La paura del cibo

Buonasera,sono una ragazza di 22 anni,alta 1.68m per 54 kg.
Da marzo a oggi ho perso circa 13 kg,all'inizio è iniziata come una normale dieta per poi diventare lentamente un'ossessione.
il fatto è che ultimamente cerco di costringermi ad arrivare almeno alle 1100 kcal giornaliere,ma mi risulta sempre più difficile...e anche la vita sociale ne sta risentendo dato che purtroppo evito ogni possibile invito che implichi pranzo o cena fuori.

Ho iniziato una psicoterapia e mi trovo molto bene,solo che per problemi legati allo studio per il momento gli incontri sono limitati.
Purtroppo in questi giorni mi sento più triste che mai,ho voglia di vivere normalmente,di superare la paura del cibo...ma sarà mai possibile?
Non ne posso più...sto perdendo la voglia di fare qualsiasi cosa e mi sento in colpa perchè così facendo limito anche la vita sociale del mio fidanzato :(
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 297 182
Gentile ragazza, se hai perso 13 kg in così poco tempo, anche se per ora sembreresti normopeso, è prioritario che tu continui ad essere seguita dal tuo psicoterapeuta: lo studio è certamente secondario rispetto al tuo stato di salute. Soprattutto se ti senti sempre più triste e se ti trovi a pensare ossessivamente al problema del cibo.

Inoltre 1100 kcal sono troppo poche per la tua età. La restrizione alimentare, paradossalmente, è proprio la causa numero uno dell'aumento di peso. Dovresti parlare di queste cose con il tuo terapeuta, quanto prima.

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la velocissima risposta!

Ne ho parlato con la mia terapeuta che sostiene che la situazione sia dovuta ad un determinato trauma della mia infanzia...stiamo cercando di affrontarlo insieme.
é che a volte vedo tutto nero,come se non ci fosse via d'uscita,da un lato so di dover rielaborare alcuni eventi,mentre dall'altro mi chiedo se davvero servirà a riavere un normale rapporto con il cibo...

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 297 182
Questo dipende dall'approccio terapeutico utilizzato dal terapeuta. In generale non è necessario rielaborare gli eventi passati per risolvere i problemi personali, specie se si usa un approccio breve dove i risultati si devono vedere entro un tempo limitato. Se devo andare da Firenze a Milano, è inutile che mi preoccupi di com'è che sono arrivato fino a Firenze: dovrò preoccuparmi dei passi per andare da Firenze a Milano.

Puoi leggere questi articoli per farti un'idea:
http://www.giuseppesantonocito.it/art_psicoterapia.htm
http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=76

Se vedi tutto nero è probabilmente perché il tuo umore si è anche un po' depresso a furia di rimuginare sui tuoi problemi, e di tenere sotto controllo il cibo.

Se con la tua attuale psicologa non ritieni di stare procedendo nel modo che ti aspetti, puoi sempre chiedere un secondo parere a un altro professionista.

Ma non restare così a macerarti nel dubbio, non ne vale la pena.

Cordiali saluti
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Utente,
la depressione che provi in questo periodo è una reazione normale al significativo calo ponderale. Probabilmente oltre alla tristezza e al desiderio di isolarti dagli altri avrai anche molti pensieri legati al cibo, alla dieta ed al tuo peso.

Forse questi pensieri stanno diventando delle vere e proprie ossessioni: pensi sempre al cibo e al peso.

In questi casi il supporto psicologico non è sufficiente: hai bisogno di una valutazione psichiatrica del tuo umore e di un eventuale supporto farmacologico.

La terza figura fondamentale in questi casi è la dietista: una dieta troppo ferrea e restrittiva, come quella che fai tu (1100 calorie) ti spinge ad ossessionarti sempre più per il cibo ed il peso, mentre l'umore va sempre più giù.

Ci sono dei Centri in cui puoi trovare un'équipe formata da questi specialisti: l'importante è farsi curare da persone che abbiano una competenza nel trattamento dei DCA.

Parlane con i tuoi genitori, di loro che ci hai scritto, e decidete insieme il percorso più adatto al tuo caso.

Cordialmente

Daniel Bulla

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