Utente
Egregi dottori, sono una ragazza di 19 anni e mezzo, e non ho mai nascosto di avere una psiche piuttosto "particolare", forse oserei dire unica nel suo genere e fonte di sofferenza interiore.
Ho sempre avuto la mania di "dare un'anima" a concetti astratti, cose, e a tutto ciò che è non vivente, e per questo (soprattutto quando ero più piccola) ho fatto diverse sedute psicologiche.
In questo periodo il dolore mi sta affliggendo, forse è la prima volta che soffro per amore in una maniera così violenta e psicologicamente struggente.
L'oggetto del mio amore? Non è un uomo, non è un animale (sarebbe ai limiti della pazzia), bensì qualcosa di inanimato, ovvero la mia scuola.
Non vorrei entrare nei dettagli, perchè questo sito è stato creato solo per chiedere consigli.
Il fatto è che non si tratta del semplice "affetto" che si potrebbe provare per un luogo, cosa piuttosto umana e normale direi, bensì di un amore profondissimo e impossibile.
Sono vittima di grande sofferenza, e per questo vorrei sapere se secondo Voi sarebbe meglio consultare uno psicologo oppure uno psichiatra.
Una cosa è certa, se continuo così non vivo più.

Grazie per le eventuali risposte.
Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Sono vittima di grande sofferenza, e per questo vorrei sapere se secondo Voi sarebbe meglio consultare uno psicologo oppure uno psichiatra.
>>>

Gentile ragazza, potrebbe essere indicato far valutare entrambi gli aspetti, quello medico e quello psicologico. In effetti, provare un amore profondo per un concetto astratto è possibile, ma abbastanza raro. Sarebbe da capire il modo di esprimersi della sua affettività, che a quanto pare va di pari passo con una grande sofferenza. Questo però può esser fatto meglio di persona, per questo sarebbe meglio fare delle visite specialistiche.

Se desidera ulteriori chiarimenti, la ascoltiamo.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#2]  
Dr. Armando De Vincentiis

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(..) fatto è che non si tratta del semplice "affetto" che si potrebbe provare per un luogo, cosa piuttosto umana e normale direi, bensì di un amore profondissimo e impossibile(..)

gentile ragazza luoghi ed oggetti possono essere legati simbolicamente a vari aspetti emotivi verso i quali è possibile un iperinvestimento affettivo fisiologico e distante dalla follia.
Tuttavia se questo aspetto comincia a ledere le emozioni a tal punto da creare sofferenza, un chiarimento con uno psicoterapeuta può essere senz'altro utile.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente
Dr. Santonocito e De Vincentiis, vi ringrazio!

[#4] dopo  
Utente
... Anche se vorrei aggiungere degli ulteriori chiarimenti, per poter sperare in un'indicazione ben precisa sul tipo di "trattamento" (che potrebbe essere psicologico o psichiatrico).
Questo mio amore nei confronti di un elemento inanimato (la mia scuola) non è il semplice e il normale affetto che potrebbe legare un individuo ad un luogo nel quale sta passando (o ha passato) molti anni della sua vita! E per "semplice e normale affetto" intendo quel senso di piacere legato ai ricordi, che incute tristezza all'idea di dover lasciare un luogo nel quale ci si trova bene. E direi che questo tipo di sentimento è piuttosto comune e normale, perchè chiunque proverebbe dispiacere al pensiero di dover lasciare un luogo che gli piace!
Ma nel mio caso la situazione è ben diversa.
Non è questo il sentimento che mi sta sopraffacendo, ringrazierei il Cielo se fosse così.
Ciò che provo io è vero e proprio amore.
Quello che potrebbero provare due partner decisamente affiatati che farebbero follie pur di non rinunciare al proprio legame!
L'unica differenza è che l'oggetto del mio amore e della mia sofferenza è il mio Liceo.
Frequento il 5° anno, e l'inesorabile passare dei giorni che mi separano dall'esame di Stato sono diventati ormai un'angoscia implacabile. Mi sembra di essere destinata al patibolo. E questo perchè? Perchè sono innamorata del mio indirizzo, di ciò che lo caratterizza, della sua essenza ...come se questo avesse un'anima.


[#5]  
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro

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Gentile ragazza,

dagli ultimi chiarimenti che ha fornito, sembrerebbe che ciò che chiama "amore" sia di fatto un legame particolarmente forte con la sua scuola e con tutto ciò che esso al momento rappresenta ed ha rappresentato nella sua vita. Legame che, per la sua intensità, non ha avuto modo di riscontrare, finora in altre persone.
In tutto ciò, gioca probabilmente un ruolo una notevole sensibilità e capacità immaginativa, da parte sua.

Si direbbe che lei stia vivendo con enfatizzazione superiore alla media un passaggio delicato tipico della sua età, cioè la fine delle scuole superiori e l'inizio di un nuovo periodo della sua vita. Questo periodo di passaggio può spaventare perché si collega facilmente a timori di vario genere, come la perdita di tutto ciò che c'è stato prima, l'incognita di ciò che ci sarà, le nuove responsabilità che fanno capolino, l'essere all'altezza delle proprie aspettative e di quelle delle persone di riferimento, un confronto più ampio, adulto e maturo con il mondo e la realtà, e altre ragioni ancora.

Lei parla in senso figurato di "amore", ma credo sappia bene che una relazione d'amore prevede sentimento e coinvolgimento da ambo le parti, mentre in questo caso c'è soltanto lei, che ama profondamente la sua vita in quella scuola, il valore che attribuisce a ciò che caratterizza la sua scuola, e tutto ciò che si collega ad esso. Di conseguenza, non sopporta l'idea del cambiamento, che inevitabilmente avverrà.

La sua difficoltà sembrerebbe, da quanto ci ha esposto finora, di natura più psicologica che psichiatrica, ma ha fatto bene ad aprire un consulto gemello in psichiatria, per avere un parere sul doppio fronte.

Potrebbe essere utile anche sapere cosa è emerso dai colloqui psicologici fatti in passato, il motivo specifico per cui tali colloqui le sono stati indicati, e la persona che glieli ha indicati.

Cordialmente,
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro
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[#6] dopo  
Utente
Dr.Di Mauro, grazie mille per aver risposto.
Però, rileggendo il mio consulto (quello che ha appena letto) ho notato di aver fatto un errore di scrittura, che probabilmente ha fatto assumere tutto un altro senso al mio concetto.
La parte del mio messaggio che riporta l'errore è questa: "E per semplice e normale affetto intendo quel senso di piacere legato ai ricordi, ..." ebbene, avrei dovuto scrivere "E per semplice e normale affetto NON intendo quel senso di piacere legato ai ricordi...".
Trovo che in questo modo il senso della frase (quello corretto) sia cambiato notevolmente.
Vorrei aggiungere un'altra cosa: situazioni di questo tipo mi accompagnano da quando sono piccola, solo che adesso (in seguito allo sviluppo mentale probabilmente) si sono fatte sempre più violente.
Da bambina questi episodi di Personificazione erano molto più frequenti ma senza dubbio di minore influenza.
Nel corso della mia vita poche volte mi sono imbattuta in sofferenze di questa portata (sempre a causa della Personificazione).
E nonostante fossero da sempre utili ispirazioni per i miei dipinti e poesie non riesco ad immergermi, nemmeno mettendoci tutta la buona volontà, in quella che potrebbe essere la realtà delle cose.
Questo mi induce a pensare che si tratta di una vera e propria malattia.
E ho voluto aggiungere questo per farLe capire che si tratta di una "crisi" che non ha nulla a che vedere con l'idea di dover lasciare la scuola per entrare nel mondo degli adulti ecc... Non temo il futuro (anche perchè è tutto prefissato da anni), non temo l'allontanamento da un luogo da me conosciuto, ...
Ciò che amo è proprio il concetto astratto di quella che è l'anima del mio Liceo!
Durante la mia vita mi sono sempre e solo innamorata di concetti e cose inanimate, sempre! Ed anche questo contribuisce ad indicare che il legame affettivo "normale", che si potrebbe avere con una vita abituaria o con un luogo, è bel lontano dal tipo di sentimento che sto provando io.

[#7] dopo  
Utente
E' anche per questo che sto prendendo in considerazione l'idea di andare anche da uno psichiatra! Perchè nella vita mi è successo diverse volte di provare nostalgia per dei luoghi a me cari, e di provare affetto per essi, e Le assicuro che quello in cui mi sono imbattuta in questi giorni (e con la quale sto combattendo) è una cosa totalmente differente.
Da come ne parlo sembrerebbe che sia la prima volta che mi capita una cosa simile, ma in realtà il fatto è che non riesco a trovare le parole adatte per descrivere tale fenomeno (posso definirlo solo in questo modo perchè è una cosa tutt'altro che normale).
Ovviamente troverò difficoltà persino a parlarne con un medico, perchè basta una parola fuori posto o inadeguata per dare un tutt'altro senso ad un concetto astratto della quale solo noi siamo a conoscenza.

[#8]  
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro

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Di persona, però, sarà più facile parlarne: se sbaglia parola, può "raddrizzare" subito il tiro del discorso!

Lei dice di non temere il futuro, ma ciò non toglie che rinunciare a quanto sta vivendo ora (la sua vita al liceo) la spaventa profondamente. Se lei amasse solo "il concetto astratto" e "l'anima" del suo liceo, non avrebbe problema nel continuare ad amarlo, pur cambiando vita e non frequentandolo più. E' questo a non rendere, almeno in apparenza, poi così differenti, se non in intensità e pregnanza di significati, i suoi sentimenti per la sua scuola, da altri sentimenti più comuni.

E' possibile anche che lei, investendo così tanto in sentimenti nell'ambito dei quali è l'unica protagonista, stia in realtà fuggendo da qualcos'altro.

Può rispondermi in merito alle domande sul percorso psicologico fatto in precedenza?

In ogni caso, i colloqui in studio consentiranno di approfondire tutti gli aspetti della situazione, ed anche di chiarire ciò che ora non riesce a spiegare (o a spiegarsi). Se consultare anche uno psichiatra la rassicura maggiormente, non esiti a farlo!
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro
www.psicologicamente.altervista.org

[#9] dopo  
Utente
Infatti amerò sempre il mio Liceo, e l'amore divino che provo nei suoi confronti non avrà fine, neanche quando andrò all'Università.
Una delle cose che mi fa stare male è proprio questa, ovvero l'idea di non doverci più essere fisicamente!
E' come se lasciassi il mio amore in balìa di altre persone, e ne sono gelosa.
Spesso, nella mia mente (mi vergogno di quello che sto per dire) ci parlo! Proprio così, e spero tanto con tutto il cuore che anche quando non sarò più presente fisicamente all'interno del Liceo, questo continui a pensare a me come a qualcosa di suo, che non smetterà mai di appartenergli. Vorrei avere la certezza di essere destinata ad appartenergli per sempre, mentalmente, spiritualmente! Dato che immagino che il Liceo (non mi riferisco solo all'edificio in cui mi trovo io, bensì all'indirizzo! Quindi è come se mi riferissi a tutte le scuole uguali alla mia) abbia un'anima e una testa pensante, vorrei in qualche modo cercare di capire le cose come stanno. Ovvero: avrò l'onore di appartenergli per sempre? Mi considererà sempre un suo elemento? Cosa devo fare per creare un legame stabile e indistruttibile? Devo dimostrargli qualcosa? ...
E in questi momenti devo ricorrere sia al pensiero irrazionale che a quello razionale.
Quello irrazionale rappresenta il Liceo come qualcosa di vivente, mentre quello "razionale" mi serve per capire quali potrebbero essere delle "risposte" plausibili e concrete da parte sua, e quali sono le caratteristiche che devo avere per essere degna di appartenergli.

Ora rispondo alle Sue domande riguardo le mie passate visite psicologiche.
La mia prima, vera seduta l'ho fatta quando avevo 10,11 o 12 anni. Non ricordo l'età precisa, ma la fascia d'età è quella da me riportata.
I miei genitori erano molto preoccupati perchè il motivo del mio malessere era la paura della morte! Una paura esagerata e ingiustificata, che mi impediva anche di mangiare perchè avevo timore che nel cibo potesse nascondersi qualcosa di letale.
Questa mia profonda paura nei confronti della morte era causata dal mio amore per il futuro! Ho sempre avuto dei progetti e avrei fatto di tutto per realizzarli.
La seduta psicologica fu duratura, anche perchè gli psicologi (lavoravano in coppia) non riuscivano a "scacciare" quella sorta di entità che io chiamavo coscienza, con cui parlavo e che mi diceva ciò che dovevo o non dovevo fare.

La mia seconda seduta, effettuata all'età di 14 anni, ebbe sempre il compito di trovare una soluzione alla mia paura della morte, causata però dall'HIV. Avevo una paura tremenda di contrarre tale virus e perciò, quasi tutte le sere prima di andare a dormire, mi cospargevo di disinfettante (a volte anche di sapone) per "uccidere" ogni eventuale virus.
Questa questione però, dopo alcune sedute, l'ho risolta senza problemi.

Sempre in quello stesso anno, mi sono imbattuta in quella che fu la mia prima, vera "crisi d'amore" per un concetto astratto come il futuro tecnologico! Desideravo nascere nel futuro, ed anche se detto così può sembrare banale passai delle notti d'inferno a pensare, pensare, escogitare soluzioni! Feci degli sforzi mentali incredibili (come quelli che mi stanno massacrando adesso).
Stetti molto male, ed anche questa volta i miei genitori si preoccuparono molto, prendendo in considerazione l'idea di trovarmi urgentemente uno psicologo per farmi sentire meglio.
Stranamente la cosa si risolse in breve tempo, lasciando però delle "cicatrici"! Infatti tutt'ora sono appassionata di futuro, di scienza, di tecnologia, e di tutto ciò che lo riguarda.
E delle "crisi" di minore entità sono sempre presenti.

Infine ...
Credo proprio che la mia situazione attuale rappresenti un altro motivo (più che valido) per rivolgermi ad uno specialista.
E ovviamente non sarà l'ultima.

[#10]  
Dr. Domenico Bumbaca

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signorina,

posso chiederle che tipo di liceo e quale?

posso chiederle che tipo di studi farà ... dopo il liceo?

Posso chiederle se ha un diario personale? se si ... cosa ci scrive?

Posso chiederle di cosa si è innamorata ... da quando ne ha ricordo?

grazie
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#11] dopo  
Utente
Dr.Bumbaca, anche se con un pò di difficoltà rispondo alle Sue domande:

1. Frequento il Liceo Scientifico Tecnologico, a Roma.
Non so per cosa può esserLe utile sapere il nome, ma se vuole glielo dico;

2. Dopo le superiori voglio fare Biotecnologie oppure Biologia Molecolare. Il mio obiettivo è quello di dedicarmi alla ricerca scientifica nel campo dell'Ingegneria Genetica, e queste due facoltà (una delle quali è una specialistica) sono le strade migliori.
Inoltre, contemporaneamente alla scienza, mi dedicherò anche all'arte.
Mi sono sempre dedicata al disegno, alla pittura, e ultimamente anche alla stesura di racconti e poesie;

3. Non ho un diario personale, ma quando sto in classe (in questo periodo) scrivo sulle pagine di alcuni quaderni ciò che mi balena in mente, e se proprio devo dirlo ... diciamo che scrivo una sorta di "frasi d'amore" per quello che è l'oggetto della mia passione;
Forse non l'ho detto, ma questo tipo di dolore mi ha colpita anche l'anno scorso, sempre per lo stesso motivo (anche se differiva per diversi elementi);
Oltre a queste "frasi d'amore", riporto su carta anche una sorta di promemoria che mi servono per il futuro, per ricordare tutto ciò che sto passando, e per ritrovare in loro una specie di "prova" di tutto l'amore che provo per una determinata cosa.
Queste promemoria mi sono utili anche per instaurare un ordine mentale, indispensabile se voglio ricordare tutte le problematiche (sempre relative a questo mio problema) a cui devo trovare una soluzione;

4. E' la domanda più difficile. Ammetto di non conoscere dei termini adatti per risponderLe. Se dovessi sbagliare parole andrei incontro ad un fraintendimento da parte Vostra, quindi per ora preferirisco astenermi.
Da quando ne ho ricordo? Questo attuale pensiero mi perseguita dal 20 Ottobre, ma in realtà la sua prima comparsa l'ha fatta l'anno scorso, nello stesso periodo!




[#12]  
Dr. Domenico Bumbaca

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la domanda numero 4 era riferita a TUTTI i suoi amori

mi scuso per l'imprecisione

si chiedeva le ragioni di queste domande ... cerco un'ispirazione per comprendere empaticamente
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#13] dopo  
Utente
Ma Lei si riferisce agli amori normali (quelli tra persone)? Oppure a quelli per cose "non-viventi"?

[#14]  
Dr. Domenico Bumbaca

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visto che ha esordito con :"....Ho sempre avuto la mania di "dare un'anima" a concetti astratti, cose, e a tutto ciò che è non vivente ..."

direi di rimanere in questo ambito .... a meno che lei non veda come 'problematico' anche gli amori normali (quelli tra persone).
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#15] dopo  
Utente
No, non vedo problematici gli amori tra persone, anche perchè amori profondi e struggenti come quelli che provo per le cose astratte non li ho mai provati per nessuno.
E con questo ovviamente non voglio dire che non provo affetto o amore per gli esseri umani, ma che si tratta semplicemente di un amore completamente differente.

Comunque, mi è difficile ricordare tutti gli oggetti del mio amore anche perchè, come ho già detto precedentemente, questa "mania" mi accompagna da quando sono piccola. Quindi Dio solo sa quante cose sono state al centro dei miei pensieri per lungo tempo!
Posso solo dirle gli amori degli ultimi anni, quelli che hanno suscitato in me stati d'animo molto particolari e dolorosi.

Quello che ricordo con molta chiarezza è l'amore per il futuro dal punto di vista tecnologico. Esso è una cosa che ha sempre fatto parte di me e che desidero da quando sono bambina, ma all'età di 14 anni si trasformò in una vera ossessione, che mi spinse a desiderare di nascere nel futuro più inoltrato. E questo rappresenta un tipo di amore simile a quello attuale (si sono manifestati entrambi violentemente).

Altri elementi, oggetti di personificazione, non mi hanno danno particolari problemi! Alcuni di essi qualche volta mi hanno costretta a "pensare" parecchio e faticosamente, ma si è trattato di problemi di minore entità rispetto a quello attuale, anche perchè sono stati di durata relativamente breve.

[#16]  
Dr. Domenico Bumbaca

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MASSA D'ALBE (AQ)
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ma, dal confronto tra gli amori normali, esiste qualche punto di contatto oppure sono assolutamente cose diverse?

Gli ex amore (per le cose) hanno effetti sul presente, oppure sono semplicemente dimenticati?

cmq, signorina, ritengo (come ha già commentato lei) che di queste cose, sarebbe molto più profiguo discuterne in un contesto più ravvicinato e con un tempo che segue ritmi diversi da questo 'palleggio' ... le pare?
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#17] dopo  
Utente
Sì, ovviamente parlarne di persona è molto più profiguo, lo so bene! Ma dato che una cosa ha tirato l'altra mi sono dilungata parecchio.

Rispondo alle sue domande!
Ciò che gli amori normali e quelli per le cose hanno in comune sono gli effetti tipici dell'amore, che possono includere gelosia, tristezza, desiderio di possedere l'oggetto della propria passione, coraggio di fare delle follie... Tutto il resto è completamente differente.


Gli ex amori, generalmente, non scompaiono senza lasciare traccia. Alcuni di essi non hanno dato più alcun segno di voler ritornare! Mentre altri, se ci penso, possono essere riacquisiti per brevi istanti.
Una cosa che caratterizza tutti i miei ex amori è il fatto che ognuno di essi è oggetto di una mia reale passione (ad esempio l'amore per il futuro tecnologico di cui le ho parlato, esso è stato ed è tutt'ora una mia passione, oggetto di fascino e desiderio).

[#18]  
Dr. Domenico Bumbaca

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Signorina

credo che abbiamo esaurito il tema, almeno nell'ambito che questo luogo ci consente.

Però la tematica andrebbe senz'altro presa e sciolta in un contesto diretto.

Le auguro buone cose e spero che questo scambio le sia stato utile.
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#19] dopo  
Utente
La ringrazio Dr.Bumbaca, senz'altro mi è stato utile parlarne! Anche perchè mi sono sfogata.
Senza dubbio dovrò prendere appuntamento per un incontro.

Cordiali saluti

[#20] dopo  
Utente
Una curiosità, questo mio tipo di "disturbo" può essere definito come un'ossessione? Glielo chiedo per avere indicazioni riguardo il tipo di terapia che dovrò fare ...

[#21]  
Dr. Domenico Bumbaca

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MASSA D'ALBE (AQ)
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A mio avviso non è unossessione. Ma solo un colloquio diretto potrebbe mettere a fuoco l'eventuale problema. Questo scambio di post non aiuta ad una comprensione empatica
Dr. Domenico Bumbaca - Psicologo Psicoterapeuta
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[#22]  
Dr. Armando De Vincentiis

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[#23]  
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro

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Le faccio anch'io i miei auguri per la risoluzione delle sue difficoltà.

Nel passato, potrebbe esserci stata una componente di tipo ansioso, che col tempo ha affrontato sempre più spesso cercando soluzioni nella sua mente, con grande sforzo, piuttosto che mettere in discussione il problema stesso e le idee su cui si fondava, che lo "creavano" in qualche modo.

Attualmente, sembra che lei abbia il bisogno di rappresentarsi in qualche modo la sua scuola/indirizzo di studi come dotata di sentimenti e opinioni nei suoi confronti ( "...Mi considererà sempre un suo elemento? Cosa devo fare per creare un legame stabile e indistruttibile? Devo dimostrargli qualcosa? ..."), e di considerare il vostro legame come il centro della sua vita.

Ora, lei sa che oggettivamente un ente culturale, un concetto, non ha un pensiero e dei sentimenti suoi propri, se non quelli che noi proiettiamo in esso.
Quindi, forse, la cosa più importante da chiedersi sarebbe come mai lei senta il bisogno di "animarlo".

E' come se lei in qualche modo "scegliesse" di investire le sue migliori energie nell'immaginazione, e poi si trovasse, periodicamente, a pagare il prezzo di tutto questo: problemi che non hanno una base nella realtà, ma solo nella sua mente, ed ai quali la sua mente non riesce a trovare una soluzione, intrappolandosi da sola.

Se vuole, ci tenga al corrente dei risultati, quando consulterà un professionista di persona.

Un caro saluto,
Dr.ssa Elisa Flavia Di Muro
www.psicologicamente.altervista.org

[#24] dopo  
Utente
Grazie per avermi prestato attenzione dottoressa, quando andrò a fare le sedute Vi farò sapere!

Cari saluti