Utente 560XXX
Gentili professionisti,
sono una donna di 52 anni, divorziata, con un figlio di 31 anni. Dopo la separazione (avvenuta 20 fa) ho tenuto legato al cordone ombelicale mio figlio fino a qualche anno fa. Lo coccolavo (anche lui gradiva) come fosse ancora un bimbo. Abbiamo vissuto in simbiosi per tanto tempo. Lui e’ sempre stato perfetto (forse troppo) Diligente, sensibile, studente zelante (oggi e’ un ingegnere) Non mi ha mai dato problemi di nessun tipo. Anche molto protettivo nei miei confronti. Non ha avuto la crisi adolescenziale. 7 anni fa, ha conosciuto una ragazza, per la prima volta me l ha presentata. Una persona meravigliosa (la figlia che non ho mai avuto) abbiamo legato subito. Dopo 5 anni di frequentazione hanno deciso di sposarsi. Un anno prima del matrimonio, lui e’ cambiato nei miei confronti: aggressivo, ostile, mi sembrava di avere accanto un altro figlio. Non sapendo come comportarmi, ho chiesto a mia nuora delle delucidazioni.. . lei ha confessato che mio figlio da un anno andava da una psicologa. Non riusciva a crescere, a staccare il cordone ombelicale, dire di no qualche volta a un familiare. Sono trascorsi ormai 3 anni, lui continua ad essere aggressivo nei miei confronti, evita ogni contatto, non mi telefona mai. Quando gli chiedo delucidazioni riguardo il suo comportamento, inveisce contro, minacciando di bloccare il mio numero di telefono. Non e’ presente neanche quando sto male. Io non lo chiamò per evitare scontri. Ho perso mio figlio. Penso che il percorso fatto con la psicologa l abbia danneggiato. Cosa posso fare per recuperare?
in attesa di una vostra risposta, cordiali saluti

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile Signora,

sembra che Suo figlio stia "recuperando" la fase adolescenziale del distanziamento dalle figure genitoriali, quella che finora non ha mai attraversato.

Dico "sembra" perchè non è possibile sapere il percorso che sta facendo con la sua Psicologa,
a cui si sarà rivolto però perchè qualcosa nella sua vita non andava...

Comprendo la fatica che Lei fa,
ma - se riesce - lo consideri come un passo evolutivo che permetterà a Suo figlio di diventare affettivamente adulto;
età in cui si "ri-torna" dai genitori non più perchè un cordone ombelicale obbliga a farlo,
bensì perchè essi vengono ri-scelti.

E' impossibile tornare indietro,
far sì che le persone (Suo figlio, Lei stessa ...) tornino quelle che erano prima,
ma se si ha coraggio si attende un "nuovo" domani,
un nuovo tipo di rapporto
meno simbiotico e più maturo.

Se può non lo tampini e non cerchi di farlo sentire in colpa,
potrebbe risultare gravemente controproducente per la Vostra relazione.

Dimenticavo:
consideri che buona parte dei genitori ha attraversato questa fase,
frequentemente prima dei 25 anni del figlio/a però.
Per Lei può risultare più pesante a causa dell'elevato investimento affettivo che ha posto in questa relazione e che ora non ha più riscontro.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea. www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente 560XXX

Gentile Dottssa,
e’ giusto che mio figlio cresca.Non comprendo il suo silenzio,non sente il desiderio di telefonare e vedermi,me l ha detto in modo esplicito.Quando mi invia dei messaggi,mi offende( sembra un ragazzo cresciuto in,strada)E’ come cercasse la lite,nonostante io stia al mio posto ,lui continua ad essere aggressivo.
Distinti saluti

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Noi da questa postazione non possiamo conoscere i motivi della "aggressività" del figlio,
sembra quasi di percepire in lui un risentimento, dalla descrizione che Lei ne dà.
Ma in ogni caso sono situazioni che possono non risolversi a breve.

Se Lei soffre troppo,
se non se ne fa una ragione,
se non riesce a darsi un po' di pace,
anche Lei si faccia aiutare attraverso alcune sedute.

Saluti cari.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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