Utente 825XXX
Mi chiamo Ivana, ho 42 anni e l'anno scorso mi è capitato qualcosa di veramente incredibile. Mentre mi trovavo a lavoro (faccio la cassiera in una pizzeria), e ridevo con il titolare e i colleghi ho avuto un forte crampo al basso ventre ed un impellente bisogno di svuotare l'intestino. Uscita dal bagno mi sono sentita molto debole e tutti hanno notato il mio viso pallido. Era agosto e faceva caldo e improvvisamente non mi sono sentita più le gambe e mi sono accasciata a terra. Mentre venivo soccorsa dallo staff gridavo per il terribile dolore che sentivo alle gambe. Sembrava che tanti spilli mi stessero pungendo. Ad un tratto le gambe sono diventate di legno e non riuscivo più a muoverle.. . . paralizzate completamente. Dopo meno di un minuto le mani e le braccia sono diventate come le gambe. Hanno chiamato l'ambulanza. Ma mentre aspettavo anche la bocca si è storta sul lato sinistro e non riuscivo più a respirare bene. I miei colleghi ed anche io, onestamente, abbiamo pensato a un ictus. Anche lo sguardo del medico dell'ambulanza, dopo aver misurato la saturazione dell'ossigeno e la pressione sembrava pensare quello (così mi è sembrato). La saturazione era molto bassa ma non ricordo i valori, la pressione era 74 di massima e 32 di minima. Mi hanno chiesto di provare a respirare profondamente e mi hanno iniettato in vena un miorilassante e trasportato in ospedale. Dopo quasi due ore tutto era tornato apposto tranne le gambe. Il medico mi ha visitata e dopo aver visto elettrocardiogramma, prelievi, ha comunicato la sua diagnosi: attacco di panico. Si consiglia visita psichiatrica e terapia ansiolitica. Ero incredula, ma sta scherzando? Lui freddamente mi ha detto: NO, E SI PREPARI, PERCHÉ CE NE SARANNO DEGLI ALTRI. Scusi se mi sono dilungata, ma ancora a distanza di un anno non ci credo. Ho vissuto tanto tempo con il terrore, di uscire da sola, con i miei figli, in macchina, a correre da sola i miei 10 km giornalieri.. . non mi è più successo. Soffro ancora di piccole paralisi momentanee e dolori lombari mentre cammino, ma credo che forse, si debba pensare più ad una visita neurologica, per escludere magari un'ernia del disco. Se andassi ora da uno psichiatra, potrebbe, con gli ansiolitici e i calmanti, nascondere i dolori di un' ernia del disco? Lei che ne pensa? Trovo assurda la diagnosi. Il mio medico di famiglia dice che una paralisi totale dovuta da un attacco di panico non l'aveva mai sentita. Grazie.

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Ivana,

con i limiti di un consulto a distanza...

La visita neurologica la farei, anche per avere certezza che stiamo parlando di una determinata cosa e non di un'altra.

In realtà, durante un attacco di panico (ma anche più semplicemente durante una crisi d'ansia), poichè il sangue è proprio diretto verso gli arti in quanto il corpo ha una reazione pronta per attaccare o fuggire, le gambe diventano più dure e spesso i pazienti possono descrivere anche tremori molto intensi che non riescono a contenere nè a comprendere, così come una sorta di paralisi data proprio dall'ansia e dalla paura. Notoriamente, infatti, la paura paralizza.

Forse Lei in quel momento ha provato paura proprio perchè non riusciva a capire che cosa stava accadendo (il tutto è accaduto in modo apparentemente inspiegabile mentre Lei era serena e sorridente al lavoro!!).

Una volta sentito il neurologo, non escluderei di sentire lo psichiatra o lo psicologo psicoterapeuta.

Soffrire di un disturbo d'ansia o di attacchi di panico non è un segno di follia, se questo è il Suo timore, il medico del PS Le ha dato chiare indicazioni su cosa fare. Lo psichiatra si occupa specificamente anche di tali patologie.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 825XXX

Grazie per la sua risposta celere. In verità è difficile per me accettare non tanto di soffrire di problemi di panico, quanto, più che altro, di avere qualcosa sulla quale, apparentemente, non posso avere il controllo. Ho sofferto di ansia nell'adolescenza ma l'ansia la senti, la riconosci e impari a gestirti. L'attacco di panico, come mi ha detto il medico del p.s è chiamato FULMINE A CIEL SERENO. Questo spaventa. Vorrei però, giustamente, escludere altre cose prima. Da potermi così dedicare al problema degli attacchi di panico. Posso comunque sapere cosa sarebbe potuto succedere se fossi stata sola? Me lo chiedo ancora oggi. Grazie

[#3]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Ivana,
La sua domanda è tipica di chi rimugina sugli eventi. É stata soccorsa dai suoi colleghi e questo è ciò che conta davvero.
Di solito chi è ansioso mette anche in atto tutta una serie di condotte precauzionali proprio per evitare di poter star male.
Ma è proprio di questo che lei deve liberarsi.
Faccia gli accertamenti e poi mi aggiorni se vuole.

Cordiali saluti
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4] dopo  
Utente 825XXX

La sua risposta è stata molto diplomatica. Ho già fatto questa domanda ad un mio amico medico che mi segue per l'asma da reflusso e lui è stato più onesto, nel mettermi in guardia, perché conoscendomi, sa benissimo, che non credo al santo, fino a che non vedo il miracolo. Nonostante la paura iniziale, ora ho ripreso la mia vita in mano ed esco da sola, guido, spesso mi stresso, facendo mille cose in un giorno. Gli altri si preoccupano per me, io no. Solo che non voglio sentirmi dire che, se ho mal di testa, il ciclo doloroso, il torpore alle gambe mentre cammino, mal di testa o qualunque altra cosa, debba per forza trattarsi di un campanello d'allarme di un attacco di panico. Lavoro molte ore in piedi, soffro molto alla schiena e se ho il dubbio di avere un'ernia del disco, non credo debba continuamente spiegare che sto bene e non sono stressata. Per me, anche se ne parlo ancora, resta un caso isolato. Ho fatto l'impegnativa. Speriamo di non dover aspettare troppo per una vista neurologica. Le farò sapere. Grazie ancora.