid possa essere stato il farmaco scatenante di questo mio problema/disagio.
Se esso, nel caso, abbia portato alla mia salute psicofisica danni permanenti, da costringermi a rivedere la terapia in altro modo.
Già la psichiatra parla di antidepressivo, e a me questa evenienza avvilisce visto che non avevo avuto mai problemi simili.
Grazie

[#1]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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La sintomatologia ansiosa di cui soffre non ha nessun rapporto con il levopraid, ma piuttosto sembra incrementata da un pregiudizio nei confronti dei farmaci psicoattivi. Il suo psichiatra le ha proposto correttamente un antidepressivo, che non cura solo la depressione, ma anche lo stato di ansia cronica e le somatizzazioni. Curare vuol dire curare, cioè se lo assume per un periodo adeguato non solo i sintomi si riducono a livelli accettabili, ma le ricadute sono meno probabili. Lo xanax, come tutte le benzodiazepine, è un sintomatico e andrebbe assunto per brevi periodi.
Franca Scapellato

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la sua cortese risposta.
Il mio pregiudizio o dubbio come lo si vuol chiamare nasce poiché prima di assumere quel farmaco mai avevo avuto problemi del genere e solo una volta smesso il trattamento di colpo (purtroppo non avevo istruzioni in merito), ho iniziato ad avvertire prima una leggera ansia poi sempre più forte con il passare dei giorni fino ad un panico costante che via via un po’ è scemato. (Prima non riuscivo neanche ad uscire più di casa adesso si). Adesso sono passate 3 settimane dall’ultima assunzione di levopraid.
Adesso vivo questo in questo stato e mi chiedo se una persona possa tornare come prima dell’assunzione di un farmaco o se questo possa provocare una sintomatologia permanente.
Grazie

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non esiste nessuna sintomatologia permanente dopo la sospensione del farmaco. Dopo tre settimane la sintomatologia va considerata come una ricaduta sintomatologica,


Dr. F. S. Ruggiero

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[#4] dopo  
Utente
Siccome sento di migliorare anche se a piccoli passi, è possibile che per certe persone (lo psichiatra parlava di sensibilità organica ad un principio attivo) valga un periodo un po’ più lungo? Adesso sono alla 3 settimana, e va già molto meglio rispetto alla prima dove avevo una crisi di panico coatatnte, volevo solo essere confortata riguardo la remissione.