Utente
Buonasera Dottore,

Avevo un dubbio circa la remissione nel disturbo bipolare.
Online ho trovato alcune pubblicazioni a riguardo, in pratica esclusivamente in inglese, e da alcuni dati riportati non mi è chiaro un aspetto.


Quando si parla di remissione nel disturbo bipolare, si intende un periodo in cui la sintomatologia è assente o comunque presente in forma molto lieve, tollerabile?
Inoltre, la durata di tale periodo di remissione può estendersi in maniera indeterminata, praticamente diventando così come se fosse es.
diabetico che prende l'insulina (diciamo non percependo il peso del disturbo, se non nel dover prendere costantemente le medicine)?
Sono riportati in letteratura casi simili?
O necessariamente determinate fasi invalidanti saranno inevitabili nel tempo?


Scrivo questo, come anticipato, per avere una visione più chiara a riguardo, e soprattutto perché 2 anni ho sofferto di un primo episodio di mania con conseguente periodo di instabilità.
Tuttavia fortunatamente intervenendo tempestivamente, seguito costantemente da uno psichiatra e prendendo regolarmente i farmaci, mi sono man mano ripreso dalla fase critica (dopo circa 6 mesi), riprendendo e proseguendo gli studi in una facoltà abbastanza pesante in maniera ottimale (andando a vivere da solo).
Nell'ultimo anno, a parte lievi oscillazioni dell'umore credo presenti anche in chi non è affetto da tale disturbo, ho condotto una vita abbastanza regolare, sotto certi aspetti anche più sereno di prima avendo risolto una serie di conflitti e angoscie che mi tormentavano.


Mi auguro, e per il momento sono ottimista a riguardo, che questa stabilità possa protrarsi in futuro (il medico mi diceva che in alcuni casi si ha nella propria vita un solo episodio grave e che vi sono forme di bipolarismo più o meno gravi), diventando una remissione "a tempo indeterminato" per così dire.
Ovviamente rimango consapevole della persistenza e della non totale eliminazione del rischio, oltre che della necessità di attenersi alla terapia prescritta.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Il disturbo si considera in remissione fiko a quando non si presentano nuovamente i sintomi.

Non è detto che debba per forza ripresentarsi una sintomatologia soprattutto se la terapia è assunta costantemente e potrebbe restare ad un unico episodio sintomatolgoico.



Dr. F. S. Ruggiero


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