Utente
Buongiorno dottori,
ho svolto la quarantena a Milano in un appartamento dove purtroppo sono rimasto per circa 90 giorni chiuso in casa uscendo 6 volte per fare la spesa e ho accusato due attacchi d'ansia, mai sperimentati prima (non sono mai stato un tipo ansioso, ma devo ammettere che tutt'ora sono vigile e non riesco a rilassarmi).
In questi attacchi d'ansia ho sperimentato tachicardia e palpitazioni alzandomi dalla sedia, a riposo, ma ammetto che i miei pensieri negativi di quei giorni su ipotetiche malattie o altro hanno fatto la differenza.
Ho svolto tutte le analisi: da esami del sangue compresi di tiroide, urine, visita cardiologica completa (ECG, eco), risultando tutto perfetto.
Non mi hanno consigliato l'ECG sotto sforzo in quanto non hanno rilevato nessuna anomalia all'ECG a riposo, tra l'altro fino a 6 mesi prima del lockdown sono andato continuativamente in palestra tre volte a settimana e avevo già superato la visita medico sportiva sotto sforzo (questa circa 10 mesi fa).
Ora non riesco più a fare sport, sono in cura da uno psicologo psicoterapeuta da due settimane, dopo la prima seduta il pomeriggio ho percorso 11 km con salite e discese e stavo benissimo, il che razionalmente mi fa pensare a una caratteristica ansiosa riguardo al mio problema, ma comunque lo sento, non riesco a stare rilassato come se stessi aspettando che mi succeda qualcosa da un momento all'altro, somatizzo sul petto con oppressione e mi concentro troppo sui sintomi relativi al cuore causandomi tachicardia e oppressione al petto qualora senta la parola sforzo.
E' una sensazione mai provata prima, ma veramente invalidante.
Voi cosa ne pensate?
Non vorrei prendere farmaci (lo psicologo mi ha detto che volendo potrei prendere antidepressivi ma almeno per 8 mesi) perchè in generale non sono triste (lo psicologo mi ha detto che sono in un periodo in cui devo prendere coscienza del fatto che sia depresso), ma sento comunque di essere quasi sempre vigile e con la paura di un "infarto" facendo sport.
Grazie in anticipo,
A.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Lo psicologo non può stabilire cosa eventualmente deve assumere e per quanto tempo deve farlo.


In ogni caso, se vuole curare i suoi disturbi deve prendere in considerazione la possibilità di assumere una terapia che sarà stabilità da uno specialista in psichiatria attraverso una visita diretta.



Dr. F. S. Ruggiero

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