Utente 562XXX
Buongiorno,
Sono una ragazza di 24 con un rapporto padre-figlia conflittuale.
Ricordo che già alle medie venivo criticata per non essere abbastanza con tanto di confronti volti a sminuirmi. Le critiche erano rivolte specialmente ai voti scolastici (prendevo 9? La mia compagna di classe che aveva preso 10 mi aveva bagnato il naso) e ai fianchi larghi. Da quattro anni a questa parte, con la morte di suo padre e con la rottura del mio rapporto con sua nipote dovuta a comportamenti scorretti della stessa, la situazione si è intensificata. Litighiamo quasi ogni sera, quello che dico non è mai corretto, pur avendo una media quasi del 29 sono una fannullona che non fa nulla, passo tutte le giornate sui libri e non ho svaghi ma ancora non va bene perché dovrei anche lavorare, giusto ieri mi ha fatto notare che dovrei darmi da fare perché ho la cellulite (cosa che noto anche io, ma ho comunque un fisico sano, sto attenta a ciò che mangio e faccio sport due volte a settimana) e che sono stupida e ignorante. Io purtroppo ho un’autostima molto bassa e alla lunga finisco quasi per credere che sia così e mi demoralizzo perché se la persona che dovrebbe volermi più bene al mondo mi vede in questo modo probabilmente per le persone con cui mi trovo a rapportarmi valgo meno di zero. Questo, insieme alla delusione che mi ha dato sua nipote, mi ha portata a chiudermi in me stessa e a non avere amici. Sia io che mia madre abbiamo provato a fargli capire quanto mi fa stare male ma lui nega tutto, dice che sono sciocchezze e se la prende con lei perché a suo dire mi difende sempre. Se mi vede piangere a causa delle sue parole rimane impassibile e continua a farsi i fatti suoi, se cerco un confronto scarica la colpa su di me dicendo che è molto deluso dai miei comportamenti e che ha perso la pazienza. Alla lunga questa situazione mi sta distruggendo. Credo che sia il suo modo per punirmi per non volere bene ai suoi parenti quando gliene voglio a quelli materni, ma il bene non è una cosa che si controlla. A sua madre ho sempre voluto bene, suo padre mi era indifferente perché è sempre stato un nonno assente e anaffettivo, mentre sua nipote è stata la mia migliore amica fino a cinque anni fa, ma in tutti quegli anni ha sempre cercato di prevalere su di me, di allontanare i miei amici parlando male alle mie spalle ed infine ha appoggiato le opinioni negative che il suo ex aveva su di me venendomelo a dire e cercando scuse per non vedermi più. Mio padre sa tutto, ma la scusa e la appoggia in tutto e per tutto, anche nelle scelte più insensate, usando chiaramente due pesi e due misure nel modo in cui giudica me e lei.
Non sono ancora economicamente indipendente, quindi non posso andarmene da casa per vederlo meno spesso, come posso comportarmi?

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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo

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Quando suo padre la critica e/o la rimprovera, suo padre sta parlando di lui e non di lei (di te). Che vuol dire? Ti vede in un modo e ti giudica MA È ESCLUSIVAMENTE IL SUO MODO DI VEDERTI che NON CORRISPONDE ALLA REALTÀ.
Alcuni studi sul criticismo genitoriale hanno correlato questa frequente pratica all’autocriticismo di chi lo subisce. L’autocriticismo si accompagna a senso di scarsa autoefficacia e sintomi di ansia e depressione.
Forse una consulenza presso una collega psicoterapeuta nel consultorio di zona le tornerebbe utile.
E intanto accanto allo studio si cerchi un lavoro che le consenta di pagarsi l’affitto anche di un bilocale e,scappando via da tanto caos criticista, vada a divertirsi e invitare a casa nuovi amici il sabato sera per rilassarsi...
Aspettiamo che arrivi un buon lavoro e qualche risparmio e poi via da lì che bene non le fa

Un caro saluto
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. PsyD. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.