Utente 567XXX
L'anno scorso mio marito ha perso la testa pe runa collega nonché vecchia amica. Le scriveva frasi d'amore che a me non ha mai detto lui sempre razionale e metodico, ho scoperto un marito completamente diverso. Abbiamo deciso di restare insieme, si erano scambiati solo un bacio, non sono stati a letto insieme. Era un periodo molto complicato per noi e lui ha scelto di tradirmi. Io ho compreso anche i miei errori, e ho scelto di perdonare. Sono anche in terapia ma la fiducia non torna. È passato un anno e più ormai, e io sono ancora qui. Con il fatto che lavorano ancora insieme, io vivo nell'insicurezza. Soprattutto xke lui non si apre mai con me. Dice che io non mi fido di lui, ma non capisce che per me è difficile e molto. Ora vedo le cose da un'altra prospettiva, ma a volte litighiamo molto e lui minaccia anche di andar via, perché non ce la fa più, perché dice di non stare a fare hulla di male, ma io penso sempre al passato. Ora, io so à golte di esagerare, ma ho paura e non so se passera mai. Ci sono giorni in cui sto bene e sicura di me, e altri in cui ho la chiarissima sensazione che a volte si sentano ancora, e che le cose che le ha scritto siano vere. C'è da dire anche ch río avendo il numero di lei à volte controllo se lei è online qnd c'è lui e se capita, apriti cielo. Mi capita di trovare delle foto a delle poesie che fa lui sul suo cellulare che parlano di amori rinnegati o rimpiazzati, e penso che le abbia mandate a lei. Ma non ne ho la certezza. Ed è capitato solo una volta, qst sabato. Io davvero non so che fare. Lui mi giura che non hanno più contatti extra, e che vuole vivere con me perché mi ama. Ma io non riesco a fidarmi completamente e a discernere se sia normale o se ci sia qualcosa che non va. Vorrei che lui fosse sincero con me, ma come faccio a dire che non lo sia? Io non so che pensare. Ho paura, perché quando ho una sensazione, raramente mi sbaglio. Cosa ne pensate? Grazie mille.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

frequentemente si ritiene che perdonare sia un atto di scelta.

Niente di più sbagliato.
Non di un singolo atto si tratta,
bensì un processo lungo e doloroso;
nonostante il quale, per dirla con Recalcati, la vita a due *Non è più come prima*. L'autore del libro tesse un elogio del perdono nella vita a due per resistere all’usura della passione e alle tentazioni del tradimento, dedicato a chi l'amore vuole farlo durare.

Detto ciò,
stupisce un po' che Lei abbia scritto a noi questa lettera così dolente,
anzichè indirizzarla alla Sua Psicologa (che sarà certamente anche Psicoterapeuta, giusto?).

Come mai?
Problemi di fiducia verso di lei e verso la sua competenza professionale?
O che altro?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 567XXX

Gentile dottoressa, la ringrazio per la risposta. So che perdonare è un processo lungo e doloroso, e mi rendo conto perfettamente di essere ancora ben lontana dal perdono completo. Al mio psicologo ne parlo si, frequentemente, e lui bass la terapia sul farmi in primus ritrovare sicurezza in me stessa. Non è però psicoterapeuta... Crede sarebbe meglio uno psicoterapeuta?

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

rispetto all'ultimo quesito
- Psicologo o Psicologo Psicoterapeuta? -
dipende dalla diagnosi che Le è stata fatta.

In sintesi:
Può esercitare la psicoterapia SOLO chi,
avendo frequentato la scuola di specializzazione quadriennale,
è AUTORIZZATO ad effettuarla.
Questo elemento essenziale può essere verificato in Albo Nazionale Psicologi inserendo il cognome in
https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi
e aprendo la "pagina personale".

Più in dettaglio:
tenga conto che la professione di *Psicologo*
"comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico
rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità."

Lo *Psicologo Psicoterapeuta*, oltre a tutto ciò, è autorizzato anche a CURARE.
Per essere competente in ciò ha effettuato
"una specifica formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in psicologia .. mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia"
e che dunque lo preparano a *curare*, oltre che a tutto quanto fa lo Psicologo.

Sulla base di tali informazioni sarà Lei stessa a valutare.

Auspico di aver fornito informazioni chiare e comprensibili.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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