Utente 147XXX
Buongiorno, Da quasi 2 mesi sono in uno stato depressivo alienante. Da 2 anni vivo in Belgio. Sono arrivata qui quasi per caso, per allontanarmi da una situazione che mi stava stretta. Inizialmente l'idea era quella di restare 6 mesi, per un tirocinio retribuito. Dopodiché mi é stato offerto un lavoro- e nonostante non mi andasse di rimanere in questo paese- ho deciso di restare un anno in piu, per fare curriculum, guadagnare, imparare il francese. Dopo un anno, mi hanno prolungato il contratto e ho deciso di restare altri 6 mesi, pensando che in fondo non erano tanti e mi sarebbero stati utili dei soldi e delle esperienze in piú. Nel frattempo ho cominciato a trovarmi meglio in Belgio, amo la multiculturalitá della cittá, le comoditá e le offerte culturali. La vita passa tranquilla e posso permettermi di andare a cena fuori o al teatro senza dover pensare al portafogli. Non ho molti amici, anche perché ho evitato di creare legami, dal momento che non é un luogo dove voglio vivere per sempre. Non posso dire di essere stata felice in questi 2 anni, ma a volte mi sono sentita serena, sapendo che era un posto comodo e che mi dava la possibilitá di vivere agiatamente, viaggiare e andare a trovare la mia famiglia e amici. Adesso il mio contratto sta per scadere e un mese fa ho rifiutato un ulteriore prolungamento Le motivazioni che mi sono data é che mi piacerebbe tentare di vivere un po' a casa mia, da cui manco da 7 anni, stare un po'con i miei genitori (che stanno invecchiando) e provare a vivere nella mia cittá. Ma da quando ho preso questa decisione, ho attacchi di panico, passo le mie giornate pensando di aver fatto una stupidaggine. Ho crisi di pianto e sto andando da una psicoterapeuta che continua a dirmi che il problema non e' la scelta in se, ma qualcosa di piu profondo su cui dovrei lavorare e che sarei dovuta restare qui. Sono andata da una pscichiatra e mi ha prescritto Deanxit. Cerco di fare dei progetti per il futuro, di occupare le mie giornate in modo produttivo, ma non ci riesco, ho voglia solo di dormire e mi chiedo se quest'angoscia é dovuta alla consapevolezza di aver fatto una scelta sbagliata (lasciare un lavoro, mediamente interessante e ben retribuito, per tornare in una cittá che poco offre e senza un lavoro fisso) o alla paura delle novità. Credo di non essere pronta per tornare al Sud, ma e'da molto tempo che ci fantastico su. Ho anche avuto modo di poter tornare indietro sulle mie dimissioni, ma alla fine ho declinato. Perché mi autoboicotto? Mi chiedo se questa non sia altro che immaturità. In un periodo dove la gente emigra per trovarsi un futuro, io torno indietro, senza neanche troppa voglia o amore per la mia cittá, per testardaggine e perché non voglio mettere radici in Belgio. Sto male, perché sento di tradire i miei bisogni, ma non riesco ad ammettere di voler restare.. e comunque forse é tardi. Non capisco se é solo questione di orgoglio, testardaggine o che altro. Come faccio a smettere di stare cosí male?

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Dr. Michelangelo Todaro

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Buon pomeriggio é difficile poterle rispondere cercando di individuare cause e soluzioni attraverso la lettura di poche righe. In queste situazioni é sempre opportuno conoscere approfonditamente una persona, entrare nella sua storia personale e familiare per venire a capo del groviglio che si attiva generando sofferenza, di qualunque natura essa sia. Credo che si stia muovendo bene. Un percorso di psicoterapia puó sicuramente aiutarla a comprendere quello che desidera, liberandola da pressioni varie che spesso ci inducono a pensare di volere/non volere qualcosa. Le pressioni spesso non si vedono, siamo convinti che tutto dipenda da noi con conseguenti sensi di colpa, ansie agitazioni e preoccupazioni, che la maggior parte delle volte non ci appartengono, ma che facciamo nostre perché cosí abbiamo imparato nel corso della nostra vita. Concordo sul fatto che il problema non sia rappresentato dalla decisione da prendere in questo specifico momento. Potrebbe anche superare il momento, ma é probabile che si ripresenti nel momento in cui ci sará un'altra decisione impegnativa da prendere. Nella vita, in ogni fase ci saranno sempre decisioni da prendere e crescendo saranno sempre piú decisioni importanti. Inoltre a volte siamo piú energici, mentre altre viviamo momenti delicati e questo incide. Credo che sia opportuno, oltre al capire se o come mai faccia autosabotaggio, imparare ad affrontare le decisioni della vita con tranquillitá, senza vivere il timore di una scelta sbagliata come una spada pronta a tagliarci la testa. Tutti prendiamo decisioni, a volte si rivelano giuste, altre sbagliate, ció che conta é vivere con la consapevolezza di saper affrontare con responsabilitá le conseguenze delle nostre scelte. Evidentemente al momento a lei tutto questo viene difficile e questo le causa, come é normale che sia, molta sofferenza. Non so quale decisione possa risultarle piu utile da prendere (occorrerebbe una sfera di cristallo) e non ritengo neanche che una scelta possa essere migliore o peggiore dell'altra. E' una scelta come tante altre ed é legata a valutazioni personali, a bisogni, a desideri, necessitá ecc. Nessuna scelta é definitiva o per sempre, si puó sempre cambiare decisione. Anche i matrimoni in cui si giura "per sempre" prevedono la possibilitá di cambiare la propria decisione col divorzio. Per cui, quello che voglio dirle é che la sua volontá nello smettere di stare cosi male mi sembra giá una grande garanzia che certamente ne verrá a capo. Se sente di essere testarda, lo sará anche nel voler stare bene. Inoltre si é giá rivolta a una psicoterapeuta e ad uno psichiatra, adesso chiede consigli qui, saper chiedere aiuto é il miglior punto di partenza per superare le difficoltá che spesso da soli sembrano montagne invalicabili.
Dr. Michelangelo Todaro
Psicologo e Psicoterapeuta