Utente
Egregi Dottori,
una settimana fa ho avuto un aborto spontaneo alla 7 settimana.
In soli 12 giorni ho saputo di
essere incinta e poi di dover abortire perché non si sentiva il battito
cardiaco. Era la mia 1a gravidanza.La bella notizia mi ha fatto sentire felicissima e fortunatissima perché arrivata senza attesa per poi finire così velocemente e malissimo.
Premetto che per motivi di lavoro mi trovo lontana da casa e di conseguenza dal mio medico di base.
vorrei sapere se è possibile avere qualche consiglio su come superare i continui sensi di colpa: se all'inizio avessi saputo e fossi stata più attenta magari non finiva così. I ginecologi all'ospedale mi hanno detto chiaro e tondo che non è colpa di nessuno,che può capitare ma io non riesco a mettermi il cuore in pace.
Grazie mille dell'attenzione!

Orsini Elena






















[#1]  
Attivo dal 2008 al 2011
Gentile utente, purtroppo a volte capita l'imprevedibile e proprio questa caratteristica dell'evento ci mette nella condizione di non essere in grado di affrontarne le conseguenze nella maniera più adeguata. Lei adesso è sola e certamente afflitta e nessuna parola gentile potrà tirarla su, se non temporaneamente. Per questo sono propensa ad invitarla a chiedere un supporto psicologico attraverso il quale riuscire a liberare tutta la carica emotiva negativa che sta accumulando e a gestirla nel modo migliore per tornare al più presto a sorridere e tentare una nuova gravidanza con la serenità che merita.

[#2]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile Utente
la perdita di una gravidanza è sempre un'evento estremamente spiacevole e in quanto tale non può che accompagnarsi a sentimenti negativi.
Quella della sofferenza purtroppo è l'unica strada che si può percorrere nel tragitto verso l'accettazione; sarebbe anomalo se così non fosse, è d'accordo?
Tuttavia questa fase non durerà in eterno visto che il nostro organismo lavora per salvaguardare la nostra salute e con il tempo renderà più facile la convivenza con questo ricordo.
Ora il fatto è recente e come tale ripropone in modo vivido i sensi di colpa di cui ha parlato; ma se si rende conto di non farcela da sola, o di fare troppa fatica nella gestione della sua vita quotidiana allora non esiti a consultare un collega della sua zona dal quale farsi aiutare.
Infine io non trascurerei la possibilità di contattare telefonicamente il suo medico di base per raccontargli l'accaduto, potrebbe aiutarla anche senza vederla personalmente.
Le faccio tanti auguri
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

[#3] dopo  
Utente
Gentilissima dott.ssa Magno e dott.ssa Sussarellu,
vi ringrazio di cuore per le vs. risposte.
Cordialmente,
e.orsini