Utente 398XXX
Sono un ragazzo di 23 anni, ho iniziato una storia sentimentale con una ragazza da circa 1 mese e mezzo, anche se ci sentiamo/frequentiamo ormai da più di 4 mesi. E' tutto molto bello, finalmente ho trovato una ragazza che mi piace, che rispecchia esattamente, in toto, tutto quello che cercavo: dall'aspetto puramente estetico, per arrivare a quello caratteriale. Mi piace tutto di lei, la sua maturità, il suo senso di responsabilità, i suoi ragionamenti. Dopo il primo bacio ho passato un paio di settimane "sulle nuvole", ero felice, costantemente distratto, contento di tutto.
Poi un bel giorno ho cominciato a domandarmi cosa fosse l'amore, cosa si prova quando si è innamorati e cosa mi fa capire che io sia innamorato di una ragazza. Da lì ho cominciato a monitorarmi un po', nel senso che cercavo di capire, ad esempio, se quando messaggiavo con lei provavo qualcosa, se avevo voglia di vederla, se avevo voglia di stare con lei.. . pure quando eravamo insieme mi chiedevo "ma sei realmente felice di stare con lei in questo momento? ". Insomma, una serie di domande volte a monitorarmi, ma che invece mi disturbavano e disturbano tutt'ora e basta. Anche in normalissimi pomeriggi in cui sono in casa a massaggiare con lei su whatsapp, sono li che mi chiedo "ma se fossi innamorato non dovrei provare emozione costantemente, anche solo a sentirla? ".. . quindi inizio a pensare "allora se non sto provando emozione in questo momento a pensare a lei significa che non sono preso da lei?! " e provo sensazioni fastidiose, ansia, rigetto di questi pensieri. Ho la convinzione in testa che, specialmente nella prima fase di una relazione, uno deve essere sempre con "le farfalle nello stomaco", anche solo a pensare all'altra persona, in qualsiasi momento.. . . e a me questo non accade: ovviamente ci sono dei momenti in cui mi sento emotivamente più vulnerabile e legato a lei, e altri in cui sono normale, senza però avere questa sensazione continua di "farfalle nello stomaco". Ci scriviamo e diciamo sempre delle bellissime cose, che vogliamo un futuro insieme, che abbiamo trovato finalmente la persona che cercavamo l'un l'altra, e tanto altro. Ma mentre le scrivo/dico queste cose mi chiedo "ma le pensi davvero oppure stai solo fingendo per farle un piacere? " con conseguente aumento di sensazioni negative, ansia e tristezza.
E poi arrivo a chiedermi "come faccio a capire che sono VERAMENTE preso preso ed innamorato di lei? "
Io con lei sto benissimo, quando siamo insieme il tempo vola, e passa in modo piacevolissimo, lei è davvero tutto ciò che stavo cercando. Ho voglia di condividere tanto con lei.. . ma ci sono questi pensieri e sensazioni fastidiose che non mi fanno vivere la relazione in modo tranquillo, sereno e spensierato.. . vorrei solo godermi lei e il nostro rapporto. Quando riesco a non pensare a tutto ciò mi accorgo che sto meglio e sono più "leggero", meno preoccupato!!
In passato ho sofferto di dubbio patologico, non vorrei che fosse lo stesso meccanismo anche in questo caso.

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Dr.ssa Veronica Rossi

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Gentilissimo utente,
prima di tutto, quando si parla di amore e innamoramento si parla di sentimenti ed emozioni, aspetti questi che sono distanti dalla ragione e dai ragionamenti. Quando si ama o si è innamorati, lo si sente , in questo caso il sentire è in senso emotivo. Porsi troppe domande e rifugiarsi in ragionamenti logici per capire se si è innamorati di qualcuno conduce sicuramente a confusione.
Inoltre, la fase di innamoramento non é uguale per tutti. Anche se ci sono delle caratteristiche più o meno simili, ognuno la vive in maniera differente. E non c’è un modo giusto o sbagliato di farlo.
Credo inoltre che in così poco tempo di frequentazione sia difficile attribuire con esattezza quanto sia forte o meno un sentimento. Il passare dei giorni e le esperienze che condividerete insieme saranno in grado di offrire tutte le risposte alle domande che si sta ponendo. Si viva la storia con la sua fidanzata ponendo meno attenzione ai ragionamenti logici.
Tanti auguri per la sua storia.
Cordialmente.
Dr.ssa Veronica Rossi