Utente
Buongiorno.
Sono una ragazza di 21 anni e da Novembre scorso ho iniziato ad avere disturbi di ansia.
Nel passato non ho mai avuto problemi di ansia, ho avuto degli episodi "depressivi" in adolescenza (uso le virgolette perchè non ho mai ricevuto una diagnosi) e autolesionismo lieve (5/6 episodi nell'arco di due anni), ho fatto delle visite dalla psicologa e il problema sembrava essersi risolto.

Lo scorso novembre tuttavia, a causa degli studi universitari e altre motivazioni personali, sono caduta in un forte sconforto e ho avuto un nuovo episodio di autolesionismo (mai più ripetuto da quella volta a novembre).
La sera di quello stesso giorno ho avuto il mio primo attacco di panico, con difficoltà a respirare e a calmarmi, forte stato di panico e tremori incontrollabili per circa 10/15 minuti.
Da quella volta ho avuto altri quattro episodi di attacchi di panico, tuttavia non ho dato molto peso al problema perchè sono sempre riuscita a riprendermi e non accusavo sintomi di ansia durante il giorno.

Purtroppo però tre giorni fa ho iniziato ad avvertire un forte dolore pressante e continuato al petto, che si intensifica quando inspiro.
Ho visitato ieri il mio medico curante che mi ha prescritto lo xanax da 0, 5 a rilascio immediato.
Ho iniziato subito la cura di mezza pasticca la mattina e una la sera, però il dolore sembra andare e venire lo stesso, adesso ad esempio lo avverto comunque e sono circa le sette di sera.

Scrivo qui perchè vorrei essere rassicurata del fatto che i miei sintomi siano semplicementi relativi all'ansia e non ad una patologia al cuore, poichè magari lo xanax richiede diversi giorni per avere un reale effetto.

Vi ringrazio per l'attenzione

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Dr. Matteo Pacini

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Non ha senso scrivere per chiedere rassicurazione. Prima di tutto perché qui non si può diagnosticare un qualsiasi sintomo e attribuirlo, ma si fanno dei ragionamenti se mai.
Lei riferisce degli episodi di panico, e rispetto a questo appare minimale, e non risolutivo l'approccio di prescrivere un semplice ansiolitico a dose bassa, cosa che peraltro non tende a bloccare il ripetersi degli attacchi.
Si faccia valutare da uno psichiatra.
Dr.Matteo Pacini
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