Utente
Salve. Vi spiego la mia storia. Per anni ho avuto disturbi della condotta alimentare (sono passata da anoressia a binje eating disorder) e proprio in questa fase, per cercare di placare le abbuffate compulsive, mi sono fatta aiutare farmacologicamente dal medico di base. Insieme abbiamo optato per la fluoxetina (40 mg totali).
Purtroppo l'assunzione di tale farmaco, se da un lato ha drasticamente diminuito le abbbuffate, dall'altro mi ha regalato un'alterazione della personalità e un autolesionismo un po' particolare.
Ed è per questo che vi scrivo.
Praticamente, oltre ad eseguire quotidianamente dei prelievi di sangue (sì lo so, è una cosa senza senso, ma questo lo posso dire oggi, dato che sto bene..ai tempi mi importava solo autodistruggermi), iniettavo anche farmaci che però avrebbero dovuto esser assunti per via orale. (nello specifico, valium in gocce e prozac in pastiglie, disciolto in acqua e poi iniettato)
A ciò aggiungiamo che non è che stessi proprio attenta alle condizioni igieniche, nel senso che usavo spesso la stessa siringa senza disinfettarla o disinfettare la pelle, usavo acqua del rubinetto ecc.
Le iniezioni venose sono state in tutto 34.. poi mi son dedicata alle intramuscolo... e poi, finalmente, ho smesso di far stupidaggini.
Sono passati 6 anni da tutto questo, ma ancora mi chiedo se questi comportamenti possano avermi provocato problemi fisici o se potranno arrecarmene in futuro.
Spero che non giudichiate, almeno voi. So di aver rischiato tanto, ma ripeto, solo ora mi rendo conto di quanto folle fosse quello che facevo.

[#1]  
Attivo dal 2010 al 2016
Gentile signora, sugli eventuali danni provocati dall'iniezione di farmaci non mi pronuncio, non essendo questo il mio specifico professionale.

Vorrei solo sottolineare come, attualmente, il suo problema non sia tanto ciò che è accaduto 6 anni fa. Il passato, in quanto "passato", è "ormai passato", e quindi non si può modificare.

Il problema si struttura se lei comincia a dare ai suoi dubbi un peso maggiore di quello che meritano, o se ha ricavato un'immagine negativa di sè da questa vicenda.

Il pensiero è un potente alleato in molte situazioni, ma può diventare una fastidiosa "zanzara" se torna e ritorna spesso sugli stessi temi.

Che lei voglia chiedere una volta (ed una soltanto) al suo medico di eventuali danni per le iniezioni che ha praticato ci può stare; che lei cominci a tormentarsi per questo può essere materia di consulenza con uno psicoterapeuta. Se dovesse decidere di consultarne uno, suggerisco che sia un terapeuta che lavori per obiettivi definiti.

Cordialmente

[#2]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Utente,
immagino quanto siano stati difficili certi momenti per Lei.

Credo che il problema principale sia cocrrelato al fatto che, da quanto ho capito, Lei non ha effettuato cure seguite dallo Specialista (in quel caso psichiatra) ma dla medico di base, esponendosi ad un rischio troppo elevato.

Dei danni medici relativi alle iniezioni, se davvero vuole preoccuparsi, se ne deve occupare un medico.

Io se fossi in Lei mi preoccuperei delle eventuali conseguenze psicologiche di tutto ciò: ma davvero tutto quel turbinio emotivo è finito nel nulla? E questo senza effettuare cure psicologiche e psichiatriche? E il futuro?

Insomma, come vede ci sono molte domande a cui dare una risposta, che quantomeno incuriosiscono me.
Cordialmente

Daniel Bulla

[#3] dopo  
Utente
Rispondo ad entrambi: a livello psicologico sono stata seguita per 6 anni.

Comunque solo ora vedo che ho postato la domanda nella sezione psicologia e non in quella psichiatria (la volevo postare lì proprio perchè gli psichiatri, essendo medici, avrebbero potuto dare una risposta al quesito)