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Salve, sono uno studente di Medicina e mi trovo in difficoltà nel continuare il mio percorso.

Nel lontano maggio 2015 trovandomi a casa da solo a Messina da studente fuori sede, ebbi un attacco di ansia o panico che mi ha portato ad avere un totale annebbiamento mentale come se da quel momento in poi non avessi più le energie mentali per studiare e così è stato.

Iniziate le lezioni del secondo anno ad Ottobre 2015, iniziai a manifestare ansia verso la professione di Medico e iniziai a dubitare della mia scelta.

Intrapresi un percorso con lo psicoterapeuta.

Il primo pensiero a cui mi legai fu quello di fare Scienze Biologiche anche perché l'anno prima per poter accedere ai corsi liberi di Medicina, ho dovuto fare il test per un'altra facoltà.

E per primo iniziai ad immaginarmi i microscopi, i laboratori ma a detta del mio psicoterapeuta si trattava di ossessioni pure e che l'università non c'entrava niente.

Per un anno circa mi dominavano questi pensieri che apparivano molto disordinati anche perché mi legavo delle volte anche a Psicologia o qualche volta a Scienze Infermieristiche.

Ho proseguito gli studi con sofferenza viste le paure e l'ansia subita e col passare degli anni si iniziano ad affacciare altre problematiche:ricordo che ci fu un periodo dove ebbi paura che mi potesse succedere qualcosa dal fatto che incontrando le persone le dovevo sempre salutare altrimenti mi saliva una forte ansia che potesse succedermi qualcosa e nell'anno 2019 quando frequentavo il quinto anno di corso iniziai a pensare che perdevo sempre i documenti e che li perdevo e questo mi generava ansia e paura continua.

Ero costretto a ricorrere a compulsioni, controllare e ricontrollare ed avere conferme e rassicurazioni continue dall'aver firmato la presenza a lezione a controllare a terra che non mi fosse caduto qualcosa, il tutto dominato da ansia e paure.

Arriva il Covid e queste paure continue di perdere le cose vengono meno ma arriviamo a fine Novembre2020:mi ritorna dopo un po' di tempo l'idea che questi disturbi fossero legati alla scelta universitaria e quindi ricado in uno stato di ansia.

Ad oggi il pensiero di fare ricerca domina la mia mente e mi crea ansia e disagio pur avendo avuto il parere del mio psichiatra (non è più lo psicoterapeuta di prima) e di altre persone che la ricerca la possono fare anche i laureati in Medicina ma a me domina il pensiero del ricercatore biologo che lavora in laboratorio.

Probabile che in questo momento l'idea del ricercatore sia un ossessione, anche perché mi pesa al momento l'idea di lasciare Medicina.

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sono stato in cura da uno psicoterapeuta e da agosto 2020 sono in cura da uno psichiatra e sto seguendo una terapia farmacologica e una psicoterapia

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La terapia non è completamente correlabile ad un disturbo ossessivo.

La permanenza di sintomi ossessivi deve far considerare una variazione terapeutica che possa ridurre la sintomatologia in modo efficace.

La psicoterapia non sempre ha indicazione a causa della alta probabilità di aumentare la sintomatologia con ragionamenti continui.

La situazione va rivista.
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