Utente 573XXX
Salve a tutti e mi scuso per il disturbo, ma credo di aver bisogno di qualcuno con cui parlare, e so che parlare qui non servirà a molto se poi al di fuori di questo contesto non faccia nulla per migliorare la mia condizione.
Dopo questa premessa vorrei raccontarmi della mia persona.
ho 26 anni e da sempre ho saputo di essere un ragazzo diverso, diverso da chi mi chiederete, diverso da quello che è considerato normale, sin dalle elementari sono stato etichettato sia per la mia forma fisica che per le mie movenze non proprio consone ad un ragazzo.
Questa discriminazione mi ha portato ad avere una visione del mondo non proprio a colori, ma per lo più in bianco e nero.
In 26 anni mi sono precluso ogni tipo di rapporto con qualsiasi persona, cercavo e cerco tutt'ora di evitare di tessere relazioni con le persone che vadano oltre la semplice conoscenza, non mi piace che gli altri mi possano leggere dentro.
sembra scontato dire che non ho alcun amico, qualcuno con cui parlare, sono al primo anno fuori corso di architettura perché ho passato un anno difficile, oltre a studiare nel tempo libero dall'università lavoravo in un negozio per mantenermi e questo mi permetteva di non pensare a quello che ero, ma il negozio chiuse e trovai qualche lavoretto nel weekend ma questo mi lascia troppo tempo libero che impiego a pensare a quante cose ho perso e a quante cose ho rinunciato di vivere, perché provo vergogna della mia persona, chiatto e gay, una combo perfetta.
Vivo male questa mia condizione perché fin da piccolo non mi sono mai sentito accettato dalle persone che mi circondano, a tutti i costi io dovevo essere magro (si lo so che si deve fare salute e non per la bellezza), a tutti i costi dovevo fare uno sport, che non mi piaceva, solo perché i maschi fanno calcetto, per non parlare del disagio che ho vissuto negli spogliatoi.
Passo le mie giornate a leggere libri, o a lavorare e sento di non aver vissuto un solo giorno della mia vita.
Prima ho detto che non cambierà niente perché so che se dicessi ai miei di questa mia condizione, implorerebbero aver avuto un figlio ignorante al posto di un figlio perfetto gay, perché si a detta di molti sono il figlio perfetto che tutti vorrebbero in casa, la persona giusta che ogni mamma spera per sua figlia, sono la persona perfetta per qualsiasi persona, ma non per me.
Mi sento sbagliato e non voglio scatenare una rivoluzione e rompere quegli equilibri creati dicendo di non star bene con me stesso.
Ho preso in considerazione di andare in terapia, ma i miei genitori quando lo dissi mi risposero: "ma se tu stai sempre bene e sei così solare devi andare dallo psicologo che deve fare quello che ha la depressione?, è solo un periodo di stress all'università, ti passerà non ti preoccupare".
Giustamente come dare loro torto, se sei la persona perfetta non hai bisogno di nessuno.
Concludo ringraziandovi per aver dedicato del vostro tempo per leggere il mio sfogo, ma ne avevo bisogno.
(ovviamente so di non essere perfetto)

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
alla sua età non si chiede il permesso ai genitori per andare dallo psicologo, tanto più che:
1) lei ha visibili problemi di sovrappeso, e spesso lo psicologo è l'unica strada per superare disagi, cattive abitudini, resistenze al cambiamento sul piano alimentare;
2) all'università, alle ASL, al Consultorio giovani ci sono psicologi gratis o a prezzo di ticket, e il suo stesso medico di famiglia le prescriverà una serie di colloqui;
3) lei da sempre, oltre a studiare, lavora, e questo le permette di scegliersi anche uno psicologo privato (i prezzi sono ormai del tutto abbordabili).
Detto questo, temo che lei alimenti la sua non accettazione di sé stesso attraverso un legame immaturo coi suoi genitori, ai quali attribuisce aspettative esattamente opposte a quello che sente di essere davvero. Ma i suoi genitori sarebbero ciechi, o del tutto insensibili, se non si accorgessero che non ha amici né una ragazza e che non fa altro che stare a casa a studiare... o pensa che i buoni genitori come "figlio perfetto" vogliano proprio questo?
Con un po' di energia cerchi subito uno psicologo, ma cominci anche ad aprirsi ai rapporti umani, cerchi almeno un gruppo di ascolto con altri giovani, condivida le loro problematiche e le loro aspettative, spesso non diverse dalle sue.
Le sue frasi "non mi piace che gli altri mi possano leggere dentro" e "provo vergogna della mia persona, chiatto e gay, una combo perfetta" esprimono le ragioni per cui si sta limitando la vita da anni. Peccato, perché ho l'impressione che potrebbe dare e ricevere molto, essendo una persona intelligente e simpatica.
Ci tenga al corrente. Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)