Utente
Buongiorno, vi scrivo per richiedere un consulto riguardo la mia condizione.
Sono molto giovane, durante l'adolescenza a causa di numerosi episodi di bullismo subiti, ho sviluppato lungo il tempo dell'autolesionismo psicologico (una negatività spiccata) e dei tratti depressivi non so se dire gravi o no, la mia psicologa non mi ha mai indirizzato da uno psichiatra e non ho mai fatto uso di farmaci.
Tuttavia adesso che sto "guarendo" (con molta fatica) vi chiedo come mi devo comportare.
Paradossalmente e non so spiegarmi come sia possibile, ora che in obiettività sto molto meglio, sia come qualità di vita esterna che interiore, ho parecchi attacchi d'ansia che momentaneamente sto placando con Laila (sono delle compresse alla portata di tutti che non necessitano di ricetta) e migliora i miei momenti di ansia; nonostante ciò mi sento come se fossi rinata o come se mi fossi risvegliata da un brutto incubo, e da una parte sono contenta di ciò dall'altra mi sento quasi disorientata, e questo mi porta ad avere tachicardia e un po' di panico.

La sensazione che provo è di stranezza e consapevolezza che tutti gli anni dell'adolescenza in cui ho sofferto in modo notevole e in cui ho sbagliato complicandomi la vita erano frutto di una reazione al bullismo e cattiverie subite per il mio aspetto fisico e il mio comportamento introverso e goffo.
Per anni ho cercato di capire cosa non andasse bene in me ed ero costantemente in conflitto con me stessa, e ora che ho capito che ero solo vittima di un fenomeno sociale diventato virale nel mio paese, mi sento come alleggerita ma spaventata.

Anche il fatto adesso di riuscire a ridere, di avere degli amici che mi accettano per come sono, di essermi abbellita sia nell'aspetto fisico sia nel modo di pormi, mi reca paura e mi sento vulnerabile e fragile, quindi spaventata e confusa per tutto ciò.

Come dovrei comportarmi e pensare?
Quando è successo l'episodio di Tiziana Cantone mi sono immedesimata in parte in lei (ovviamente con percorsi diversi e circostanze diverse) ho capito le emozioni che si provano nell'essere schernita da tutti, disprezzata e ridicolizzata, assillata, e il brutto gesto che ha fatto è stato a parer mio un momento di follia dettato da debolezza e fragilità; io in parte mi sono sentita come lei ma senza aver fatto la sua fine, perciò a maggior ragione non so cosa fare.
Per adesso sto solo cercando di abituarmi a essere felice e finalmente accettata

Grazie in anticipo

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La tematica è ricorrente nei consulti ed è probabile che stia cercando di auto convincersi di aver raggiunto un equilibrio che effettivamente non ha tanto è che ha iniziato ad avere crisi d’ansia ricorrenti.


La condizioni andrebbe inquadrata dal punto di vista psichiatrico con una visita specialistica ed un trattamento eventuale conseguente.


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[#2] dopo  
Utente
È "ricorrente" (anche se non direi siccome l'ultimo post risale a un bel po' di tempo fa) perché sto uscendo da questa condizione, e mi sento insicura a riguardo siccome ho vissuto episodi sgradevoli sociali, perciò ci sono momenti in cui mi viene ansia e cerco conferme e conforto. Il mio medico di base e la mia psicologa sostengono che non sia necessario l'intervento di uno psichiatra, poiché ritengono che in adolescenza certi problemi e certe reazioni possono accadere, quindi a questo punto a suo dire, posso anche rivolgermi ugualmente da uno psichiatra, ma ciò che richiedevo era un consulto più umano e generale riguardo la mia condizione.
Non ho mai fatto uso di droghe o di altre cose, da ragazzina ero solo timida e goffa, ma vivendo in un paesino piccolo sono stata un po' presa di mira per questo e per il mio aspetto fisico, ciò mi ha portato a chiudermi in me stessa e ad essere ostile e diffidente con tutti e ciò non ha fatto altro che peggiorare la situazione sotto l'aspetto sociale. Adesso però come ho già scritto sopra, siccome sono cresciuta e migliorata, le cose vanno decisamente meglio ma ogni tanto si presentano questi momenti d'ansia in cui mi spavento e non so come si diventa "adulti e forti" e ho paura di avere chissà cosa.
Posso dire che la sensazione di inadeguatezza che avevo in adolescenza di cui mi porto ancora dietro gli strascichi mi porta a volte a consultare questo forum

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il problema è che lei avrebbe una psicologa con cui rapportarsi per gestire queste tematiche ma traspare l’insoddisfazione del risultato raggiunto poiché sente mancare qualcosa.

Se le sue reazioni fossero state fisiologiche non avrebbe necessitato di avere una psicologa per tempo lungo, invece così non è stato e ciò pone delle questioni diagnostiche importanti.

La tematica suicidiaria è caratteristica di questa insoddisfazione e per me la visita psichiatrica è necessaria.
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[#4] dopo  
Utente
Adesso è stato più esauriente, ho capito ciò che vuole dire. Farò una visita di consulto da uno psichiatra, però le rispondo a ciò che ha scritto.
A volte penso che la tematica suicidaria sia quasi un'abitudine derivante da pensieri effettivamente suicidari che ho avuto in adolescenza, quasi un'impronta che mi è rimasta dal passato.
Il fatto di non aver mai manifestato atti suicidari mi crea un enorme punto interrogativo interiore per cui a volte penso che quei pensieri suicidari fossero conseguenza di una situazione in cui non mi sentivo accettata. Per farle capire, non so se ha mai studiato le dinamiche del bullismo e dell'emarginazione, ma credo sia importante per non perdersi particolari riguardo al mio caso e a tanti altri che accadono all'interno delle scuole.
Riguardo la mia psicologa e il senso che traspare di insoddisfazione, non è pienamente correlata al suo lavoro quanto più alla convinzione ricorrente di avere qualcosa che non va in me. Forse sbaglio a consultare il forum, perché mi rendo conto ci siano situazioni ben più critiche ma per quello che provo è quasi una cosa del tipo "Mi sta venendo l'ansia, ho paura, mi rivolgo a chi può essere d'aiuto", che può essere un amico quando c'è o uno specialista del forum o la mia psicologa.
Proprio per questo non riesco a capire se la mia sia paura di diventare adulta, un capriccio dovuto al fatto che sono sempre stata abituata a essere "coccolata" e quindi non riesco a camminare con le mie gambe o altro.
Spero di essermi spiegata e di non essere caduta nel girone dei pazienti affetti da disturbi più o meno gravi per cui la soluzione è necessariamente il farmaco e la sua dipendenza, che oramai è usato da tantissimi.

Comunque ascolterò il suo consiglio, anche per togliermi ogni dubbio. Grazie

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Secondo il mio parere la situazione non ha avuto un inquadramento diagnostico chiaro, non ci sono stati obiettivi da valutare di volta in volta.

Lei appare dubbiosa e presenta alcune tematiche persistenti che nel tempo avrebbero dovuto ricevere una elaborazione.

Penso che ci siano stati diversi tabù nel corso di questi anni per cui oggi si pone delle questioni irrisolte.
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