Utente
Vorrei un aiuto per comprendere il motivo per cui la mia fidanzata reagisce in questo modo e qualche consiglio utile su come aiutarla quando ciò si verifica. Siamo persone adulte e mature io ho 30 anni e lei 24. Ci sposeremo nel 2020. La nostra relazione va bene, ma c'è solo questo problema che non riesco a spiegarmi e nemmeno lei ci riesce, dice solo di non ascoltare ciò che dice quando si trova in quello stato.
È una persona molto dolce e seria, io sono di carattere molto calmo e "poco combattivo" cerco sempre il dialogo e di starle vicino e di parlarci per tentare di capire cosa succede. Lei si chiude in se stessa e non vuole parlare. Non succede quasi mai per causa mia, ma sempre per motivi esterni (cambio di turno sul suo lavoro, un litigio con suo fratello, un richiamo da parte del suo capo ecc.). Ma il problema non è solo che si chiude. Inizia a prendersela con la nostra relazione, cambia lo status su facebook e imposta "single". La situazione di solito dura 2 o 3 giorni, poi torna normale e si scusa per tutto ciò che ha fatto. Purtroppo è sempre difficile per me capire cosa è successo perché il dialogo diventa impossibile quando è in quello stato. La settimana scorsa mi ha bloccato su fb e su whats up per poi risbloccarmi quando gli è tornata la calma. La causa di ciò fu una cosa molto banale: stavamo parlando al telefono per stabilire l'ora in cui dovevo passare a prenderla al lavoro e le ho detto che avrei chiamato il mio capo prima e lei rispose "ok ciao" e ho chiuso la chiamata per chiamare il capo. Quando l'ho richiamata era silenziosa e non parlava, faceva il solito verso "mmmmmhhhhhh". Alla fine mi ha chiuso il telefono in faccia. Sono riuscito dopo vari tentativi ad ottenere finalmente una risposta e mi ha detto che "l'ho lasciata". Ovviamente le ho risposto dicendo "ho solo chiamato il capo" ma lei ha insistito sul fatto che aver chiuso il telefono è un segno che la voglio mollare. Dopo averla "implorata" di non rovinare la serata per un' errata interpretazione di quello che è successo mi ha bloccato su fb e su whats up, ha cambiato lo status su fb impostando "single" (la cosa mi fa soffrire molto perché tutti vedono che c'è un litigio in corso). Di solito accade per motivi esterni a noi, ma questa volta è un motivo interno. La reazione è sempre la stessa, mi blocca, non parla, dice "non sei il mio fidanzato", cambia lo status, anche se il motivo è esterno. Quando accade ciò non la riconosco, sembra una sconosciuta e mi tratta come uno sconosciuto. La situazione mi fa soffrire molto, per fortuna dura poco tempo, poi torna normale, dolce e serena come sempre, la ragazza che ho sempre amato. Visto che l'anno prossimo ci sposermo vorrei dei consigli so come comportarmi quando ciò accade e soprattutto come aiutarla. E vorrei anche un parere sul motivo per cui quando è in quello stato attacca la nostra relazione anche se la causa è esterna a noi. Inoltre vorrei sapere se il fatto di essere sempre buono puo essere un problema

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

28% attività
20% attualità
16% socialità
CIAMPINO (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2017
Gentile utente, senza dubbio quello che lei chiama "essere troppo buono" è un problema, se lei con questa "bontà" priva di senso critico e di reale empatia ignora i comportamenti che descrive. Questi stati d'animo della sua ragazza, le sue reazioni, non sono per nulla da "persone adulte e mature" che vanno verso il matrimonio e la creazione di una famiglia.
A me sembra che sarebbe opportuna la consultazione di uno specialista. Auguri, e ci faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Dottoressa grazie per la sua risposta. In effetti mi stavo chiedendo da parecchio tempo se la mia "eccessiva bontà" fosse un problema perché finisco sempre nella condizione di "subire". Giustamente certi atteggiamenti non sono da persona matura ma il punto è che lei è sempre matura e seria, ma cambia completamente quando subentra questa rabbia (non so se definirla rabbia o in altro modo, non so dire cosa sia). Quando passa si scusa in modo molto maturo. Lei stessa mi dice di non ascoltarla quando e in quello "stato" perché vede la realtà in modo diverso, lei stessa mi dice che vede la realtà in modo diverso e ha pronunciato proprio questa frase: "Sei la persona più important della mia vita, ma in quello stato ti vedo come il mio peggior nemico. Scusa". Il problema si verificava anche durante l'adolescenza con i suoi familiari, si arrabbiava, si chiudeva nella stanza e non parlava per 2 o 3 giorni e non mangiava neanche. Penso che il non aver affrontato il problema in passato ora si sia ingigantito.
Secondo lei è il caso di fare il duro quando è in quello stato e farle sentire la mia mancanza (invece di implorarla di calmarsi)? Io ho paura di sembrare "duro" in quei momenti per paura di perderla

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

28% attività
20% attualità
16% socialità
CIAMPINO (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2017
Gentile utente, lei continua a sottovalutare un problema che appare di pertinenza specialistica. Né lei né altri che non siano psicologi o psichiatri potete affrontare la diagnosi e le ulteriori decisioni in merito al problema che ci descrive.
Ancora auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4] dopo  
Utente
Dottoressa grazie per la sua risposta. Le scrivo in ritardo per diversi motivi. Sono perfettamente consapevole che la cosa non è di mia competenza e non ho intenzione alcuna di sostituirmi a gente competente. Ho pensato di consigliare alla mia fidanzata di farsi seguire ma, conoscendola, so di non poter dire la cosa all'improvviso. La cosa la farebbe allarmare e finire di nuovo in quello stato. Deve arrivarci gradualmente e sentire in sé la necessità di farsi guidare altrimenti non lo farà mai.
Questi ultimi tempi la situazione è migliorata molto. Si è arrabbiata solo venerdì per un altro futile motivo (questa volta interno alla coppia) e come al solito ha cambiato lo status su facebook ma non mi ha bloccato. Ha affrontato la discussione in chat e poi telefonicamente. Come al solito ha detto che era il caso di interrompere questo fidanzamento. Questa volta ho fatto il duro. E di questo vorrei ringraziare lei dottoressa perché mi sono attenuto a quello che lei mi ha detto nella sua risposta sulla mia eccessiva bontà. Ho detto a me stesso che mi sono rotto di passare intere serate a cercare di ricontattarla e piangere senza prendere sonno così ho reagito diversamente e ho fatto il duro/menegreghista. Alla sua richiesta di troncare le ho detto "questa è decisione tua, non ti serve il mio permesso. Se mi vuoi lasciare puoi farlo! Sulla rottura potrai dire agli altri tutto quello che vuoi. Puoi dire che ti tratto male, che sono un bast che non ti ama, dì tutto quello che ti pare. Hai deciso cosa vuoi fare? Allora fallo. Hai tanti corteggiatori che continuano a scriverti nonostante tu sia fidanzata ufficialemente e vicina al matrimonio ai quali continui anche a rispondere ai messaggi. Non sarà difficile per te trovartene un altro. Ora mi raccomando bloccami cosi non corri il rischio che ti veda online mentre chatti con loro ". Lei mi ha detto "Non contattarmi mai più" e ha chiuso il telefono. Alla fine della chiamata le ho scritto "sono io che ti chiedo di non contattarmi più. Buona notte e buona fortuna con il prossimo!" e ho spento il telefono rendendomi completamente irreperibile fino al giorno dopo. Il giorno dopo appena sveglio ho trovato il suo messaggio di scuse. Era spavenatata, aveva paura di perdermi, appena le ho risposto mi ha chiamato piangendo dicendomi "amore non mi lasciare. Stai con me per sempre". Sembra che l'essere duro e deciso la faccia tornare in sé prima del solito. Le ho detto che non l'avrei lasciata ma solo che il suo comportamento è esagerato a voler rompere ogni volta e così ho minacciato di farlo io, ma sono stato chiaro nel dirle che non la lascio. Tutto ok dopo questo evento. Non so se questa di fare il duro sia la giusta strategia. Dottoressa io mi rendo conto che lei ha bisogno di un aiuto professionale ma è una persona adulta e non posso portarcela io. E non posso neanche dirglielo apertamente e all improvviso che ne ha bisogno. L'unica cosa che posso fare è conformare la mia condotta in modo da saperla "affrontare" nel modo giusto quando fa così. Ho provato a scrivere i suoi comportamenti su google per cercare di capire cosa sia questa cosa ma ho trovato di tutto. Non le chiedo una diagnosi ma solo un consiglio sulla mia condotta quando ciò accade. Questa linea dura secondo lei è adeguata? Potrei essere più autoritario anche le volte successive magari sviluppando maggiormente il senso critico in modo da aggiungere di volta in volta qualcosa in piu alle mie cririche fino a condurla al fatto che forse ci vuole un aiuto professionale? Di fatto lei è consapevole di avere questa cosa ma non ritiene di doversi rivolgere a qualcuno. Per questo ho pensato che pottri portarla alla consapevolezza che ne ha bisogno proprio sviluppando un senso critico maggiore e magari in futuro (se per esempio lei dottoressa riuscisse a dare un nome a questa cosa) potrei fare una ricerca su google davanti alla mia ragazza e dire "amore vedi è la stessa cosa. Forse è il caso che anche noi facciamo qualcosa così puoi gestire meglio la cosa quando metteremo su famiglia". Ecco vorrei dei consigli soprattutto su cosa dovrei evitare. La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.
Distinti saluti

[#5]  
Dr.ssa Anna Potenza

28% attività
20% attualità
16% socialità
CIAMPINO (RM)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2017
..."se per esempio lei dottoressa riuscisse a dare un nome a questa cosa"...
Stiamo parlando di un comportamento che potrebbe avere un nome preciso, che non è assolutamente il caso di citare on-line, meno che mai a proposito di fatti riferiti.
Qualunque suo tentativo di relazionarsi con la situazione che descrive dovrebbe passare, le ripeto, dalla consultazione di uno specialista. La ragazza non vuole accedere a questa soluzione e questo fa parte delle difficoltà usuali di casi come il suo; ma lei stesso come mai non consulta uno specialista di presenza? E' convinto che otterrà on-line una ricetta da applicare? O davvero pensa che riuscirà ad affrontare una vita matrimoniale, con figli, nel continuo rischio di questi scoppi d'ira?
Ogni tanto, specie di fronte a comportamenti problematici e con il proposito di fondare una famiglia, persone adulte e mature è opportuno esserlo davvero, fino in fondo. Con questa prospettiva, la proposta di una terapia di coppia potrebbe risolvere il problema.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it