Utente
Cari dottori,
faccio un breve riassunto della mia situazione.
Ho 32 anni e lo scorso novembre, per la prima volta nella mia vita, ho iniziato a stare male.
E' iniziato tutto con delle vertigini dopo dei massaggi cervicali a cui si è aggiunta nel giro di pochi giorni una fortissima angoscia.
Era così invalidante e sconvolgente la sensazione che mi sono ritrovata da un giorno all'altro in un abisso difficile da raccontare.

Feci tantissimi esami, ma tutti con esito negativo così, per ultima opzione, mi rivolsi ad uno psichiatra.

Lo psichiatra mi prescrisse inizialmente MODALINA, ma a febbraio la mia situazione precipitò e passammo all'AMILSULPRIDE (50 mg la mattina).

Devo dire che sono stati mesi complicati.
Lo psichiatra non ha mai fatto una vera diagnosi.
Ha detto che sono disturbi che possono capitare in persone molto sensibili come me dopo che avevo attraversato dei mesi frustranti.
Sicuramente non c'erano patologie psichiatriche nè depressione (così ha detto lui ed io non mi sento di averla).
Al farmaco abbiamo affiancato delle sedute di psicoterapia e piano piano le cose sono andate meglio.

Dai primi giorni di maggio ho iniziato a sentirmi davvero meglio e pur non riuscendo più a sentirmi quella di prima avevo riscoperto un pò di positività e voglia di farcela così con lo psichiatra abbiamo iniziato a diminuire progressivamente il farmaco.

Attualmente prendo 1/4 di pasticca.

Tutto andava per il meglio e la scorsa settimana sono andata al controllo dallo psichiatra che mi ha detto che per lui il nostro percorso era terminato positivamente e che a fine mese avrei potuto interrompere del tutto il farmaco.

Tempo due giorni ho iniziato a non stare di nuovo meglio.
Mi si sta riaffacciando dentro quell'assurda sensazione buia e terribile.
Senza un motivo, senza una spiegazione.
Non è ancora forte al punto di qualche mese fa.
Ma è stata sufficiente a riaccendere in me il terrore.

Io voglio tornare quella di prima.
Ho fatto mille cose nella mia vita.
Mi sono laureata.
Ho viaggiato per il mondo.
Lavoro già da qualche anno.
Cosa mi succede?
Cosa ho?
Cosa ne pensate?

Sicuramente richiamerò lo psichiatra, ma vorrei tanto un vostro consulto.

Grazie per l'attenzione.

Claudia

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Succede che non si fa una diagnosi ma si prescrive una terapia e si fa fare una psicoterapia, si mantiene il farmaco per un tempo insufficiente per sostenere che la sospensione è utile per il prosieguo di un fantomatico percorso per poi avere ricadute in una patologia senza diagnosi.

Insomma una confusione totale pur di non fare una diagnosi ed una prognosi.



Dr. F. S. Ruggiero

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