Utente
Salve, oggi ho avuto una visita da uno psichiatra per la prima volta.
È un anno e mezzo che ho tantissimi sensi di colpa (addirittura penso di non meritare di comprare nemmeno un paio di scarpe) vivo momenti (ormai fissi) di derealizzazione e una fortissima ansia che mi impedisce di fare le cose.
Inoltre ho pensieri suicidi, tristezza continua e non sento più gioia nelle cose che un tempo facevo.
Ho subito anche un abuso sessuale durato 4 anni da bambina.
Ho detto tutto ciò allo psichiatra, non mi ha chiesto cosa ci facessi li ma ho dovuto chiedere io "come devi iniziare a parlare?
", non mi guardava mai negli occhi e scarabocchiava anche il suo blocchetto mentre io parlavo.
Inoltre non mi ha fatto nessuna domanda su come stavo o altro, mi ha chiesto solo che titolo di studio avessi, terza media.
Dopodiché ha iniziato a dire che molto spesso le ansie vengono per insoddisfazione di vita e forse ho paura del futuro, quindi dovrei cambiare la mia vita e prendere il diploma (non ho espresso nessuna preoccupazione riguardo al diploma) lo interrompo con educazione dicendo che io non ho paura del mio futuro, sono circondata anche da amici che vogliono aiutarmi e mi hanno spinta loro a chiedere aiuto preoccupati per il fatto che potrei uccidermi, non sono andata per parlare di questo ma del fatto che vivere mi è un peso e della forte ansia.
Dopodiché diceva frasi come "l'ansia ce l'hanno tutti, non ti servono medicine" oppure "le medicine si danno quando si arriva al punto di sentire così tanta paura che stai per morire" (attacco di panico).
Io continuavo a dirgli che non vivo bene più la mia vita, che l'ansia mi sta distruggendo e lui continuava con l'idea che mi serve solo uno psicologo.
Fatto sta con un grande convincimento da parte mia dopo vari "io non posso vivere così", mi ha detto di prendere metà dose di xanax al momento (prescritti già dal medico di famiglia mesi fa ma zero risultati) senza capire che io non ho SOLO momenti di ansia ma ansia continua.
Decidi di finirla lì, e di non dire più nulla.
Mi congeda con una relazione scritta dove ha scritto anche "paura verso il futuro", cosa che, ripeto NON ho mai detto e ho smentito.
Poi ha scritto "sintomatologia poliforma caratterizzata da aspetti ansiosi, idee a presentazione coatta, tendenza alla tristezza"

Non mi ha nemmeno dato un secondo appuntamento.
Vi sembra normale tutto ciò?

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Salve,

Alcune cose effettivamente non saprei, dette così non mi risultano, tipo che la sola ansia che si tratta sia quella massimale. O anche il perché si parla solo di ansia, è stata fatta una diagnosi "incentrata" su questo problema ?

Quindi, in sostanza, riteneva avesse bisogno di uno psicologo e l'ha inviato da uno psicologo, o no ?
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[#2] dopo  
Utente
Dottore grazie per la risposta!

Lo psichiatra non mi ha fatto alcuna domanda, semplicemente ha ritenuto che non mi servono medicine nonostante io continuassi a dire che non vivo più la mia vita normale per colpa dell'ansia, non riesco a lavorare, ho sensi di colpa atroci pensando di non meritare di comprare cose e tanto altro, non riesco nemmeno a stare in camera mia a volte perché la casa mi mette ansia e me la mette anche se la vedo sporca. Tutte cose riferite a lui, ma si limitava a non guardarmi, scarabocchiare e dire frasi fatte. Poi diceva che "siccome ho troppe cose" mi serve lo psicologo e non le medicine. E puntava sul fatto che la vita è insoddisfacente per il futuro ma io non gliel'ho detto di avere paura del futuro, non ne ho. Ho solo questa grande mancanza di voglia di viverla la vita. Ho detto io a lui che ho già uno psicologo da cui andrò, ma ho già fatto percorsi psicologici e comunque la mia ansia non va via

[#3]  
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In questi percorsi psicologici è stata già posta una diagnosi ?

Che non le siano state rivolte in assoluto domande è cosa strana da sentire, in genere se ne fanno perché servono anche informazioni tecniche, e comunque l'esposizione è utile ma in genere ad un certo punto si guida.

Il fatto che "non servano medicine" dovrebbe in teoria sottendere una diagnosi già impostata, per cui si giudica che gli strumenti utili non possano essere medici, ma in tal caso appunto si comunica in maniera da chiarire la questione, e lo si fa in termini di diagnosi.
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[#4] dopo  
Utente
No, nessuna diagnosi. Sono andata dallo psicologo per via del mio abuso sessuale e per un disturbo dell'alimentazione. Ho anche riferito allo psichiatra di oggi che ho riavuto ricadute riguardo all'alimentazione e ho ansia di tornare a ingrassare (ho perso 20 kg in anni fa, ma per via dell'ansia ora non riesco a fare la dieta). L'ansia è apparsa circa un anno fa, insieme a sensi di colpa. Poi con la derealizzazione il tutto è peggiorato tantissimo, sia ansia, sia sensi di colpa e tristezza assurda. Provo anche una sorta di apatia quando sono fuori, non provo gioia e la percezione della vita è molto piatta. Tutte cose che io ho riferito allo psichiatra di questa mattina. Volevo solo un aiuto riguardo alla mia ansia, perché non posso davvero più vivere così

[#5]  
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Non capisco esattamente perché in tutto ciò sia stato escluso a priori un intervento che non sia quello psicologico. E, se invece indicato, di che tipo, perché in generale non significherebbe niente, rimane vago. E' come dire "ci vuole un farmaco" o "non ci vuole un farmaco", non ha senso senza chiarire di cosa stiamo parlando, di quale farmaco e per quale scopo.
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[#6] dopo  
Utente
Questo psichiatra si è limitato a dirmi "non voglio darti medicine", nonostante io l'ho sollecitato più volte nel dirgli che non riesco più a fare le cose per colpa dell'ansia, come lavorare, vivere in santa pace a casa mia. L'ansia mi controlla la vita in maniera atroce.
Dopo avergli detto più volte di aiutarmi, e detto che prendevo xanax ogni tanto (con scarsi risultati) controvoglia mi ha prescritto xanax da prendere al momento. Diceva cose strane, quel poco che ha parlato, spiegandomi che devo prendere il diploma e fare psicoterapia. Ma il diploma non è un rimedio per l'ansia, piuttosto un rimpianto che si, reca dolore, ma io non ho assolutamente parlato di scuola con lui (l'ho fatto con l'infermiere, e lui ha detto ciò allo psichiatra perché li ho sentiti). Ero andata solo con lo scopo di avere aiuto per alleviare l'ansia e tornare a vivere in pace, ma non ha capito nulla di me e senza fare domande non poteva darmi una diagnosi. Addirittura gli ho detto ben tre volte "non riesco a vivere con l'ansia". E lui nella relazione ha scritto "ansia subcontinua" cosa che non sia addice a ciò che ho cercato di spiegarmi, ma non mi ascoltava, era come se dovesse andare via

[#7]  
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In effetti, la questione è misteriosa. Non saprei se rientra in una tendenza del medico, o se nel suo caso vi siano elementi che lo hanno fatto decidere così.
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