Utente
SAlve a tutti,
sono un ragazzo di 28 anni circa, sono fidanzato da 5 anni con una ragazza che amo ma nonostante ciò, non siamo ancora riusciti a fare l'amore. La mancanza di spazi, l'assenza di tempo, il fatto che ci vediamo poche volte durante la settimana, influisce negativamente su tutto questo. Ci siamo e ci dedichiamo ad ampi preliminari soltanto che da un paio di anni a questa parte, la mia ansia che prima riuscivo in qualche modo a controllare, ha finito per prendere il sopravvento, e sono stato costretto a rivolgermi prima ad uno psichiatra poi ad una psicoterapeuta. Come cura prendo CONTROL 1 MG e ZOLOFT 50 mg al dì, anche se ultimamente il mio medico mi ha consigliato di aumentare ulteriormente il dosaggio a 100 mg di zoloft al dì. Soltanto che temo che i miei problemi riguardanti la sfera sessuale possano aumentare con un dosaggio più forte. La cosa che più mi preoccupa è però lo stato di totale astenia e totale apatia delle sfera sessuale, nel senso che non provo più alcuna eccitazione fisica, nè per la mia ragazza nè per il sesso in generale. Questa cosa mi sta facendo soffrire profondamente, mi sento in un corpo che non è il mio, mi sento con l'autostima ai minimi e tutto ciò è aggravato dal fatto che continuo a rumiginare su questa situazione per ora senza via di uscita. Lo psicoterapeuta ha consigliato sia me che alla mia ragazza di rivolgerci ad una sessuologa, ma lei ha declinato questo invito, al contrario di me che invece ero interessato in quanto avrei potuto risolvere i miei problemi.
Ora non so se i miei problemi della sfera fisica siano colpa degli effetti collaterali degli ansiolitici e antidepressivi, oppure siano conseguenza diretta ed immediata delle difficoltà incontrate in questi anni con la mia ragazza, con la quale non sono riuscito ancora ad avere un rapporto sessuale completo. Non appena proviamo la penetrazione o io mi blocco oppure lei sente dolore e da questa situazione non ne usciamo.
Volevo perciò un consiglio da Voi medici.
Grazie per l'attenzione e la disponibilità.
Cordiali saluti.

[#1]  
Dr.ssa Valentina Sciubba

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Gentile ragazzo,
anche gli psicoterapeuti che non abbiano seguito un corso ulteriore in sessuologia, possono curare i disturbi sessuali.

Esistono ad es. delle strategie ideate dagli approcci di terapia breve che vantano successi in tempi brevi.

E' probabile che sia necessario anche valutare se ci siano delle problematiche nella relazione che ostacolano la sfera sessuale.

Le consiglio perciò di cercare uno psicoterapeuta, sessuologo o meno, che sia in grado di proporle un percorso finalizzato alla soluzione del problema e che prenda in carico perciò sia la sfera relazionale che quella sessuale, in quanto spesso interferenti.
Cordiali saluti
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottoressa per la gentile risposta.
Il problema è che con il mio terapeuta abbiamo a lungo parlato di questo problema che mi affligge e che mi genera ansia e ci siamo detti tante cose, ma per un approccio più concreto al problema mi ha consigliato di rivolgermi ad una sessuologa assieme alla mia fidanzata anche perchè il peso maggiore di questa situazione ce l'ho io, in quanto comunque la mia ragazza ha gli stessi identici problemi, non riuscendo a vivere la sessualità con naturalezza, provando dolore al minimo accenno di penetrazione. Solo che non c'è concordia tra noi, io vorrei intraprendere questo percorso mentre lei no.
Una domanda: è possibile che questi sintomi che io provo, ossia apatia, astenia sessuale, mancanza di desiderio sessuale, scarsa concentrazione, difficoltà a prendere sonno, tachicardia e palpitazioni, siano da imputare a fattori organici e non psicologici (tipo patologie della tiroide oppure scompensi ormonali, ad es. prolattina o testosterone) ?
La ringrazio per la cordiale risposta.
Attendo un vostro commento.
Distinti saluti.

[#3]  
Dr.ssa Valentina Sciubba

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E' una domanda che molto più correttamente deve porre ad un medico. Certamente scompensi ormonali (anche la tiroide produce ormonali) producono sintomi ed effetti vari, anche antagonisti, a seconda degli ormoni.
Se il medico riterrà l'ipotesi valida le prescriverà delle analisi
Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
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[#4]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Utente,
Vanno scrupolosamente analizzati - si chiama diagnosi andrò-sessuologica- i seguenti punti:

Si blocca, quindi deficit erettivo?
Se si, quali cause? Etimologia paicogena? Mista?
Iper tono afrenergico?
Quale da cattivo apprendimento sessuale?
Altro?
Dolore sessuale, quindi dispaurenia?
Calo del desiderio, quindi assetto ormonale alterato?
Ansia?
Deflessione del tono dell’unore?
Nucleo fobico, quindi Das, disturbo da avversione sessuale che i farmaci hanno so sedato..
Caus eiatrogene?

Di tutti questi punti che ho citato troverà delle letture nel mio sito personale e blog, e nelle video interviste che le allego

https://m.youtube.com/channel/UCIsTQSmqbA4qdR-QHlxjSFw

Auguri per tutto, se ha dubbi scriva ancora
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#5]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

Lei riferisce di avere questa problematica sessuale, insieme alla Sua ragazza, da circa cinque anni.
Di solito problematiche come quelle che Lei descrive sono mantenute da entrambi nella coppia, nel senso che Lei perde l'erezione nel momento in cui la Sua ragazza dice di sentire dolore...
Chiaramente questa situazione non è divertente per nessuno e quindi non viene voglia di fare l'amore, non necessariamente i farmaci incidono (ma chieda conferma al medico!).

Tuttavia, vorrei farLa riflettere sull'atteggiamento della Sua ragazza: "Solo che non c'è concordia tra noi, io vorrei intraprendere questo percorso mentre lei no. "
Questo serve a mantenere in piedi il problema, che certamente non sparirà da solo, ignorandolo...!

Lei (che scrive) che cosa pensa dell'atteggiamento della Sua ragazza?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#6] dopo  
Utente
Egregie Dott.sse Randone e Pileci,
innanzitutto voglio ringraziarvi per le vostre risposte.
Per quanto riguarda le domande postemi dalla Dott.ssa Randone le scrivo immediatamente tutti i punti:
allora io mi blocco durante l'atto sessuale nel momento della penetrazione, visti i numerosi e purtroppo fallimentari tentativi. Oramai è come se scattasse in automatico nella mia mente un blocco che mi porta a pensare alla irreversibilità di tale situazione. Io sono un tipo ansioso e diciamo che non avendo avuto precedenti esperienze, ho tuttora un rapporto di ansia e preoccupazione relativo alla "prima volta" solo che dopo tali insuccessi oramai questa paura di è ingigantita a tal punto che io vivo oramai stressato. Ho subito una drastica perdita di entusiasmo, mi sento molto demotivato, la mia autostima come uomo è crollata e con essa anche i pensieri sessuali che praticamente sono pressocchè scomparsi. Talmente che sto in ansia che assumo, sotto prescrizione medica CONTROL 1 MG per 3 volte al dì e ZOLOFT 50 MG al dì, che ovviamente mi hanno comportato un ulteriore calo della libido, dando un vita ad un estenuante circolo vizioso. Ora devo risolvere assolutamente tale problema perchè i miei progetti di vita (un concorso che sarebbe il mio sogno) stanno svanendo perchè non mi sento più bene con me stesso, ho paura di tutto, non riesco a credere nelle mie potenzialità sia psicologiche che fisiche. Spero di essere stato esaustivo. Dott.ssa Pileci purtroppo la mia ragazza è contraria a rivolgersi ad una sessuologa in quanto lei imputa questi problemi sessuali all'inesperienza e alla situazione di stress e ansia che viviamo.
Vi ringrazio per l'attenzione. Attendo una vostra esaustiva risposta. Cordiali saluti Dottoresse.

[#7]  
Dr.ssa Valeria Randone

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“Vi ringrazio per l'attenzione. Attendo una vostra esaustiva risposta.”

La risposta esaustiva si chiama diagnosi, non fattibile online.

Le abbiamo offerto più livelli di interpretazione del suo disagio, ed ipotesi diagnostiche e terapeutiche.

Il secondo passo che dovrebbe fare è andare davvero in consultazione
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it