Utente
Buona sera,
sono una ragazza di 15 anni e da circa 7 mesi soffro (o meglio ho scoperto di soffrire) di dap. Sto seguendo una terapia psicologica, ma ormai anche farmacologica in quanto non vedevo altre possibilità di guarigione. Attualmente sono migliorata molto ma mi continua a perseguitare la sensazione di dover urinare. Il mio psicologo dice che è legata all'ansia e che passerà, ma ormai mi sta limitando sempre più. L'ansia grazie ai farmaci (cipralex e xanax al bisogno) è quasi sparita ma persiste quest'idea quasi ossessiva di dover trovare un posto dove urinare, come una via di fuga. Non so più che fare, ho provato di tutto... Vorrei sapere se questo disturbo sparirà prima o poi da solo o se dovrò"lavorarci". Come posso convincermi che questo stimolo è irreale? Come posso liberarmi da questa idea?

[#1]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"Vorrei sapere se questo disturbo sparirà prima o poi da solo o se dovrò"lavorarci".

Gent.le ragazza,
sembra che lo stimolo ad urinare sia qualcosa che non le appartiene, la psicoterapia ha proprio l'obiettivo di farle
raggiungere la consapevolezza del significato di questo modo particolare di esprimere il suo disagio

"quest'idea quasi ossessiva di dover trovare un posto dove urinare, come una via di fuga"

questi aspetti non possono essere elaborati attraverso una consulenza on line ma può affrontarli in psicoterapia.
Cordialmente
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
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[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile ragazza,

tra i sintomi d'ansia vi è anche la pollachiuria, cioè lo stimolo a urinare frequentemente.

Tuttavia, sarebbe indicato anche verificare che non ci sia un'infezione alle vie urinarie. Chiedi al tuo medico di base.

Saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"Vorrei sapere se questo disturbo sparirà prima o poi da solo o se dovrò"lavorarci".

Gent.le ragazza,
sembra che lo stimolo ad urinare sia qualcosa che non le appartiene, la psicoterapia ha proprio l'obiettivo di farle
raggiungere la consapevolezza del significato di questo modo particolare di esprimere il suo disagio

"quest'idea quasi ossessiva di dover trovare un posto dove urinare, come una via di fuga"

questi aspetti non possono essere elaborati attraverso una consulenza on line ma può affrontarli in psicoterapia.
Cordialmente
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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[#4] dopo  
Utente
Ringrazio per le risposte,
purtroppo però anche attraverso la psicoterapia non sono giunta a chissà quale soluzione. Il mio psicologo mi ha consigliato di crearmi una via di fuga a livello mentale ma ciò non funziona... Avreste qualche altro consiglio di questo tipo?

[#5]  
Dr.ssa Angela Pileci

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"Il mio psicologo mi ha consigliato di crearmi una via di fuga a livello mentale ma ciò non funziona..."

che cosa intende?
Dott.ssa Angela Pileci
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Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#6]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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la psicoterapia non consiste ricevere consigli, l'ansia che lei avverte va ascoltata perché non è fine a se stessa
svolge una funzione che ne garantisce (per ora) la permanenza nella sua vita.
Cordialmente
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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[#7] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
quale dosaggio assume di cipralex?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#8] dopo  
Utente
Salve,
con la frase "crearmi una via di fuga a livello mentale" intendo che a parere del mio psicologo dovrei in quelle occasioni immaginare di trovarmi in un luogo sicuro, come casa mia. Ma purtroppo non ci riesco...
Per quanto riguarda il cipralex prendo cinque gocce al giorno, mi sono fermata a questa dose perchè iniziavo a manifestare mal di testa..

[#9]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Nella psicoterapia cognitivo-comportamentale, viene insegnato al paziente a riconoscere la propria ansia, a sentirla anche a livello somatico, in maniera tale da non esserne più spaventati e bloccati (come se accadesse qualcosa di strano o dannoso per la propria persona) e successivamente a modularla ed esprimerla. Accanto a questo può essere utile cercare i significati che il paziente attribuisce all'evento, alla situazione, al posto in cui sta male, ecc...
In questo modo si determina una modificazione del comportamento.

E' qualcosa di simile ciò che sta facendo Lei in terapia?
Che tipo di difficoltà incontra?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#10] dopo  
Utente
A me non pare che il mio psicologo segua una linea guida, cioè un percorso predeterminato, lui semplicemente mi fa parlare e poi mi spiega come potrei migliorare. è normale che la terapia si svolga così?