Utente 285XXX
Salve a tutti,
mi trovo in un dilemma cui non riesco a trovare una via che quantomeno migliori la mia condizione.

Il contesto. Riflettendo sul mio passato fino ad oggi, al di la dei vari traumi che si sono susseguiti, ho trovato un filo 'nero' conduttore dove la maggior parte delle mie ansie e ossessioni hanno preso sia come oggetto di sfogo che come fonte di pensiero, cioe' il mio corpo. In particolare alcune delle sue parti mi creano forte insoddisfazione e soprattutto rabbia (in quanto sono parti che non possono essere migliorate), che non ho mai ritenuto essere 'alla pari' o 'migliori' di tutti gli uomini che hanno attraversato il mio sguardo comparativo fino ad ora; ad oggi queste parti sono la stazza, intesa come pienezza corporea, e il pene (sindrome dello spogliatoio). Ho sempre pensato che il mio corpo non mi rappresentasse o permettesse di essere quello che sento come 'il vero me'. Questa separazione interna ovviamente mi porta ad avere stati depressivi che da sempre combatto con la mia unica e sola arma mentale che mi sono costruito negli anni, cioe' la razionalizzazione. Ma purtroppo, dopo essere cresciuto ed aver incrementato la mia consapevolezza, oltre ad aver anche modificato quel poco di modificabile del mio corpo (sono fortemente dimagrito), mi trovo oggi in una situazione di stallo.

Ed ora il problema. Ho un partner da alcuni mesi, a cui mi sono affezionato moltissimo, credo anche piu... Purtroppo pero' lui rappresenta fisicamente un modello che scatena i sintomi depressivi della mia dismorfofobia, poiche mi trovo in costante e involontaria comparazione tra il mio corpo e il suo, appartenendo allo stesso genere. Prima di conoscerlo tenevo a bada questi sintomi, limitando la mia esposizione a contesti 'pericolosi' (quelli dove la probabilita di azionare un trigger negativo e' alta) ed affrontando la mia condizione solo se strettamente necessario. Oggi pero mi trovo in costante 'bombardamento emotivo' quando mi sono con lui, soprattutto in intimita'; il sesso non e' compromesso, ma subito dopo comincio ad avere i miei scompensi tipici.

Cosa sto facendo. Mi sono rivolto ad uno psicoterapeuta, perche ho l'impressione che questo mio problema e' solo la punta di un iceberg, sotto c'e' molto da capire, pur ricoprendo pero' il ruolo di causa del 90% dei sintomi che manifesto quotidianamente. Tutto questo lo faccio sia per me che per il mio partner, che perdero' nel caso non riuscissi a risolvere per tempo.

Volevo il parere di voi psicologi sulla questione, per capire se in letteratura c'e' qualcosa del genere, se le mie auto-diagnosi sono almeno in parte corrette, quale categoria di terapia puo essere piu efficace, se esiste una possibilita' di risoluzione, e tutto cio che ritenete sia interessante sapere sul caso.

Vi ringrazio per il vostro contributo in anticipo.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

rivolgendosi ad uno Psicoterapeuta ha fatto la scelta giusta, dato che la problematica è sicuramente curabile.

Man mano che vi conoscerete maggiormente
il Suo Psy saprà darLe risposte certe alle domande che Lei ci presenta.
Noi - on line - potremmo fare solo ipotesi e nessuna conferma dell'auto-diagnosi.

Tenga conto che utilizzare un doppio canale
. presenziale e
. on line
può creare inutile confusione in un percorso psicologico.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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