Utente 358XXX
Ho un problema chè mi porto avanti da anni ma non riesco a risolverlo, sono cresciuto con due donne chè mi hanno trattato male, mia madre è mia sorella è ho una passione repressa per il travestitismo, ma il problema più grave è questa mia misoginia chè non capisco da cosa può essere dovuta, sè al rapporto con le mie donne ho il mia voglia di fare quello chè fanno le donne, tipo vestirmi come loro truccarmi ho indossare le loro scarpe.
Sono diventato misogino, per esempio non sopporto vedere famiglie dove le donne prevalgono numericamente, ho cose come vedere donne chè nelle sfide battono i maschi.
Non capisco da cosa è dovuta la mia misoginia, sto impazzendo non c'è l'ha faccio più, vado dallo psicologo prendo farmaci segnati dallo psichiatra ma niente da fare.
Aiutatemi per favore .

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Dr.ssa Paola Dei

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Gentile
Intanto grazie per il suo post nel quale fornisce già una risposta al suo quesito quando ci parla delle sua percezione di negative esperienze personali con le donne della famiglia. É stato coraggioso ad aver espresso le sue sensazioni senza timore e con il desiderio di trovare delle risposte. Ma questa è solo una parte della sua storia alla quale mancano altri importanti elementi. Le donne della sua famiglia quanto hanno avuto una vita felice? E come é stato o sono stati gli uomini della famiglia con queste donne? Non ci parla di queste importanti variabili che vanno certo indagate meglio così come va indagato meglio quanto le sue esperienze siano state traumatiche per lei e in che modo? Ne parli con il o la collega che la sta seguendo e chieda di aiutarla ad indagare in maniera più approfondita sia la sua sessualità che la sua ansia. I sintomi che lei riferisce possono essere ascrivibili a più forme di disturbo. È importante conoscere bene la sua storia personale e avere una diagnosi esatta per definire un quadro clinico sul quale intervenire in maniera efficace con una terapia personalizzata. I sintomi sono importantissimi ma lo é altrettanto la sua storia attraverso la quale potrà trovare la chiave che le permetterà di aprire la porta con le risposte giuste per lei. La sua storia ancora non è completa.
Non dimentichi che questo è importantissimo perché i vissuti che prova hanno già delle ripercussioni pesanti sulla sua quotidianità e se non li elabora possono condizionare la sua vita futura, le sue relazioni e anche la costruzione della sua identità.
Non abbia timore a chiedere a chi la sta seguendo come intendono procedere e a chiedere loro l’aiuto con la stessa convinzione con cui lo ha chiesto a noi.
Ci faccia sapere e molti auguri
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

[#2] dopo  
Utente 358XXX

Buongiorno, mia madre in quanto figlia femmina era poco considerata dai genitori, dove la loro mentalità era chè figli maschi sono superiori, i maschi della famiglia hanno sempre rispettato le nostre donne, mia sorella non pensó chè abbia vissuto male la sua vita, ma è sempre stata una persona difficile e mi ha sempre trattato nel modo sbagliato con me, ragazzo Asperger fragile è indifeso, chè con mia sorella non ero mai libero di niente è mi metteva sempre i piedi in testa è ogni tanto mi faceva passare i guai con i miei, a dir la verità anchè i maschi della mia famiglia si sono comportati male con mè ma non só perché sono misogino e me l'ha prendo sempre con le donne, può essere chè sono misogino dalla nascita?

[#3]  
Dr.ssa Paola Dei

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Mi perdoni se le rispondo in ritardo ma sperò comunque di poterle essere utile.
Sa che anche Einstein con le donne aveva un rapporto conflittuale. La sua amica Anna Schmid riveló al mondo che al grande scienziato "...piacevano le avventure amorose" 'ma disprezzava l' intelligenza e il carattere dell' altro sesso. Albert Einstein considerava le donne intellettualmente inferiori. Chissà se realmente é stato così o se questa é soltanto una leggenda metropolitana. Ció che é certo é che non deve contrapporsi a ciò che prova e non cercare troppi perché. Puó essere che sua madre durante l’attesa non sia stata particolarmente felice e che suo padre non sia stato con lei molto accudente, ma questo ormai riguarda loro. Quello che é importante adesso non é questo per llei, quanto il trovare un modo per stare meglio.
La vera ragione, come insegna la psicologia, si nutre di qualcosa di molto più grande dei giudizi e diei perché. Si nutre di contemplazione o osservazione della realtà.
Contempli e osservi i suoi vissuti, li ascolti e di volta in volta ne parli con il /la suo Psicoterapeuta senza cercare da solo risposte che non le servono. Vedrà che i risultati non tarderanno ad arrivare, tanto più che la sua intelligenza, é sicuramente alta.
Spesso questi momenti di confusione e incertezza sono germogli che preparano la strada a rapporti più semplici. Non bisogna contrapporsi a questi vissuti ma accoglierli senza volersi conformare per forza a norme e stereotipi. Questi momenti di incertezza, queste confusioni sono ombre che l’accompagnano e senza le quali non potrebbe riconoscere la luce.
Le auguro un buon percorso e ci faccia sapere
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)