Utente
Buongiorno,
Vi scrivo perché a gennaio mi son ritrovata per la prima volta a 32 anni a fare i conti con me stessa, dopo 12 anni con un ragazzo che mi ha lasciata perché ero in una situazione di stallo da due, mi son chiesta com'ero arrivata a quel punto. Ho fatto alcune sedute kinesiologiche, su consiglio di due amiche, che mi hanno aiutata a gestire l'ansia che avvertivo costantemente e a far emergere alcune cose, tra cui non aver mai messo me stessa al primo posto, non credere in me, essermi sempre fatta influenzare molto, a volte troppo, dalle aspettative degli altri, rimanendo concentrata su ciò che era giusto fare e non su quello che sentivo. Per due anni mi sono sentita incastrata tra il lavoro, “ereditato” da mio padre, la mia famiglia e le loro aspettative, e dall'altra parte il mio ragazzo, che per problemi di lavoro e opportunità si è trasferito in un'altra città, rendendomi partecipe della sua scelta, con la prospettiva che io lo raggiungessi. Dopo le sedute alcune cose sono migliorate ma vivo comunque in un incessante stato di inquietudine e di insoddisfazione, come se non sapessi come sono arrivata qui ed ora e non riuscissi a smuovermi, anzi le mie domande aumentano... il lavoro non mi soddisfa, conduco una vita in cui non mi sento stimolata e non trovo più l'entusiasmo per nulla e il tentativo di recuperare la relazione sembra avermi riportata al punto in cui ero prima; non so se sono innamorata, ma non riesco a parlargli onestamente, ad aprirmi ed esprimermi (cosa che è sempre stata problematica per me) per paura di ferirlo ancora, anche perché mi sento in colpa per i miei errori nei suoi confronti e responsabile se ci siamo lasciati. Continuo a chiedermi se è la persona giusta, se lo amo ancora, se il lavoro e addirittura l'università che ho scelto siano quelli giusti. Sento il bisogno profondo di cambiare perché non mi piaccio e non riesco ad accettarmi così! quando la kinesiologa mi ha fatto ripetere ad alta voce "vado bene così come sono oppure sono grata a me stessa per come sono" per me è stato un dramma! voce strozzata e lacrime. Nella mia mente continuo ad immaginare cosa vorrei davvero fare nella vita, cioè seguire la mia vera passione e potermi dedicare solo a quella, sfogando la mia creatività, ai viaggi che non ho mai fatto, a quelle esperienze che vedo come "prove di coraggio", che appunto vorrei mi aiutassero a ritrovarlo, insieme alla fiducia in me stessa, ma è come se rimanessero delle nuvolette in cielo irraggiungibili, come non potessero diventare realtà. Al di là dei Vostri consigli in merito, vorrei sapere che percorso sarebbe meglio seguire? Sono stata ad un consulto con una psicologa psicoterapeuta che mi ha spiegato che prima di intraprendere una terapia sono necessari 4/5 incontri preliminari. Al di là del fatto che non guardo con serenità ad un percorso così lungo, al momento non avrei neppure le possibilità economiche per affrontarlo, quindi vorrei avere un quadro delle possibili alternative.
Grazie

[#1]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile utente lasci perdere la Kinesiologica che, per l'ansia, non ha alcuna indicazione, il percorso migliore è quello psicoterapico. La questione dei 4-5 incontri preliminari (per me un po troppi) dipende dal tipo di orientamento e non è di tutti gli approcci, mentre la diagnosi-intervento (ossia cominciare a lavorare sul problema senza troppi preamboli e correggendo il tiro strada facendo) è tipica di molti approcci di stampo comportamentale e strategico
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr. Amleto Petrarca

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Gentile ragazza ,
in effetti se il suo problema è quello dell'ansia, l'approccio più utile è quello della psicoterapia. La Kinesiologia sicuramente non le permetterà di guarire.
In bocca al lupo
Dr. Amleto Petrarca
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[#3] dopo  
Utente
Vi ringrazio delle Vostre risposte.
Mi sono già resa conto di aver bisogno di un aiuto che vada oltre la kinesiologia, anche se la cosa inizialmente devo ammettere mi ha un po' spaventata, forse perché prima credevo di non averne bisogno...
L'aspetto che vorrei affrontare, oltre a lavorare sul controllo dell'ansia, è questo stato di perenne indecisione ed insoddisfazione... è come se volessi riprendere saldamente le redini la mia vita ma non ci riuscissi.
Vi ringrazio per avermi confermato che la psicoterapia è l'approccio più utile, ma non mi sono molto chiari i diversi tipi di approccio che riporta il Dott. De Vincentiis? Quale sarebbe più indicato a suo parere?

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

anche l'indecisione potrebbe essere un sintomo d'ansia...
Con la psicologa è riuscita a fare il punto della situazione?

Qui trova le informazioni che cerca:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

Per l'ansia sono preferibili terapie attive e focalizzate.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#5]  
Dr. Armando De Vincentiis

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[#6] dopo  
Utente
Egr. Dott.ssa Pileci,
direi di no, perché durante l'incontro con la psicologa ho parlato quasi completamente io, facendo il quadro della situazione; la dott.ssa mi ha posto alcune domande per chiarire alcuni aspetti, dopodiché alla fine dell'ora di colloquio mi ha spiegato il suo approccio, come ho riportato sopra, dicendomi che si tratterà di affrontare degli incontri preliminari in cui ci si sposterà dal passato, dall'infanzia, dal rapporto con i genitori, al qui ed ora, per conoscere bene la mia situazione, dopodiché si potrà pianificare una terapia.

[#7] dopo  
Utente
Grazie, la leggerò la guida il prima possibile.

[#8] dopo  
Utente
A seguito della lettura della guida credo di essere orientata verso questa tipologia "Qui e ora: l’approccio della Gestalt di Elton Kazanxhi", ma vorrei sapere se è una terapia che praticano tutti i professionisti o è una sorta di specializzazione?
Grazie

[#9]  
Dr. Armando De Vincentiis

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è necessario avere una specializzazione specifica.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#10]  
Dr.ssa Angela Pileci

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E' una specializzazione in psicoterapia della Gestalt.
Potrebbe contattare privatamente il Collega dott. Kazanxhi per avere indicazioni più specifiche e dettagli, se vuole.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#11] dopo  
Utente
Vi ringrazio
.
Nel frattempo mi sono resa conto di non essere più riuscita ad affrontare alcun confronto con il mio ex da ormai un paio di mesi.. non intendo nel senso della discussione, ma semplicemente dello scambio e della condivisione. Credo che lui lo faccia per "rispetto" sapendo quanto è difficile per me ma io nel frattempo non ho mai la forza e il coraggio di espormi, mi sembra di non avere neppure la capacità di esprimermi chiaramente... ho paura di sbagliare a parlare, che lui fraintenda e si arrabbi... Giusto oggi mi ha detto che è stanco di aspettare che io gli dica cosa voglio fare, i miei programmi su quando vederci,ecc anche perchè lui ora è in ferie ed avevamo parlato di andare al mare insieme xè io sarò in ferie la prossima settimana... Io vengo subito presa dall'ansia e non riesco a parlare.. se parlo scusandomi o dando spiegazioni, lui mi dice che è inutile... e io perdo la voce! Ora emerge in modo ancora più evidente come sia sempre stato un problema per me "espormi" quando si tratta di emozioni, decisioni importanti, problemi... Anche con i miei genitori ho sempre faticato a farlo. E' come se non riuscissi a condividere queste cose con le persone a me più vicine, e sembra quasi un controsenso... Non so se è la paura del loro giudizio o meglio di deludere le loro aspettative... So di per certo che ogni volta che ho solo pensato di dire a L. che probabilmente ho bisogno di un po' di tempo da sola per affrontare e risolvere i miei problemi l'ansia a iniziato ad attanagliarmi lo stomaco... per la paura della sofferenza che gli causerei, dopo tutto quello che è già successo per cui mi sento in colpa e della sua reazione... e così non trovo mai il coraggio di farlo! come di dirgli che non so ancora se lo amo ancora... perché in questo momento non ritrovo quell'emozione, quella passione, quella voglia di stare ogni momento insieme, ma non so se perché il sentimento è cambiato o semplicemente perché non sto bene con me stessa e non trovo più stimoli, anche al di fuori della relazione... per esempio sul lavoro...
In generale sono decisamente insoddisfatta e mi sembra di essere continuamente all'inseguimento dei miei "vorrei"... ma di non raggiungerli mai, frenata forse dal fatto di non credere in me, dalla mancanza di coraggio, dalla paura di far soffrire gli altri o di deluderli o cos'altro... non riesco a sentirmi libera... come posso "sbloccarmi"?

[#12]  
Dr.ssa Angela Pileci

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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Gentile Utente,

per sbloccarsi, un modo è seguire le prescrizioni comportamentali che un terapeuta può darLe.

Riguardo a quanto dice: "non so ancora se lo amo ancora... perché in questo momento non ritrovo quell'emozione, quella passione, quella voglia di stare ogni momento insieme, ma non so se perché il sentimento è cambiato o semplicemente perché non sto bene con me stessa..."

credo che questa potrebbe essere una forma d'ansia.

Certamente, ad impedirLe di esprimersi liberamente potrebbe essere l'ansia, insieme alle paure che Lei ha già ipotizzato (es del giudizio).

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica