Utente
Salve,
vi ho già contattatio precedentemente per alcuni chiarimenti su vicissitudini varie.
Dopo anni mi sono convinta ad andare da uno psichiatra.
Ho tentato prima all'ASL, non avendo eccessiva disponibilità economica, e lì mi hanno diagnosticato depressione curandomela con il cipralex, che mi ha fatto andare di matto per un po' di giorni tra spese eccessive, assenza di sonno e fame, comportamenti sessuali poco adeguati etc.
Quindi mi sono rivolta ad un altro psichiatra (privato) che mi ha diagnosticato bipolarismo, notando tra l'altro, lo switch provocato dall'antidepressivo.
Sono in cura farmacologia e di psicoanalisi con lui da 4 mesi con 400 mg di lamictal, 20 mg di cipralex e per dormire 20 gocce di rivotril e 25 mg di quetiapina, che ora mi ha sostituito con abilify.
Oltre questo, essendo un soggetto epilettico, prendo 2000 di keppra divisi tra mattina e sera.
Il fatto è che non mi sento migliorata, ma anzi, il contrario.
I cambiamenti di umore sono molto più frequenti e più pesanti, le crisi di pianto durano quasi 10 ore e sento un male quasi fisico e non mi calmo, arrivano all imporvviso, senza motivo.
Poi divento irritabile, sovraeccitata e logorroica e a volte aggressiva e violenta, rompo piatti, lancio cose, mi faccio male, litigo e urlo.
Poi sto normale per poco, poi in down e così via, tutto spesso in modo molto veloce, molto più di prima che erano periodi più o meno lunghi.
Soffro tutt'ora di autolesionismo e sono peggiorata anche in questo.
Ho sofferto di bulimia con brevi periodi di anoressia per circa 10 anni, e ora si sta presentando di nuovo anche la fissa con il cibo, sono dimagrita e quando mangio mi sento in colpa con me stessa.
Le sedute di psicoterapia le faccio una volta ogni 2 settimane perché non posso permettermi di più, ma dopo 4 mesi mi aspettavo almeno un piccolo miglioramento, non uno sprofondamento incontrollabile.
Ho anche smesso di uscire e mi sto isolando da tutti, mi sento stanca a volte, penso che un'altra crisi non la reggo, non ce la faccio più, non vedo la luce alla fine del tunnel.
Vengo da un anno molto difficile per via di un ragazzo tossicodipendente con cui ho avuto una specie di storia e poi c è stata, come per tutti, la quarantena, ma sono in terapia psicologica e farmacologica, e mi pare che nessuna delle due mi stia aiutando, quella psicologica sicuramente perché non mi si smuove nulla del casino che ho dentro, e mi sta venendo il dubbio che anche i farmaci non siano giusti, sono arrivata anche a pensare che la diagnosi fosse sbagliata.
Non so che fare e mi sento stanca, sono anni che non trovo pace.
Vorrei avere un vostro parere, non so, veramente non lo so...

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Probabilmente la terapia non è sufficientemente incisiva sui sintomi che lamenta per cui andrebbe rivista.

La psicoterapia deve avere una indicazione preventiva e la frequenza attuale non è sufficiente.


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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore,
capisco che il numero delle sedute non è sufficiente ma non posso permettermi altro, e l'ASL mi ha profondamente delusa sia dal punto di vista del trattamento farmacologico che dal resto.
È normale che abbia dei dubbi addirittura sulla diagnosi? Come mai, secondo lei, il mio psichiatra non è ancora intervenuto sul piano farmacologico visto che sembra insufficiente? Gli ho detto più volte che mi sento peggiorata ma lui sembra non se me faccia carico, non valuta cambiamenti di farmaci né altro. Non so come comportarmi.
Potete darmi qualche consiglio su come affrontare l'argomento con il mio psichiatra e, se potete senza intaccare la vostra etica e professionalità, darmi un parere anche sommario sulla veridicità della diagnosi? Perché se magari è quella sbagliata, potrebbe essere il motivo per cui i farmaci risultano inefficaci. Mi rendo conto che una diagnosi on line con pochissimi elementi a disposizione risulta difficile, ma mi basterebbe una valutazione anche sommaria in modo da parlarne con più contezza con il mio psichiatra.

Vi ringrazio sempre per l'attenzione e la pazienza.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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