Utente 350XXX
Buongiorno, da maggio alla mia migliore amica è stato riscontrato un tumore al seno. Lei all'inizio l'ha presa abbastanza bene, non sapendo a cosa andava incontro ha comunque reagito a testa alta.. Da agosto a questa parte però ha avuto dei crolli evidenti, con pianti e momenti d crisi. Io ho sempre cercato d starle accanto, x me lei è sempre stata un punto d riferimento del quale non riuscirei mai a fare a meno.. Con questa cosa che le è successa, ci siamo avvicinate un sacco, ancora più d quanto lo fossimo già, e da parte mia sta nascendo una sorta d morbosità nei suoi confronti.. Nel senso che vorrei starle sempre accanto, non appena la sento giù d morale vorrei correre ad abbracciarla, penso continuamente a lei durante tutta la giornata, mi figurerei d darle l'anima se potessi, non riesco a lasciar passare più d una settimana senza dover organizzare un incontro x vederci, anche solo x un'ora.. E sto iniziando a pensare che questo attaccamento a lungo andare possa farmi male.. Entrambe siamo sposate con figli, ma io ultimamente con mio marito ho parecchie mancanze che compenso con le attenzioni sue.. Mi sento in una situazione un po' assurda, x mio marito (siamo sposati da 10anni) non ho lo stesso coinvolgimento che ho nei suoi confronti (la ns amicizia dura da 20anni), e sta cosa mi spaventa.. Voi cosa ne pensate? Grazie in anticipo per la vostra disponibilità.

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Dr.ssa Paola Dei

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Gentile signora
Erich Fromm ha scritto che: Non si può essere profondamente sensibili a questo mondo senza essere profondamente tristi
Lei purtroppo rientra in questa categoria e sono certa che per la sua amica é una grande risorsa, ma lo è anche per suo marito. O ha la sensazione di non esserlo più per liui? Non é facile prendersi cura di una persona ammalata e allo stesso tempo essere una buona moglie ma esistono soluzioni che possono almeno permetterle di essere serena. Intanto sarebbe importante che facesse un colloquio con un/una collega per comprendere bene le dinamiche che la spingono a comportarsi in un determinato modo e soprattutto quelle che la fanno sentire in obbligo nel dover assistere la sua amica, oltre a scoprire cosa realmente prova e sente verso suo marito. Se tutto ciò che fa fosse fatto serenamente non occorrerebbe un sostegno ma nel suo caso é necessario perché la sua amica non diventi un peso insostenibile e non lo diventi anche suo marito. Lei vive un conflitto che le fa dimenticare se stessa; ciò che veramente vuole e ciò di cui ha bisogno. Ed é questo che deve dipanare accettando un piccolo aiuto esterno. Vedrà che tutti i rapporti si riequilibreranno e che troverà un modo per condividere con entrambe le persone aspetti positivi. Qualsiasi decisione prenderà sarà certamente meglio di questo conflitto perché alla lunga andando avanti così rischia di ammalarsi lei e questo non deve accadere.
Ci rifletta
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)