Utente 408XXX
Buongiorno sono una donna di 31 anni.
In periodi alterni della mia vita ho sofferto di ansie generalizzate è tantissima ipocondria. Ma non ha mai toccato la qualità della mia vita.
Resto comunque una persona che si spaventa e si preoccupa per qualsiasi cosa riguardi me o i miei figli.

Circa un mese fa dopo che ho sentito al tg che una donna è impazzita è ha ucciso i figli, mi è venuta la paura irrazionale. . E se mai un giorno anche io impazzisco?

Da quel giorno ci penso ormai tutti i giorni. . . E credo mi sia tornata a questo punto l'ansia. . .
Ho letteralmente la paura che io un giorno possa impazzire e fare cose che non potrei mai fare.
Proprio io che ho la fobia del sangue, delle altezze e sono una mamma iper protettiva. . .

Leggo su Internet che sono paure comuni in chi soffre di ansia. .
Posso avere un vostro parere?
Perché la mente si crea queste paure?

[#1]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Gentile utente,

capita spesso che la struttura di personalità di una persona sia adattiva per una buona parte della vita. Ad un certo punto, però, succede qualcosa che fa andare in crisi un sistema da tempo collaudato. Li inizia il disagio psicologico. I fattori di scompenso sono tantissimi e si possono valutare solo all'interno di un percorso terapeutico adeguato.

Secondo la prospettiva cognitivista, "la mente crea queste paure" perchè si attiva uno scopo di vita importante che deve essere perseguito. Non potendo sapere quale sia il suo, le facio un esempio che secondo me non andrà lontano dalla realtà:
Essendo l'ansia un'attivazione psicofisica presente quando ci sentiamo minacciati da un pericolo, è probabile che lei veda questa situazione potenziale nel "fare del male ai suoi figli". Lo scopo che si attiva in questo momento potrebbe essere quello di "essere una buona madre", o meglio si potrebbe attivare lo scopo inverso ("Non essere una cattiva madre")..
Di conseguenza, i nostri comportamenti sono indirizzati a perseguire lo scopo e ad allontanare il timore e l'ansia che si possa avverare lo scopo inverso.

Passando ad aspetti più clinici, le chiedo:

ogni quanto è presente questa ansia?
Ci sono dei pensieri che fa, concomitanti alle sensazioni di ansia?
Fa qualcosa per porre fine all'ansia? (Controlla qualcosa, si assicura che non sia successo niente, cerca rassicurazioni o altro?)
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
Psicologo - Brescia, Desenzano, Montichiari
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[#2] dopo  
Utente 408XXX

Buongiorno dottore , volevo informarla che ieri ho chiamato il cardiologo che mi segue per un anomalia che abbiamo scoperto tempo fa ...e gli ho detto che questi stati ansiosi sono arrivati da quando prendo la pillola cardicor e mi ha detto di dimezzare la dose perché molto probabilmente è stata indotta dal farmaco .

Ritornando alle due domande

ogni quanto è presente questa ansia?
-quando ci penso , o quando sono sola .

Ci sono dei pensieri che fa, concomitanti alle sensazioni di ansia?
- penso sempre , e se diventò pazza ? E se mi porterà alla schizofrenia? E se un giorno impazzisco è faccio del male ?


Fa qualcosa per porre fine all'ansia? (Controlla qualcosa, si assicura che non sia successo niente, cerca rassicurazioni o altro?)

-non faccio niente...mi faccio una tisana , informo mio marito che ho un momento di ansia ...cerco di distrarmi..a volte piango e mi ripeto ...io NON diventerò pazza.

Grazie dottore

[#3]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Probabilmente le sensazioni fisiche che le crea il farmaco danno il via ad una serie di interpretazioni sui sintomi che la inducono a fare i pensieri che racconta. Non è il farmaco in sé a creare ansia. L'ansia è un'attivazione psicofisica, è un'emozione. Sono i processi cognitivi disfunzionali che aumentano l'ansia relativa, per esempio, al semplice giramento di testa.
Probabilmente, le gioverebbe un percorso di psicoterapia mirata per questa problematica che si porta dietro da tempo. Viste le credenze relative agli stati d'ansia, ritengo che un approccio cognitivo comportamentale potrebbe essere risolutivo.
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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