Utente
Da alcuni anni ho una splendida amicizia con una ragazza. Io sono single e lei è ufficialmente fidanzata con un uomo molto più grande di lei, divorziato con un figlio. Per lui al primo posto c'è il lavoro, poi il figlio e poi, se proprio non ha di meglio da fare c'è lei. In pratica succede che passiamo moltissimo tempo insieme e che io faccio per lei le veci di una specie di fidanzato di scorta. A questo rapporto manca solo il sesso.
Negli ultimi mesi è capitato, in più di una occasione, che lei mi appoggia una mano sui pantaloni, in corrispondenza del pene, senza afferrare, aggregare o massaggiare, solo appoggiata.
Questa cosa mi fa impazzire perché ho una voglia matta di avere un rapporto con lei, ma ho anche una paura esagerata. Mi spiego. Ho fatto sesso per la prima volta a 19 anni. Quando ne avevo 24 ho avuto una ragazza per quasi un anno, con cui avevo rapporti regolarmente, poi più nulla fino a oggi. Non ho più avuto compagne e quindi zero sesso.
Con i miei genitali ho sempre avuto un rapporto difficile: vedo il mio pene molto corto (9,7 cm in erezione) e ho dei testicoli molto piccoli e allungati, direi cadenti, con molti peli bianchi da un po'. Se a questo aggiungiamo la poca pratica ecco che si spiegano le mie paure.
Lo psicologo da cui vado per gli attacchi di panico dice che dovrei parlare a lei dei miei sentimenti e delle mie paure. Mi aiuterebbe a sentirmi più leggero e rilassato nel caso di un eventuale rapporto.
Lei in effetti mi era stata molto vicina quando ho dovuto ricorrere alle cure per gli attacchi di panico. Ma in questo caso è diverso, non sono a mio agio a dirle certe cose. Non so come fare, ho paura che non mi accetti, ho paura di perderla.
In questo momento sto scappando, sto usando come scudo i miei genitori.
Nelle ultime volte che ci siamo visti l'ho sempre invitata a casa mia perché ero sicuro che la presenza dei miei genitori impedisse di fare sesso.
Ma non posso continuare così, non è quello che voglio. Ho paura di essere rifiutato vedendo i miei genitali, ho paura di non riuscire a mantenere l'erezione vista l' età e i farmaci per l'ansia, ho paura di perdere la donna e l'amica, ho paura che sia la mia ultima occasione e di giocarla male, ho paura della reazione di lui se sapesse del rapporto sessuale, ho paura che il fatto che i miei genitori ostacolano questa relazione mi possa condizionare negativamente.
Questa storia mi toglie la vita è il sonno. Prendo persino un farmaco per dormire, da qualche mese.

Che cosa devo fare?

[#1]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

Lei si è rivolto ad uno psicologo per gli attacchi di panico; si tratta di uno psicologo che è anche psicoterapeuta? Sta facendo una psicoterapia per curare gli attacchi di panico?

Ha parlato con il curante di queste paure? Sono tutte paure comprensibili, ma se non agisce per superarle, non potrà stare sereno nella relazione con questa donna, indipendentemente dalle intenzioni e dagli eventuali sviluppi.

Mi pare che Lei sia molto lucido e consapevole, ma deve eliminare tutto ciò che Le impedisce di superare le paure.
Approfitti del trattamento in corso.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Buongiorno,
mentre leggevo il titolo della sua richiesta di consulto, mi sono resa conto che entrava in conflitto con quanto invece scriveva.

Ha paura o spera?


Leggendola, mi sembra di capire che lei speri che questa donna abbia voglia di stare con lei.

É una sua amica, quindi l'ansia da prestazione, le paure per le misure, e la poca pratica, dovrebbero venire meno...
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#3] dopo  
Utente
Si, sono alcuni anni che faccio psicoterapia. Gli incontri e i farmaci (Xanax, Prozac, Tavor nell'ordine durante la giornata) mi hanno fatto avere ottimi risultati per gli attacchi di panico.
Lei sa sia degli incontri sia dei farmaci e mi è stata molto vicina nel periodo brutto. Per questo ora sto bene.
Ho parlato molto con il mio medico di questa relazione e delle paure legate al sesso. Lui mi dice che devo parlarne a lei, non avere paura di aprirmi con lei, che ha già dimostrato molta sensibilità.

Io però non ce la faccio. Parlarle degli attacchi di panico era diverso, era facile.

Io vi ho scritto per sapere se anche voi la pensate così o se possa esserci un'altra strada. Come faccio a dirle tutte le mie paure sul sesso? Mi sembra di essere tornato alle prime volte. Avevo una paura incredibile di farmi vedere nudo, per cui succedeva che fino a che avevo i boxer l'erezione era ottima, quando lei me li sfilava succedeva spesso che la perdevo perché mi concentravo sulle sue reazioni ed espressioni e non sul piacere per quello che stavamo facendo. Oggi credo che si presenterebbe lo stesso problema, con l'aggravante che forse l'erezione non sarebbe ottima neanche con i boxer. Ho letto che spesso gli psicofarmaci possono creare problemi di erezione. Poi ci sarebbe l'ansia incredibile che provo.
Non da ultimo ho il terrore che lui possa scoprirci e prendersela con me. Sono completamente incapace di difendermi.
Per fare capire racconto che qualche anno fa sono stato preso di mira dai bulli della scuola vicino a casa. Io avevo 39 anni e loro 16-17. Ci sono stati tre episodi che mi hanno lasciato il segno. La prima volta erano in tre e volevano il portafoglio. Io mi opponeva allora uno di loro mi ha dato un pugno nello stomaco. Io sono caduto subito a terra. Loro erano intorno a me per prendere il portafoglio e io me la sono fatta sotto davanti a tutti. Loro hanno preso i soldi e mi hanno buttato il portafoglio vuoto addosso. Nelle volte successive è venuto uno solo di loro, avevano capito che era più che sufficiente. Una volta ha preso il telefono e un'altra volta altri soldi e io le ho sempre prese da un ragazzino. Non ho mai denunciato il fatto perché mi vergognavo troppo per la mia incapacità.

Quando lei mi tiene la mano sui pantaloni sopra il pene, nella mia testa si affollano tutti questi pensieri, vado nel pallone, sono come paralizzato e incapace di reagire.

Il mio medico dice che dovremmo chiarire anche la natura del nostro rapporto, che è anche il problema con i miei genitori. Io vorrei fare un progetto serio con lei, ma lei continua a restare legata, in qualche modo a quell'uomo, anche per ragioni di convenienza perché la casa è sua. Io vivo con i miei e non potrei ospitarla e lei in Italia non ha nessuno. Io ho 47 anni e lei 30...anche questo mi spaventa un po'...ho paura di non capire tutte le necessità di una donna della sua età o di non riuscire a starle dietro. Questa estate lei faceva le immersioni e io so appena stare a galla. Faceva delle salite incredibili con la bici e io ho dovuto noleggiarne una elettrica per starle dietro. Ma io adoro stare con lei, farei qualsiasi cosa...

[#4]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

forse Lei si sta infilando in un'altra relazione "impossibile", nel senso che questa donna è molto giovane, diversa per cultura, desideri, progetti e ... già impegnata!!

Non è più semplice scegliere una donna che sia più vicina a Lei e con la quale Lei possa sentirsi più a suo agio?
Mi pare abbastanza ambivalente anche la natura della vostra relazione; che senso ha per Lei?

Quanto agli episodi che ha subito, moltissime persone non hanno il coraggio di denunciare, ma La invito a farlo nel Suo interesse e anche per tutelare altre future ed eventuali vittime.
Non deve essere Lei a vergognarsi, ma chi l'ha aggredita!

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#5] dopo  
Utente
Ha ragione che siamo diversi, ma insieme stiamo molto bene, malgrado le differenze e soprattutto è lei che mi cerca, non sono io che cerco di infilarmi nella relazione, ma è lei che mi ha tirato dentro e a me fa molto piacere!
Io la voglio, quando ho scritto il titolo del consulto non ho spiegato bene, ho grande desiderio di fare l'amore con lei, ma ho paura per i motivi che ho scritto.
Non so se la relazione sia impossibile, certo è particolare.
Lei scrive che sarebbe più facile sceglierne un'altra. Io non ne sono sicuro, sono tanti anni che la cerco, ma non sono riuscito a costruire niente di meglio del rapporto che ho ora. Mi rendo conto che molto dipende anche da me, dalle mie insicurezze, ansie, timori, dal fatto di vivere ancora con i miei, di avere imbarazzo per il mio fisico e insicurezza nei rapporti sessuali, ma molto dipende anche dalle persone che ho incontrato, che quasi mai avevano quelle caratteristiche morali e intellettuali che io apprezzo e la capacità di essere sensibili, dolci, compassionevoli.
Io non credo che sarebbe più facile cercare altro, pur ritenendo difficilissimo far funzionare questo. Io ho parlato tante volte con lei della sua relazione con l'altro uomo. Spesso mi ha dato l'idea che sia una relazione finita, che ogni tanto riprende vita perché entrambi ne trovano un interesse, ma solo momentaneo.
Credo che se io le proponessi un progetto serio di vita insieme potrebbe anche accettare e staccarsi definitivamente dall'altro. Io però, prima di fare questo passo, ho bisogno ancora di tempo per elaborare questa situazione con il mio medico. Ho paura che se le cose non andassero bene potrei annullare tutti i progressi fatti e tornare a stare molto male come prima.
Il motivo per cui ho scritto è che il mio medico mi sta mettendo di fronte alla necessità di parlare con lei delle mie paure e io vi scrivo per sapere se ci possano essere altre strade, altre vie, altri modi, perché questa idea mi fa paura.
Mi fa anche terrore l'idea di buttare via tutto e di cominciare da zero.
Sono cinque anni che vivo questa situazione. Qualche coccola e qualche bacino, da amici speciali, ma mai nulla a sfondo sessuale, anche se io avrei voluto. Adesso invece quella mano sui pantaloni sembra chiedere di più, qualcosa di troppo anche per gli amici speciali, qualcosa che ho spesso sognato e desiderato, ma che adesso mi fa paura. Ho paura di non riuscire ad avere tutto e di ritrovarmi con niente. Ma non riesco a parlarne a lei, come vorrebbe il mio medico. Cerco una via alternativa, solo per adesso, per sopravvivere, per aspettare che il coraggio arrivi...