Utente
Gentili Dottori,
mi scuso inanzittutto di stare utilizzando questo spazio in maniera inappropriata,ma avevo bisogno di confidarmi con qualcuno senza espormi,visto che non riesco a farlo a parole con chi ho intorno,un pò per il mio carattere,un pò per la situazione.Se avrete pazienza di leggere,Vi racconto la mia storia.Sono una ragazza molto sensibile,solitaria,ho avuto sempre problemi a socializzare,anche con l'altro sesso nonostante tutti mi ripetano da quando ero più piccola,di essere bella e dolcissima.Due anni fa,incontro lui in un locale,bellissimo,caratterialmente il mio opposto,brillante ed estroverso,mi colpi subito.Mi lsciò il suo numero,dicendomi di richiamarlo se avevo voglia di rivederlo,ovviamente all'inizio non ne avevo il coraggio m apoi mi decisi,cosi parlando un pò al telefono una sera,mi disse di essere fidanzato da tanti anni,ma di non essere soddisfatto della sua relazione e che aveva voglia di conoscermi meglio.Ero un pò titubante ma per la prima volta curiosa e molto affascinata da un ragazzo,cosi uscimmo una sera e mi trovai totalmente a mio agio,parlammo per ore,era tutto stupendo.Da una settimana passarono i mesi ma lui non si decideva a lasciare la sua attuale ragazza,io non riuscivo a farne a meno nel vero senso della parola quindi lo perdonavo sempre e continuavo ad accontentarmi di essere la seconda nella sua vita.Finchè non troncò lui,dicendomi di aver comprato casa con lei e che quindi non potevamo più vederci.Passai un periodo orribile,il più doloroso della mia vita e purtroppo come la trama di un brutto film,mi accorsi di essere rimasta incinta.Ovviamente la sua risposta fu di abortire immediatamente,perchè non voleva enon poteva esserci e non voleva un figlio da me.Per paura gli dissi di averlo fatto,ma iniziò a pedinarmi di nascosto e alla fine si accorse di tutto.Il mio bimbo,Riccardo,è nato il 18 luglio 2009,bellissimo e sanissimo,nonostante una difficile gravidanza fatta di pianti e depressione.Non è venuto in ospedale,non ha fatto altro vvicinarsi e allontanarsi ma mai ha avuto il coraggio di venirlo a vedere.Mi manda messaggi dove dice che sta passando una vita orribile,che ha sbagliato ma ha paura e che dovevo dirgli la verità da subito,che cosi facendo l'ho incastrato,ma cosa dovevo fare?Io non lo capisco,dovrei odiarlo e invece lo amo ancora,ci piango per tutto questo.Come può non trovare il coraggio per venire a vedere suo figlio almeno una volta.Io sono sempre triste,le persone intorno a me mi ripetono di lasciarlo perdere,ma non capiscono quanto io ci sia legata.Vorrei un Vostro parere o magari un Vostro consiglio,perchè ne ho bisogno davvero
Grazie per la Vostra attenzione e mi scuso per essermi dilungata troppo
Distinti Saluti
Vi ringrazio per la pazienza che avete messo ne

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza, questo genere di cose purtroppo non è quasi mai semplice e lineare come vorremmo che fosse. Lei si sente ferita e umiliata, eppure lo ama ancora. Lui si sentirà in colpa e angosciato per l'accaduto. Ma in ultima analisi, è lui che eventualmente dovrà ancora prendere delle decisioni.

La sua, invece, di decisione l'ha già presa: ha fatto venire al mondo suo figlio, e io trovo che abbia fatto bene. Anche se le costerà sacrifici, e anche se il padre non dovesse mai venirvi a trovare, consideri che lei non sarà più sola. Ha suo figlio.

Quindi deve continuare a fare ciò che è in suo potere controllare: il bene di suo figlio, dandogli quello che può. Su ciò che non è possibile controllare, non vale la pena arrabattarsi. Prima o poi riuscirà a farsi una ragione anche di questo.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#2]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile utente,
lei ha preso una decisione coraggiosa, quella di far nascere suo figlio. Al di là di quello che quel ragazzo può pensare, ne sia orgogliosa.

E' comprensibile come lei si sia sentita così triste durante la gravidanza, un periodo nel quale ricevere l'appoggio di chi ci vuole bene aiuta molto.

Ed è altrettanto comprensibile che lei anche ora stia soffrendo, e molto, poiché, oltre ai rimpianti, si trova ad affrontare da sola la crescita di suo figlio che richiede il dispiegamento di molte risorse atte ad affrontare questo importante compito evolutivo.

Sembrerebbe che, in una condizione depressiva già precedente al parto,quale quella che lei ha descritto (con una perdita da elaborare), con la nascita di suo figlio e le fatiche connesse, lei ora stenti a ritrovare uno stato di benessere e che i suoi pensieri continuino a ruotare attorno a quella persona, così speciale per lei. Persona che, attraverso le sue parole e il suo comportamento, le infonde, però, maggiore,sofferenza.

Ha però dalla sua parte una creatura meravigliosa che vive grazie a lei e al suo coraggio (davvero risorse importanti) e, oltre alle fatiche della maternità,ha dalla sua le gioie e lo stupore che si provano nel crescere il proprio figlio.

La aiuterebbe, comunque, rivolgersi in presenza ad un collega, per ricevere un aiuto finalizzato a superare questa difficile fase della sua vita e ad assaporare pienamente, senza la tristezza che ora la accompagna, la crescita di suo figlio.

Non si scusi per averci scritto, siamo qui (seppure con i limiti del mezzo)per ascoltarla.

I miei migliori auguri per lei e per il suo bimbo.

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente
Gentili Dottori Rinella e Santonocito,
Vi ringrazio per avermi risposto cosi in fretta,non me lo aspettavo,e grazie anche per le Vostre parole incoraggianti.Che dire,Dottoressa Rinella,ho provato ad affidarmi a una psicologa ma purtroppo non ci sono stati risultati,non per scarsa professionalità si intende,ma proprio per il mio carattere e la mia sensibilità.Non appena mi si faceva domande o si provava a smuovermi,io non riuscivo ad esternare a parole quello che provavo,mi si chiudeva la gola e iniziavo a piangere.è questo purtroppo,non riesco a buttare fuori il mio dolore se non piangendo,vorrei imparare ad essere più forte ma è difficile e vorrei provare a guardare avanti.Recentemente avevo anche conosciuto un bravo ragazzo,ma non appena lui l'ha saputo ha iniziato a pregarmi di dargli altre possibilità,di perdonarlo e non sono riuscita a lasciarmi andare con questa persona,anche perchè non mi fido più degli uomini e ho paura di soffrire ancora.Non so cosa fare,continua a fare promesse,ma non le mantiene,io non riesco a togliermelo dalla testa anche perchè ce l'ho davanti tutti i giorni,visto che il bimbo gli somiglia terribilmente.Sono sempre più stanca e in difficoltà,vorrei distruggergli quella vita fatta di falsità che ha intorno,ma non ne ho il coraggio e so da sola che sarebbe sbagliato.Ma non posso anche aspettare per sempre,io per mio figlio ho rinunciato a tante cose,perchè lui non può fare lo stesso e almeno solo una cosa vorrei,che prendesse una decisione e lo facesse da uomo.
Vi ringrazio per avermi ascoltata anche questa volta

[#4]  
Dr.ssa Laura Rinella

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"non appena lui l'ha saputo ha iniziato a pregarmi di dargli altre possibilità,di perdonarlo".
Le incertezze, i dubbi,il comportamento ambiguo, il non saper decidere di questo ragazzo, come lei dice non la aiutano, anzi rinforzano la sua sofferenza poiché in tal modo lei non riesce a focalizzare se dentro o fuori e la sua confusione aumenta.

D'altra parte bisognerebbe considerare anche le sue risposte (non solo a parole ma anche a comportamenti)a ciò che questo ragazzo esprime (sempre con le parole e con i comportamenti).
E' certa che la sua totale disponibilità nei suoi confronti sia di aiuto per sbloccare (o dentro o fuori) la situazione?

-"Vorrei distruggergli quella vita fatta di falsità che ha intorno... e so da sola che sarebbe sbagliato". Concordo con lei che sarebbe sbagliato.
Una forzatura di questo tipo produrrebbe, infatti, effetti del tutto controproducenti.

Dovrebbe essere lui a decidere come lei esprime in questa frase:"Vorrei che prendesse una decisione e lo facesse da uomo".

Questo ragazzo dovrebbe, semmai, maturare una profonda convinzione personale in merito.

Se così non fosse, un uomo non convinto e ancora peggio, un padre per forza, non sarebbero la migliore compagnia tanto per lei, quanto per suo figlio e credo che lei lo sappia bene.

La rabbia che lei prova è assolutamente comprensibile, così come la sua stanchezza e le sofferenze che descrive.

Non si scoraggi se il suo approccio con la psicologa non ha sortito gli effetti sperati. Non so quanti incontri abbia svolto, ciò che però mi sento di dirle è che se lei non si è trovata bene può sempre rivolgersi ad un altro psicologo psicoterapeuta.
Le sarebbe certamente di aiuto per "guardare avanti" come ha detto.

Ancora molti auguri






Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#5] dopo  
Utente
Gentile Dottoressa,
grazie davvero per questo ulteriore Suo intervento.Capisco benissimoche un padre per forza non sarebbe un bene e anzi forse un male anche per il bambino,ma l'unico modo per scoprirlo è farglielo vedere.Lei cosa pensa che dovrei fare per comunque fargli capire che questo è l'unico modo per uscire entrambi da questa situazione.Perchè magari forse quando avremo un rapporto definito io e lui e lo vedrò amare suo figlio,forse smetterò di tormentarmi.Lui pensa che chiederò il riconoscimento,ma questo non lo farei mai,sarebbe solo uno sfizio,perchè fortunatamente almeno economicamente ho i mezzi per affrontare le spese per mio figlio e non sono certo interessata ai suoi soldi,vorrei fargli capire anche questo.Venerdi abbiamo deciso di vederci e parlarne,Lei come mi consiglia di affrontare l'argomento?
Grazie Dottoressa,mi sta aiutando molto
Cordiali Saluti

[#6]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile ragazza,
l'aiuto che riceve da qui non è quello appropriato, come invece lo sarebbe quello che potrebbe ricevere da un collega in presenza.

I suoi tormenti, i suoi dubbi, ciò che lei esprime e ribadisce rende necessario che lei faccia qualcosa di concreto per il suo benessere e anche per quello del suo bambino.

Lei ha bisogno di essere una mamma e una donna serena, non si neghi la possibilità di essere aiutata in presenza a fare chiarezza dentro sé.

Quando questo avverrà saprà meglio cosa dire e fare e, magari, trovare alternative all' "unico modo" che considera valido in questo momento.

Mi dispiace molto di non poterla aiutare come meriterebbe da qui, ma credo che lei comprenda bene le differenze tra il mezzo virtuale e il trovarsi faccia a faccia.

Sbaglierei se aggiungessi altro, se non i miei rinnovati e caldi auguri per la sua vita.
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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