Utente 517XXX
Buona sera dottori io vorrei un consiglio come comportarmi con la mia dipendente che lavora con me da 11anni molto brava al lavoro ma che non vuole rapporti con me al di fuori del lavoro premetto che ha molta autonomia io raramente le devo dire quello che deve fare non capisco il suo comportamento vi faccio un esempio quasi non saluta se ci incontriamo al di fuori il suo comportamento è talmente evidente che se ne sono accorti i miei amici, questo è un comportamento che mi sta facendo perdere la fiducia nei suoi confronti premetto anche che io non ho bisogno di lei come amica, ma questo suo atteggiamento.
Dott Jekil e mister haydy mi disturba parecchio, certo non vorrei davvero perdere la fiducia la motivazione che ha dato è che lei dopo averlo ammesso è che lei si sente sempre a lavorare personalmente io la trovo una motivazione assurda anche perché sul lavoro abbiamo un buon rapporto grazie per l’attenzione e buona serata (la mia dipendente ha 55anni)

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile Signore,

Tra Voi esiste un rapporto professionale, che termina nel momento in cui la dipendente s-timbra per fine turno o giornata.
Al di fuori il saluto è buona educazione.
Non vedo dunque il motivo per cui fuori dal lavoro doverebbero esserci "rapporti con Lei",
datore di lavoro.

Meraviglia piuttosto la Sua esigenza
- di avere con la Sua dipendente qualcosa di diverso "fuori" dal lavoro:
cosa di preciso?
- e il fatto che Lei richi di mettere in crisi un rapporto professionale basato sulla bravura, competenza, precisione della Sua dipendente
per quello che accade *FUORI* dal lavoro.

Può darci qualche ragguaglio per comprendere meglio?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 517XXX

Gent dottoressa buongiorno premetto che al lavoro siamo io e la mia dipendente siamo due coetanee 2 donne a me non sembra normale questo comportamento io da lei dottoressa volevo un consiglio come comportarmi con la mia collega ( mi piace definirla così piuttosto che dipendente). e appunto per non rovinare il rapporto con lei e come giustificare il suo comportamento al di fuori del lavoro noi lavoriamo gomito a gomito Non abbiamo mai avuto discussioni di nessun tipo è sempre stata pagata regolarmente per me era come una sorella ma questo suo atteggiamento mi da dispiacere(soprattutto quando clienti e conoscenti rimangono colpiti dal suo atteggiamento forse pensano che la tratto male?) difatti qualcuno me lo anche detto scherzando ,ma cosa usi la frusta? mi correggo io non mi devo giustificare perché io sono sempre stata corretta con lei ma mi spiace che clienti e amici possano pensare male la ringrazio per la veloce risposta alla mia richiesta e attendo ancora un ulteriore consiglio

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

".. per me era come una sorella.."
ma evidentemente questo sentimento non c'è da entrambe le parti.
Le amicizie si *scelgono*,
la sorellanza è di natura
e generalmente non è caratterizzata da una quindicina di anni di differenza di età.

Lei preferisce chiamarla "collega" e non "dipendente", ma la signora tale è;
e probabilmente sente la a-simmetria del ruolo,
che è nell'ordine delle cose:
Lei è la capo,
Lei la paga "regolarmente",
Le dà le ferie,
ecc..

"..Ma questo suo atteggiamento mi da dispiacere..".
Se dopo avergliene parlato nulla si modifica,
è evidente che la Sua dipendente desidera mettere uno stacco netto tra vita professionale e privata
e "non vuole rapporti con me al di fuori del lavoro"
come del resto la gran parte dei dipendenti col proprio capo.
Se a Lei ciò non piace,
qualsiasi Psicologo Le farebbe notare che "è un Suo problema".

Tuttavia metterei in rilievo l'importanza che Lei attribuisce al giudizio altrui.
Perchè attribuire ad esso più importanza di quello che ha, cioè nulla?

............................

Capisco benissimo che Lei avrebbe voluto qui un'altra risposta,
che forse si attendeva Le fosse data ragione,
ma le nostre risposte non parteggiano per l'uno o per l'altro,
forniscono un parere tecnico.
in realtà la signora è libera di scegliere di dividere nettamente la vita professionale da quella privata extra-lavoro
senza avere alcuna necessità di "giustificare il suo comportamento al di fuori del lavoro".

Lei chiede "come comportarmi".
Al lavoro correttamente come sempre.
Fuori lavoro come due conoscenti
che si reincontreranno la mattina dopo per collaborare correttamente insieme.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente 517XXX

Buongiorno dalla sua risposta deduco che il rapporto umano tra 2persone che vivono la quotidianità è un fattore che passa in 2 piano per me è primario ,anche perché sono stata partecipe della sua vita privata quando ha avuto bisogno comunque la ringrazio per la risposta ma le sue considerazioni non mi sono state di aiuto