Utente 567XXX
Buongiorno
Sono una ragazza di 22 anni, ho sofferto di attacchi di panico per molti anni. Sono iniziati all’età di 11 anni e non so per quale motivo. Mia madre decise di portarmi da una psicologa ma io non parlavo, passavamo l’ora in silenzio e quindi dopo due incontri la psicologa decise di sospendere, ci riprovai dopo qualche anno con un’altra psicologa ma il finale fu lo stesso.
All’ età di 16/17 anni, dopo un forte attacco di panico, fui io a chiedere a mia madre di andare in terapia.
Anche con questa volta non riuscivo a parlare ma comunque andammo avanti per parecchio.
Le sedute erano monologhi, lui mi parlava e io ascoltavo, provava a farmi delle domande ma io niente, non riuscivo a rispondere a domande che riguardassero la mia sfera personale, le uniche domande a cui rispondevo riguardavano la scuola. Pensavo che la terapia avrebbe dovuto farmi stare meglio, invece uscivo di lì ogni volta peggio.
Dopo 1 anno circa ho deciso di non andare più.
Per alcuni anni ho visto questa scelta come un fallimento, sentivo di aver perso del tempo e di aver fatto perdere dei soldi ai miei genitori. Provavo rabbia, ero arrabbiata col mondo intero e soprattutto con lo psicologo perché le cose che mi avevano detto mi risuonavano in testa continuamente anche se ormai non ci vedevamo più.
Da un po' di tempo gli attacchi di panico sono spariti. Questo è quello che pensavo di voler ottenere con la terapia, ma invece ho capito che l’ultimo psicologo aveva ragione, il problema non era l'ansia il fatto che io non fossi felice e che non riuscissi a parlare con nessuno.
Aveva ragione, sono sola e non sono felice, la mia vita è fatta solo di studio. Non ho delle vere amiche, non ho mai avuto un fidanzato, non ho una persona con cui confidarmi Ho pensato che gli attacchi di panico siano spariti proprio perché ho preso consapevolezza delle cose che mi diceva quando andavo in terapia.
Oggi ho capito che a 17 anni avevo paura, avevo paura di trovarmi sola e senza amici e di scoprire di essere fuori di testa, avevo paura di quello che potevo scoprire di me stessa se mi fossi guardata dentro. Davo la colpa allo psicologo come se ciò che veniva fuori dalla terapia era colpa dell’analisi ma la verità è che quei problemi erano già dentro di me e io avevo soltanto paura di vederli.
A volte sento il bisogno di tornare da lui e provare a dirgli queste cose, da troppo tempo aspetto che le cose cambino ma non cambiano mai, a volte penso che per far cambiare le cose debba partire proprio dal parlare con qualcuno e per questo vorrei ricominciare.
Però ho paura che la storia si ripeta per l’ennesima volta, spesso arrivavo in terapia che avevo tantissime cose da dire e invece niente mi bloccavo. So che sarebbe così anche se decidessi di tornare, quando ho davanti qualcuno non riesco a parlare di me. Forse perché mi vergono, a volte mi chiedo come si faccia ad avere una vita così a 22 anni, sempre a casa e senza mai aver avuto un fidanzato.
Cosa devo fare?

[#1]  
Dr.ssa Paola Scalco

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"Però ho paura che la storia si ripeta per l’ennesima volta, spesso arrivavo in terapia che avevo tantissime cose da dire e invece niente mi bloccavo. So che sarebbe così..."

Gentile Ragazza,
un conto è la paura e un altro la certezza: Lei sa prevedere il futuro? Pensa che le cose accadano indipendentemente da Lei?
Perdoni l'approccio un po' ruvido, ma vorrei aiutarla a "smontare" queste convinzioni erronee che rischiano di diventare un alibi per non affrontare (ancora) il disagio, non assumendosi a pieno la responsabilità della sua risoluzione.
Lei non è più quella ragazzina arrabbiata col mondo, ma una giovane donna con nuove capacità di pensiero e nuove aspettative. Inoltre, tenga conto che nel tempo in realtà il dialogo -seppur "virtuale"- con lo psicologo lo ha mantenuto, alimentato e modificato positivamente, acquisendo nuove consapevolezze e nuove prospettive.
Perché non riprovarci? Perché non darsi una nuova opportunità, guardando al futuro e distogliendo lo sguardo da ciò che è stato?
Se vogliamo che le cose cambino, è indispensabile partire da nostri (anche piccoli) cambiamenti.

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
https://www.medicitalia.it/paola.scalc

[#2] dopo  
Utente 567XXX

Gentile dottoressa,
La ringrazio per la risposta.

Forse è giusto riprovarci, indipendentemente da come andrà la terapia, questo sarà già un passo importante per me.